
Colle delle Finestre: la montagna che non fa sconti
Ci sono salite che si scalano. E poi ci sono salite che si conquistano. Il Colle delle Finestre, nelle Alpi piemontesi, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non è solo una strada che sale: è un viaggio nella storia del ciclismo, nella fatica pura e in una bellezza aspra che non cerca di piacere, ma finisce per stregare.
Siamo in Val Chisone, a pochi chilometri da Susa. Il cartello all’inizio dell’ascesa è discreto, quasi timido. Ma i numeri parlano chiaro: 18,5 chilometri di salita, pendenza media del 9% e soprattutto otto chilometri finali di sterrato, a oltre 2.000 metri di quota. Qui il Finestre smette di essere una strada e diventa un’esperienza.
Una salita che racconta storie
Il Colle delle Finestre è entrato nel mito grazie al Giro d’Italia, che lo ha trasformato in uno dei giudici più severi della corsa rosa. Qui si sono decise classifiche, qui si sono visti campioni vacillare e outsider diventare eroi per un giorno. Ma anche senza dorsale e numeri sulla schiena, il fascino resta intatto.
I primi chilometri scorrono su asfalto regolare, dentro un bosco fitto che protegge dal sole e inganna le gambe: la pendenza è costante, non concede veri momenti di respiro, ma si lascia ancora gestire. Poi, superata la località Pian dell’Alpe, cambia tutto. L’asfalto finisce, la strada si fa chiara, polverosa, e inizia la parte più spettacolare e più dura.
Dove la strada si aggrappa alla montagna
Lo sterrato del Finestre è largo e ben tenuto, ma non fa sconti. Le curve si susseguono come gradini di una scala infinita, e ogni tornante apre panorami sempre più vasti sulla valle. La vegetazione si dirada, l’aria si fa sottile, il silenzio quasi totale. Qui il ciclista resta solo con il rumore del respiro e delle ruote sulla ghiaia.
La salita non è mai veramente cattiva, ma è incessante. Non ci sono tratti facili: si sale e basta. E mentre il colpo d’occhio migliora, le gambe chiedono il conto.
Quando finalmente si arriva al colle, a 2.178 metri, il premio non è solo il panorama: è quella sensazione difficile da spiegare di aver messo insieme fatica, concentrazione e ostinazione in un’unica, lunga progressione.
Oltre il colle: l’Assietta e il gusto dell’avventura
Per chi ha ancora voglia di pedalare e un minimo di spirito d’avventura il Finestre può diventare la porta d’accesso alla Strada dell’Assietta, uno dei percorsi militari in quota più spettacolari delle Alpi. Qui il cicloturismo diventa esplorazione, e la bici, più che un mezzo sportivo, torna a essere uno strumento per attraversare il paesaggio.
Non solo per scalatori
Il Colle delle Finestre non è una salita per tutti, ma è una salita che resta nella memoria di chiunque la percorra. Serve allenamento, certo. Serve anche una bici adatta, meglio se con rapporti agili e gomme che non temano lo sterrato. Ma soprattutto serve tempo: tempo per salire senza fretta, per fermarsi a guardare, per capire che qui non si viene solo a “fare una salita”, ma a vivere un pezzo di montagna.In un’epoca in cui tutto è misurato in watt e secondi, il Finestre ricorda che il ciclismo, prima di tutto, è viaggio. E che alcune strade non si percorrono solo con le gambe, ma con la testa e con un pizzico di cuore.
