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Cocquio Trevisago, ciclista investito da un’auto: conducente positivo all’alcoltest con 2,04 g/l

Ci sono notizie che non vorremmo mai scrivere. Eppure tornano, con una puntualità amara, a ricordarci quanto sia fragile l’equilibrio tra chi viaggia in auto e chi sceglie la bicicletta. Ieri sera, a Cocquio Trevisago, lungo via Milano, proprio davanti all’ufficio postale, si è sfiorato l’ennesimo incidente che avrebbe potuto trasformarsi in dramma.

Un’auto e un ciclista si sono scontrati. Il bilancio, per una volta, è stato clemente: nessuna ferita per chi pedalava. Ma basta fermarsi un attimo a pensare a come sarebbe potuta andare per capire quanto sottile sia il confine tra una brutta storia e una tragedia.

Quando la Polizia Locale è arrivata sul posto per i rilievi, qualcosa non tornava. Il conducente dell’auto mostrava segni evidenti di alterazione. I controlli hanno confermato il sospetto: l’etilometro ha registrato un valore impressionante, 2,04 grammi per litro. Un numero che non è solo una statistica, ma la misura concreta di un pericolo messo in circolazione.

Per l’automobilista sono scattati il sequestro del veicolo e la sospensione della patente per un lungo periodo. Provvedimenti doverosi, ma che arrivano sempre dopo. Dopo che qualcuno ha rischiato di pagare con la propria pelle una scelta irresponsabile.

Chi viaggia in bicicletta lo sa bene: sulle strade non si è mai davvero protetti. Che si pedali per allenamento, per turismo o per semplice piacere, si è sempre la parte più esposta. E non serve un grande errore per finire a terra: a volte basta incontrare qualcuno che non dovrebbe essere al volante.

Questo episodio, fortunatamente senza feriti, è l’ennesimo promemoria: la sicurezza stradale non è uno slogan, è una responsabilità quotidiana. E il rispetto per chi pedala non dovrebbe dipendere dalla fortuna, ma dalla coscienza di chi guida.

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