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Cicloturismo 2026: 19 nuovi tour europei e il boom dei viaggi slow su due ruote

Il cicloturismo europeo guarda al 2026 con un’offerta sempre più strutturata e internazionale. L’operatore specializzato Cycling for Softies ha annunciato il lancio di 19 nuovi tour cicloturistici in Europa, ampliando il proprio catalogo con itinerari pensati per chi desidera viaggiare in bicicletta senza fretta, privilegiando comfort, paesaggio ed esperienze autentiche.

Il ritorno del viaggio lento

La novità non riguarda soltanto il numero dei percorsi, ma soprattutto il concept. I nuovi tour si inseriscono pienamente nel trend del turismo slow, che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante in tutta Europa. L’idea è semplice: pedalare a ritmo moderato, su tracciati accessibili, con servizi organizzati e logistica curata nei dettagli.I percorsi sono studiati per un pubblico ampio: coppie, gruppi di amici e cicloturisti non necessariamente agonisti, ma interessati a vivere il territorio con un approccio sostenibile e immersivo.

Bike-and-boat: la formula ibrida conquista l’Europa

Tra le proposte più interessanti per il 2026 spiccano gli itinerari bike-and-boat, una formula che combina navigazione fluviale o costiera e tappe in bicicletta. Durante il giorno si pedala lungo piste ciclabili panoramiche o strade secondarie, mentre la sera si rientra a bordo dell’imbarcazione, che diventa hotel galleggiante.Un modello che sta conquistando sempre più appassionati perché unisce comfort, varietà paesaggistica e riduzione dello stress organizzativo.

Italia, Spagna e Portogallo tra le mete protagoniste

I nuovi tour coinvolgono alcune delle destinazioni più amate dai cicloturisti europei, tra cui Italia, Spagna e Portogallo.In Italia, i percorsi valorizzano ciclovie panoramiche tra colline, vigneti e borghi storici, intercettando il crescente interesse per le infrastrutture dedicate e per l’offerta bike-friendly sempre più diffusa.
In Spagna e Portogallo, invece, il focus è su itinerari costieri e grandi fiumi, con un clima favorevole per buona parte dell’anno e una rete ciclabile in continua espansione. L’Europa mediterranea si conferma così uno dei poli più dinamici del cicloturismo internazionale.

Un segnale forte per il mercato europeo

L’annuncio di 19 nuovi tour rappresenta un indicatore chiaro: il cicloturismo non è più un segmento di nicchia, ma una componente strutturale dell’industria turistica europea. Gli operatori stanno investendo in pacchetti sempre più accessibili, modulabili e attenti alla sostenibilità ambientale.Il 2026 si preannuncia quindi come un anno chiave per il settore, con un’offerta internazionale capace di intercettare sia il pubblico esperto sia chi si avvicina per la prima volta al viaggio su due ruote.Per i cicloturisti italiani, la notizia è doppia: nuove opportunità di viaggio all’estero e, allo stesso tempo, la conferma che il nostro Paese resta una delle destinazioni di riferimento nel panorama europeo.La direzione è chiara: meno fretta, più esperienza. E sempre più chilometri da pedalare.

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