
Tra acqua e dogane: la ciclabile del Lago di Lugano tra Porlezza e Gandria
C’è un momento preciso, pedalando lungo il Lago di Lugano, in cui il rumore delle auto scompare e resta solo il suono regolare delle ruote sull’asfalto. È il tratto che unisce Porlezza a Gandria, un itinerario transfrontaliero che mescola Italia e Svizzera, acqua e montagna, natura e piccoli borghi affacciati sul lago.
Si parte da Porlezza, all’estremità italiana del Ceresio. Il paese, raccolto e tranquillo al mattino, offre subito una pista ciclabile pianeggiante che costeggia il fiume Cuccio e conduce verso il lago. I primi chilometri sono ideali per scaldare le gambe: fondo regolare, traffico limitato, panorami che si aprono gradualmente sulle acque del Lago di Lugano.
La rotta segue in parte il tracciato della vecchia ferrovia dismessa, oggi riconvertita in percorso ciclopedonale. Si attraversano gallerie fresche e illuminate, si costeggiano pareti rocciose e si alternano tratti ombreggiati a scorci luminosi sul lago. È un itinerario adatto a tutti: famiglie con bambini, cicloturisti con borse laterali, e-bike in cerca di un giro panoramico senza eccessive pendenze.
Superato il confine, l’atmosfera cambia senza cambiare davvero. Le case si fanno più ordinate, le piste più segnalate, ma il paesaggio resta lo stesso: acqua blu intensa e montagne che sembrano tuffarsi direttamente nel lago. L’arrivo a Lugano è spettacolare. La città accoglie il ciclista con un lungolago elegante, giardini curati e la vista sul Monte Brè e sul San Salvatore.
Per chi desidera proseguire, l’ultimo tratto verso Gandria è un piccolo gioiello. Il villaggio, un tempo borgo di pescatori e contrabbandieri, appare come un grappolo di case color pastello aggrappate alla montagna. Qui la bici si parcheggia e si continua a piedi tra vicoli stretti e scalinate che raccontano storie di confine.
Il percorso complessivo, a seconda delle varianti, varia tra i 25 e i 35 chilometri. Il dislivello è contenuto, ma non mancano brevi strappi che rendono il giro dinamico. Ideale in primavera e in autunno, quando il lago riflette colori più morbidi e il traffico turistico è ridotto.
È un itinerario che unisce due Paesi senza mai perdere il filo del paesaggio. Un viaggio breve, ma capace di restare addosso come certe giornate limpide di vento leggero.


