
La Loira in bicicletta: viaggio lento lungo il fiume dei castelli
C’è un modo semplice per capire la Francia senza passare dalle autostrade: seguire il corso della Loira in bicicletta. L’itinerario conosciuto come La Loire à Vélo si sviluppa per oltre 900 chilometri, dall’entroterra fino all’Atlantico, attraversando paesaggi agricoli, città d’arte e una delle più alte concentrazioni di castelli d’Europa. È un percorso che non punta alla sfida sportiva, ma alla continuità del viaggio.
Il tratto più frequentato è quello tra Orléans e Tours, circa 120 chilometri pianeggianti che costeggiano il fiume alternando piste ciclabili dedicate e strade secondarie a basso traffico. La segnaletica è chiara, i servizi diffusi, l’organizzazione capillare. La Francia, quando investe sul cicloturismo, lo fa con metodo.
La pedalata è regolare, senza strappi. La Loira scorre ampia, con le sue isole sabbiose e gli argini verdi. Ogni pochi chilometri appare una torre, una facciata rinascimentale, un profilo in pietra chiara. Il più celebre è il Castello di Chambord, con le sue geometrie monumentali e la celebre scala attribuita a Leonardo da Vinci. Poco più avanti, il Castello di Chenonceau attraversa il fiume Cher con le sue arcate eleganti, diventando uno dei luoghi più fotografati dell’intero itinerario.
Ma ridurre il percorso a una sequenza di monumenti sarebbe un errore. La Loira in bici è soprattutto ritmo rurale: vigneti ordinati, mercati di paese, boulangerie dove fermarsi per una pausa che diventa parte del tragitto. Il fondo è prevalentemente asfaltato o in stabilizzato compatto, adatto a bici da trekking, gravel ed e-bike. Le distanze giornaliere si modulano facilmente: 40 o 60 chilometri al giorno consentono di viaggiare senza fretta, lasciando spazio alle deviazioni.
Dal punto di vista tecnico, non ci sono difficoltà rilevanti. Il dislivello è minimo, il vento può incidere ma raramente diventa un ostacolo serio. Il periodo migliore va da aprile a ottobre, con una preferenza per tarda primavera e inizio autunno, quando le temperature sono miti e l’afflusso turistico più contenuto.
Arrivando a Tours, con le sue case a graticcio e le piazze animate, si ha la sensazione di aver attraversato una Francia meno spettacolare ma più autentica. Non quella delle metropoli, ma quella delle province operose, dei campi coltivati, dei fiumi lenti.
La Loira non impone un’impresa sportiva. Propone piuttosto un patto: rallentare per vedere meglio. In un’epoca che misura tutto in velocità e performance, seguire il corso di un fiume diventa quasi un gesto controcorrente. Ed è forse proprio questa la ragione del suo successo crescente tra i cicloturisti europei.


