
Ciclovia dell’Arno: dalle Foreste Casentinesi al Tirreno seguendo il fiume simbolo della Toscana
Oltre 270 chilometri di percorso ciclabile dalla sorgente del Monte Falterona alla foce di Marina di Pisa. Un’esperienza di cicloturismo attraverso città d’arte, riserve naturali e borghi medievali. Il 90% del tracciato è già completato
Seguire il corso di un fiume dalla sua nascita fino al mare, attraversando la Toscana in tutta la sua varietà paesaggistica e culturale. È questa l’esperienza che offre la Ciclovia dell’Arno, un itinerario di circa 270 chilometri che rappresenta l’asse portante del sistema delle vie ciclabili toscane e uno dei percorsi ciclopedonali più ambiziosi d’Italia.
Il progetto, nato sull’esempio delle grandi ciclovie fluviali europee come quelle del Danubio o della Drava, si sviluppa da Stia, piccolo borgo del Casentino alle pendici del Monte Falterona dove il fiume nasce, fino a Marina di Pisa, dove l’Arno incontra il Mar Tirreno. Secondo il Documento di Monitoraggio del Piano Regionale Integrato Infrastrutture e Mobilità 2025, il 90% del percorso totale è già stato completato o è in fase di completamento.
Un viaggio attraverso tre province
La Ciclovia dell’Arno attraversa interamente le province di Arezzo, Firenze e Pisa, intersecandosi con vari percorsi nazionali e internazionali. Il tratto compreso tra Firenze e Chiusi coincide con la rete EuroVelo 7, l’itinerario dell’Europa Centrale che congiunge Capo Nord a Malta. Comprendendo anche i collegamenti multimodali con le stazioni ferroviarie e i collegamenti verso i centri urbani, il Sistema integrato Ciclovia dell’Arno – Sentiero della Bonifica si sviluppa per oltre 500 chilometri di percorsi.
Il viaggio inizia a Stia, comune di 3000 abitanti nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e si sviluppa verso sud in un’ampia valle circondata dai rilievi appenninici. Dopo soli 10 chilometri si incontra il borgo di Poppi, dominato dal castello dei Conti Guidi e inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia. Sarebbe un peccato non concedersi una sosta per ammirare la valle dall’alto del castello prima di proseguire.
Tra riserve naturali e città d’arte
Il percorso prosegue attraversando Bibbiena e Castelnuovo, dove la valle improvvisamente si chiude con le montagne che arrivano quasi a toccare il fiume. Superato questo punto, si sbuca nella piana di Arezzo e si pedala nella Riserva Naturale Regionale Ponte a Buriano e Penna, che circonda l’invaso de La Penna formatosi nel 1958 in seguito alla costruzione di una diga. La zona è frequentata da diverse specie di volatili come sosta durante le migrazioni o per lo svernamento.
Pochi chilometri dopo si incontra un’altra riserva, quella della Valle dell’Inferno e Bandella, chiamata così per la difficile navigazione su questo tratto dell’Arno prima della costruzione della diga. È in questa zona che il fiume comincia a descrivere un’ampia curva che lo porta a dirigersi verso ovest, direzione che manterrà fino al mare.
Dopo un’ultima curva si incontra Firenze, al chilometro 120. Il capoluogo toscano non ha certo bisogno di presentazioni, ma visitarlo in bicicletta permette di scoprirlo da una prospettiva diversa, pedalando lungo gli argini del fiume che regalano prospettive inedite sui monumenti più celebri. Passata Firenze, con un po’ di attenzione al traffico specialmente in periferia, si torna nella campagna toscana. La discesa, sempre molto leggera, è ormai finita e da qui al mare si pedala in pianura.
L’arrivo al mare attraverso Pisa
Il percorso continua attraverso la campagna empolese, raggiungendo Empoli dopo 150 chilometri dalla partenza. Una breve deviazione in salita porta a San Miniato, dove è possibile gustare il tartufo bianco, prodotto tipico locale. Si continua a seguire da vicino l’Arno nel suo tortuoso percorso fino a Pisa, altro gioiello dell’arte toscana. L’ingresso in città lungo la ciclabile è un’emozione crescente, fino a quando all’orizzonte non si staglia il profilo inconfondibile della Torre Pendente.
L’ultimo atto del viaggio è breve ma intenso. Dopo aver esplorato Piazza dei Miracoli e il centro storico pisano, si rimonta in sella per gli ultimi chilometri verso Marina di Pisa. Il percorso segue il fiume fino alla sua foce, in una zona conosciuta come Bocca d’Arno, caratterizzata dai “retoni”, le tipiche bilance da pesca su palafitte che creano un’atmosfera d’altri tempi. Arrivare con la brezza del mare sul viso è la conclusione perfetta di un’avventura indimenticabile.
Accessibilità e servizi
La bellezza della Ciclovia dell’Arno sta anche nella sua accessibilità. Il percorso è adatto sia a biciclette da strada che a mountain bike, con diversi tratti già dotati di segnaletica specifica. Le numerose stazioni ferroviarie lungo il tracciato permettono un facile accesso e la possibilità di percorrere anche solo alcune tappe, integrando treno e bicicletta per gli spostamenti quotidiani o turistici.
L’esperienza richiede dai 4 ai 5 giorni a seconda del ritmo e delle soste lungo il percorso. Il paesaggio cambia continuamente: dalle fitte foreste del Casentino alle dolci pianure che abbracciano Firenze, dai campi coltivati e pioppeti della zona di Empoli fino alla costa del Mar Tirreno. Lungo tutto il tracciato sono presenti in modo crescente strutture ricettive bike-friendly, punti di assistenza e servizi dedicati ai cicloviaggiatori.
La Ciclovia dell’Arno rappresenta un investimento importante della Regione Toscana per incentivare la mobilità sostenibile e promuovere il cicloturismo. Il progetto, di cui si era iniziato a parlare già negli anni Novanta, ha visto un vero cambio di passo solo con l’inserimento nel Piano Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità del 2014, che ha previsto una rete di ciclovie di rilievo regionale pensate per abbattere le emissioni atmosferiche e aumentare l’attrattività turistica della Toscana.
Un percorso che serve prima di tutto ai residenti nei comuni rivieraschi – oltre 1 milione e 250mila persone – e poi a turisti ed escursionisti, per prendere contatto con il fiume, con la tradizione, la storia e la natura, ma anche per spostarsi per motivi di lavoro e studio verso i centri storici, le zone industriali, gli ospedali e le scuole. Una Toscana da scoprire pedalando lentamente, assaporando ogni chilometro di un viaggio che unisce passato e futuro sulle rive del fiume più importante della regione.



