
Dall’Atlante al deserto: Marrakech – Tizi n’Tichka – Ouarzazate
C’è un momento, uscendo da Marrakech, in cui il traffico si dirada e l’Atlante inizia a prendersi la scena. La strada sale con decisione, i minareti lasciano spazio ai villaggi in terra cruda e l’aria diventa più sottile. È l’inizio di uno dei grandi classici del cicloturismo marocchino: l’attraversamento dell’Alto Atlante verso Ouarzazate, lungo il passo del Tizi n’Tichka.
Il percorso è una lezione di geografia a cielo aperto. I primi chilometri scorrono tra campi coltivati e frutteti irrigati, poi la montagna si fa severa: tornanti ampi, pendenze regolari, panorami che cambiano a ogni curva. A oltre 2.200 metri, il passo è un confine simbolico tra due mondi. Da un lato il Marocco verde e montano, dall’altro l’anticamera del deserto.
Pedalare qui significa fare i conti con il tempo e con il ritmo. Il vento può essere un alleato o un avversario, il sole non perdona, ma l’accoglienza sì: tè alla menta improvvisati, saluti dai bordi della strada, bambini curiosi che accompagnano la bici per qualche metro. È un viaggio fisico, certo, ma anche profondamente umano.
La lunga discesa verso Ouarzazate è una ricompensa cinematografica. Non a caso questa regione è stata spesso scelta come set naturale: kasbah che emergono dalla roccia, palmeti improvvisi, orizzonti aperti. Arrivare in città, stanchi e impolverati, dà quella sensazione rara di aver davvero attraversato qualcosa, non solo su una mappa.



