
La Ruta Maya in bicicletta: tra giungla, cenote e città coloniali
Nel sud-est del Messico, la bicicletta diventa una chiave per attraversare secoli di storia immersi in una natura sorprendentemente gentile.
La Ruta Maya, che attraversa la penisola dello Yucatán e parte del Chiapas, è uno dei percorsi cicloturistici più affascinanti e accessibili del continente americano. Qui il viaggio non è fatto di estremi, ma di equilibrio: tra archeologia e vita quotidiana, tra strade tranquille e patrimonio culturale millenario.
Il tracciato non è unico né obbligato, ma si snoda tra città come Mérida, Valladolid, Campeche e Palenque, collegate da strade secondarie pianeggianti, ideali anche per chi non cerca un’impresa estrema. Il dislivello è minimo, il fondo prevalentemente asfaltato, il traffico gestibile.
Il vero lusso del percorso è la varietà. Si pedala nella giungla umida, si attraversano villaggi maya dove il tempo sembra sospeso, ci si ferma a rinfrescarsi nei cenote, grotte d’acqua dolce color smeraldo. E poi, quasi all’improvviso, compaiono le piramidi: Chichén Itzá, Uxmal, Calakmul. Monumenti che raccontano una civiltà complessa, osservati senza fretta, arrivando in silenzio, in bicicletta.
Dal punto di vista climatico, l’umidità è la vera sfida, soprattutto nei mesi estivi. Ma la presenza costante di piccoli centri abitati rende la logistica semplice: alloggi economici, comida corrida, officine improvvisate sempre pronte a dare una mano.
La Ruta Maya è il percorso ideale per chi vuole unire cicloturismo, cultura e relazione con il territorio. Non serve spingersi al limite: basta aprirsi all’incontro, accettare il ritmo del caldo e lasciarsi guidare dalla curiosità.In Messico, la bicicletta non è solo un mezzo. È un passaporto.



