
Alpe Adria in bicicletta: il viaggio lento dalle montagne al mare
Ci sono percorsi che non sono solo una linea su una mappa, ma un vero racconto che si srotola chilometro dopo chilometro. La Ciclovia Alpe Adria è uno di questi: circa 410 chilometri che collegano Salisburgo a Grado, attraversando le Alpi, i confini e le culture, fino ad arrivare all’Adriatico.
Il viaggio inizia tra le montagne austriache, lungo la valle del Salzach, in un paesaggio che sembra disegnato apposta per essere attraversato lentamente. Le prime tappe scorrono tra piste ciclabili perfette, prati curati e villaggi ordinati, con il profilo delle Alpi sempre sullo sfondo.
Il vero colpo di genio del percorso arriva poco dopo: il tracciato segue in gran parte l’ex ferrovia del Passo del Predil, trasformata in una ciclabile spettacolare fatta di gallerie illuminate, viadotti e pendenze dolci. Qui la montagna smette di essere un ostacolo e diventa una scenografia.
Entrati in Italia, il paesaggio cambia ancora. Le Alpi lasciano spazio alle colline friulane, ai vigneti, ai borghi silenziosi. Si pedala dentro una transizione geografica e culturale che si sente nelle architetture, nei nomi dei paesi, nei piatti che arrivano in tavola la sera.
L’arrivo a Grado ha il sapore di una conquista gentile. Dopo giorni di pedalata, il mare appare quasi all’improvviso, piatto e luminoso, come una promessa mantenuta. Non c’è traguardo, non c’è cronometro: solo la sensazione di essere arrivati fin dove la strada aveva deciso di portarci.
La Alpe Adria è uno di quei percorsi che spiegano, meglio di mille discorsi, cos’è il cicloturismo: non performance, ma attraversamento. Non velocità, ma tempo riconquistato.



