
Lungo l’acqua che unisce la Puglia: la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese
C’è una linea sottile che attraversa la Puglia da nord a sud, invisibile a chi viaggia in fretta ma potentissima per chi sceglie il ritmo lento della bicicletta. È il tracciato dell’Acquedotto Pugliese, una delle opere di ingegneria idraulica più imponenti d’Europa, oggi trasformato in una ciclovia che racconta il territorio metro dopo metro.
Il percorso corre per oltre 500 chilometri lungo strade di servizio e sterrati compatti, lontano dal traffico, collegando l’Appennino Dauno al cuore del Salento. Pedalare qui significa attraversare una Puglia interna e sorprendente: uliveti secolari, muretti a secco, masserie isolate e paesi arroccati che sembrano sospesi nel tempo.
Dal punto di vista cicloturistico, la ciclovia è democratica. Le pendenze sono sempre dolci, pensate originariamente per l’acqua e oggi ideali per chi viaggia con borse e ritmo costante. Gravel, trekking bike ed e-bike sono le regine del percorso, ma anche una bici da corsa, con qualche attenzione, può cavarsela.
Il vero valore aggiunto è la continuità. Non si tratta di una semplice pista ciclabile, ma di un’infrastruttura narrativa: ogni tratto racconta il rapporto profondo tra l’uomo e l’acqua in una regione storicamente assetata. Le deviazioni verso borghi come Locorotondo, Martina Franca o Cisternino arricchiscono l’esperienza con soste gastronomiche e architettoniche di grande livello.
La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese non è ancora completamente rifinita in ogni suo segmento, ma è proprio questa sua natura “in divenire” a renderla affascinante. È un viaggio autentico, ideale per chi cerca silenzio, orizzonti aperti e la sensazione rara di attraversare un territorio senza consumarlo.



