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9001 Miles – Dall’Italia al SudAfrica – Terza parte: il deserto pt.1

Il deserto è l’entrata reale nel viaggio, il primo ostacolo incredibile che ti catapulta nell’Africa e andando a riguardare il materiale e pensando all’esperienza ho ritenuto più giusto dividerla proprio per dare il senso del mastosità, della grandezza della traversata in se perché stiamo parlando di 2000 km incredibili durissimi fisicamente e mentalmente dove sei alla mercè del vento e della natura, della grandezza di questo ecosistema incredibile.

L’altra volta siamo arrivati aLla porta del deserto e in questa puntata andrò a raccontare, appunto, dell’entrata nel deserto fino a Guerguerat che è la frontiera con la Mauritania.
C’è tutta la parte del deserto marocchino e il Western Sahara che praticamente è una zona nel sud del Marocco ed è una zona contesa tra Mauritania e Marocco.

La mappa mostra la tappa pedalata dall’inizio del deserto da Guelmim fino a Guerguerat che è appunto la frontiera con la Mauritania, la lunghezza è di 1256 km e la strada è una strada costiera perlopiù che che va verso sud e rientra in Mauritania.
Il deserto inizia gradualmente e poi sempre diventa sempre più forte. Ho fatto 14 giorni.
C’è un cambio netto del paesaggio, io venivo dalla strada costiera che corre tra mare e montagna. tutto verde e poi improvvisamente la strada fa una curva e c’è proprio il cambio netto del passaggio e li realmente è stata un’emozione incredibile. Io sulla mappa vedevo che c’era il deserto però non ero nel deserto perché passavo tutte zone più o meno aride ma poi ritornava sempre il verde e poi all’improvviso, facendo la curva mi sono trovato davanti tutta questa spianata enorme senza fine. Ho sentito anche tanta paura perché è emozione e paura allo stesso tempo perché partendo da casa il deserto ancora lo vedi come una cosa lontana, dici “Ok, adesso parto, ancora sono in Italia, sono in Francia, sono in Marocco il deserto è lontano” però poi quando ci sei realmente è forte. Mi è passato alla mente tutto il viaggio, ho pensato alle persone a cui voglio bene e poi mi sono detto “Eh, ci siamo, adesso il viaggio inizia”.

A Guelmim, che è chiamata la porta del deserto la prima reazione è stata di fermarmi a fare scorte di cibo e mangiare. Ho preso acqua, ho preso di tutto perché non sapevo realmente cosa aspettarmi perché non ci sono informazioni sul Western Sahara, sulla parte del deserto che va verso la Mauritania.

Il deserto è incredibile perché realmente senti proprio la forza della natura, la tua piccolezza è un po’ come un ambiente di alta montagna, senti che tu sei un ospite e che l’ambiente non tiene conto di te e che tu sia lì o no per lui è indifferente e questa cosa emoziona e spaventa ma da anche una forza incredibile.

Lungo la rotta si incontrano 4/5 città un pochino più grandi e la corsa molto bella che mi ha agevolato e supportato mentalmente è stato che quando inizia il deserto da nord andando verso sud le città sono abbastanza vicine tra di loro, parliamo di distanze di 100-150 km. Quindi senti chi hai dei punti di ancoraggio se avessi bisogno e poi le distanze aumentano a mano a mano che scendi, che vai verso sud e ti inoltri nel deserto.

Si incontrano tre fiumi da guadare, il primo è il più grande, il terzo secco e il secondo è una specie di fiumiciattolo.
Il primo è molto bello perché la strada sale leggermente e poi trovi questo, hanno messo delle mangrovie per cercare di far restare stabile la desertificazione perché è anche una zona dove vanno a deporre gli uccelli è molto importante.
E io non me l’aspettavo, sono arrivato in cima e ho visto l’acqua, ci sono delle sfumature col verde delle mangrovie, il giallo del deserto, è veramente stato molto bello.

Ivan, una domanda, con le riserve di acqua come facevi, perché tra un posto e l’altro ovviamente passava del tempo. In questo posto c’era dell’acqua, molto probabilmente riuscivi anche a far qualcosa, a prenderla filtrarla e quant’altro ma poi per il cibo per tutto il resto come facevi?
Allora, lì c’era l’acqua ma non sarebbe stato possibile purificarla perché è acqua salmastra servirebbe un salinizzatore, io non ce l’ho, io c’ho un purificatore che funziona solo con acqua dolce.
Realmente l’acqua è stato sempre un problema che ho tenuto molto in considerazione però alla fine sono stato fortunato perché quando si trovavano le città riuscivo a fare delle buone approvvigionazioni, avevo sempre una decina di litri d’acqua, però poi fermavo le macchine anche nel sud, anche in Mauritania che magari incontri una macchina al giorno.
Io mi mettevo in mezzo alla strada e tutti si sono fermati e mi hannodato una bottiglia d’acqua, quindi il problema dell’acqua non ce l’ho mai avuto.

Sempre parlando dell’acqua stavo molto attento, ad esempio quando ero in Mauritania guardavo l’acqua la mattina, vedevo mezzo litro e dicevo “Ma forse è meglio che il viso non me lo lavo”.
Per il cibo avevo fatto una buona scorta all’inizio e quindi non ho avuto difficoltà realmente avevo preso pane, avevo un po’ di pasta, poi quando incontravo delle città non ho perso mai occasione di fermarmi per mangiarmi della carne, un bel tajine che comunque da energia e poi devo dire che anche qualche macchina si fermava e mi dava dei datteri, dei biscotti, delle arance Un giorno nel deserto mi accosta una macchina, era un signore che andava verso sud e mi voleva regalare delle arance lanciandomele dalla macchina.

La strada lascia la Costa, è un parco naturale, iniziano delle dune grandissime, c’è tantissimo vento e la strada insabbiata e in pratica c’è una deviazione piccolissima per la laguna di Naila.
Ho fatto tutta la strada e mi sono trovato questa bellezza della natura, in pratica c’è una laguna che gira e poi si butta nel mare.
Nel deserto ci sono dei punti di checkpoint dell’esercito marocchino che all’inizio sono più frequenti e poi a mano a mano si si distanziano.

La costa in tutto il Western Sahara è incredibile, ci sono delle scogliere a picco magnifiche, maestose, guardavo la mia bicicletta che era minuscola e ero impressionato.
Poi la Costa non è molto alta ma spesso ci sono dei burroni a picco sul mare, un sacco di aquile e io ero gasatissimo ogni secondo.

Questa è una pianticella incredibile e tutto il Western Sahara ne è pieno.
Io, siccome ero molto secco e non avevo aloe e creme, sono andato a rompere questa pianta ho visto che usciva un gel e ho provato a metterlo sul braccio e ho visto che era come Aloe allora ho iniziato ad usarla su tutto il corpo perché mi aiutava a non farmi seccare la pelle.
E allora ho pensato che la natura è una cosa incredibile.

C’era il vento fortissimo, mi avevano fermato dei militari e mi avevano praticamente costretto a dormire da loro perché non volevano che rimanessi nell’area. Allora ho messo la tenda sul quella specie di muro a secco che avevano costruito.
La cosa simpatica è che poi mi hanno invitato a mangiare e loro si sono preparati il pasto e una torta al cioccolato.
Loro poi fumavano ashish e io stavo lì e mentre loro fumavano io gli ho mangiato tutta la torta al cioccolato.

Ero entrato a vedere un posto che mi intrigava, tirava vento e quando tira vento dall’interno è un gran casino. La maggior parte del tempo tira vento dal dal mare quindi da nord verso sud e quindi ti aiuta, ce l’hai a favore, quando invece cambia e il vento tira dall’interno porta sabbia e praticamente è un inferno, è veramente durissimo, mangi sabbia, respiri sabbia.
Queste sono delle montagne tipiche del deserto, c’erano i dromedari, i cammelli e mi facevano compagnia.

Più scendi verso sud e più trovi delle delle dune di sabbia, avevo campeggiato pensando di essere protetto e invece è stato durissimo, il vento va sotto la Duna e crea i mulinelli fortissimi, ho dovuto spostare la tenda.
Era uno dei miei più grandi pensieri perché il vento essendo sempre feroce ti porta via tutto.

Perché poi piantando la tenda con quel vento qualsiasi cosa vola via e viene coperto dalla sabbia è veramente.
Ho continuato poi verso la frontiera con la Mauritania iniziano tutti i campi di mine quindi dovevo starci attento per campeggiare.
Arrivati alla frontiera all’improvviso la strada si apre, ci sono queste torrette per tutta la lunghezza ed entri nella zona di stamp passaporti.
Lì c’era la persona addetta che ci ha fatto aspettare tantissimo.

Un giorno ho visto qualcosa quindi ho spinto la bici tantissimo e poi a un certo punto ho trovato questo lago essiccato enorme.
Non ci sono parole per descrivere l’emozione, senti la fatica, ti girano tantissime cose nella testa anche cose strane, ripensi tantissimo, pensi anche alle persone che ti vogliono bene.
Credo che il deserto sia una specie di purificatore d’animo perché tu riesci ad andare realmente dentro te stesso, ad ascoltarti, a sentire, a capire, a conoscerti meglio, ad esplorare delle zone di te che non sapevi nemmeno che esistessero realmente.
Io ero riuscito a trovare un bilanciamento con l’ambiente e me lo godevo, credo che se hai dei fantasmi, cioè cose che non riesci a superare, il deserto può darti lo spirito per farlo perché per forza li devi affrontare. Li devi per forza guardare in faccia perché non c’è altro da fare quindi sei solo con te stesso e l’ambiente.

Fino al Western Sahara sono stato benissimo, poi ho avuto dei momenti di sconforto giù in Mauritania perché le condizioni sono molto peggiorate, il paesaggio rimane più uniforme, più monotono e e quindi hai degli sbalzi d’umore importanti.

Il deserto è incredibile e sicuramente cercherò di ritornare e dico anche che, se avete in mente di fare un qualcosa con la bicicletta, prendete l’aereo arrivate Agadir e poi sparatevelo perché realmente fino in fondo sarà un’esperienza con voi stessi.
Il deserto ti mette alla prova, è durissimo però alla fine ti è amico, ti appiana ogni cosa dentro te stesso, è come un balsamo.
Lavora in tutte le sfere della tua emotività, le bilancia e le unisce e quindi tu raggiungi uno stato emozionale di piacere e di coscienza e consapevolezza con te stesso che credo non riusciresti mai ad avere. Apprezzi veramente la natura, il ritornare al nostro stato di uomini piccoli, semplici, siamo ospiti di questo pianeta veramente incredibile e il deserto ti ricollega alla terra e a te stesso.

Domande:

Vincenzo: Con quale bicicletta hai affrontato il viaggio?

La mia bicicletta è una Salsa Fargo che è una mountain bike da turismo che ho equipaggiato con un mozzo Rohloff interno alla ruota con la cinghia Gate Carbon Drive al posto della della normale catena.

Daniele: In tutti questi rettilinei infiniti non sarebbe meglio andare contromano come quando si va a piedi per vedere chi ti viene incontro?

Io penso che ti venga incontro veramente poca gente durante il giorno.
Fino a che sei nella parte Nord qualche macchina o camion la incontri, parliamo di una decina al giorno.
Poi a mano a mano che ti inoltri potrebbero passare giorni che non vedi persona.
Allora per un conto hai ragione, io poi all’ultimo pedalavo contromano perché con il vento non le senti le macchine quindi un paio di volte ho avuto paura.

Alessandro: Come era l’escursione termica tra notte e giorno? Approvigionamento idrico? E le stelle di notte?

Escursione termica tra giorno e notte era importante, più scendi e più c’è.
All’inizio del deserto, nella parte marocchina, il giorno potrebbe essere anche freschino perché il vento spira dal mare quindi porta il fresco, la notte ero sempre avviluppato nel sacco a pelo perché è freddo.
Poi quando scendi sotto che superi il Tropico del cancro il giorno inizia a fare veramente caldo, senti che l’aria è secca anche se stai vicino al mare e anche quando il vento spira dall’interno verso l’esterno che porta tutta la sabbia senti come un phon e la notte l’escursione termica ancora più è ancora più forte. Io credo che il giorno quando stavi sotto il Tropico del cancro 35° li faceva benissimo e di notte sui 7-8°.

Francesco: il peso complessivo della bici più carico quanto può arrivare? Trasmissione a cinghia super affidabile?

E peso complessivo della bici era di una sessantina di chili, però ti dico che non avevo l’esperienza che ho adesso, se dovessi fare un viaggio cambierei il settaggio, viaggerei con molto meno. Credo di averla già alleggerita tantissimo e credo che potrei alleggerirla ancora di più.
La cinghia è da valutare, la cinghia funziona molto bene il Rohloff ed è da verificare.
Hai una sensazione di guida stupenda, la manutenzione è molto più longeva rispetto ad una normale catena però tu devi essere in grado di fare le manutenzioni cambiare la cinghia non è difficile perché un il telaio è fatto appositamente per contenere la cinghia. Io penso che a per fare il deserto sia più indicata perché la parte meccanica è all’interno quindi non ha il problema della sporcizia, non c’è bisogno dell’olio e la sensazione di guida è bellissima perché tu senti il vento e il suono delle ruote sull’asfalto e sulla terra.

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