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9001 Miles – Dall’Italia al SudAfrica – Prima parte: Italia – Spagna

La prima parte del racconto di Ivan Bianconi, del suo viaggio in bicicletta dall’Italia al Sud Africa.

Sono partito il 7 ottobre 2017 per fare il viaggio da Assisi fino al Sudafrica, è stato realmente un viaggio incredibile fino a che ho potuto continuarlo.
Purtroppo, come tutti sappiamo, con il virus mi sono dovuto fermare a Brazzaville, che è la capitale del Congo e tramite un volo speciale organizzato dalla nostra ambasciata.
La distanza totale sono 25000 km e oltre, per il momento ho fatto 20000 km tondi tondi.

Il mio amico Simone, di Cicli Clementi di Foligno, è stato l’uomo chiave del viaggio, senza di lui non sarebbe stato possibile.
Insieme a lui abbiamo costruito la bici, preso i componenti e l’abbiamo assemblata.
Tu hai viaggiato con un sistema diverso dalla catena, avevi una cinghia con un cambio interno.
La cinghia è composta di gomma e carbonio, io ho ho scelto di assemblare la bici attraverso un mozzo rohloff, che è un mozzo interno a 14 velocità che va montato al posto del mozzo normale della ruota posteriore e al quale è corrisposto il pignone a cui poi sono attaccati dei cavi e io, attraverso una manovella, posso usare tutti i rapporti disponibili nella bicicletta.
Leggendo, informandomi mi sono interessato da questo sistema, in pratica è un cambio interno che viene protetto a bagno d’olio enon c’è problema del forcellino, non ci sono tutti i premi di manutenzione legati alla normale catena e, anche i rapporti, sono è proporzionati tra di loro ed effettivamente l’esperienza di corsa è fantastica, senti solo il rumore del vento e le ruote che scivolano sulla terra.

La cinghia dura tre volte la normale catena, non hai bisogno dell’olio e non ha non ha bisogno di manutenzione una volta che viene montata correttamente non non devi pensare ad altro.

Il giorno della partenza il negozio è i miei amici mi hanno fatto una piccola festa, abbiamo presentato la bici.
La prima notte avevo dormito a Città della Pieve poi sono entrato in Toscana e la prima notte è stata stranissima perché pensavo che ero partito da Foligno e pensavo che sarei dovuto arrivare in Sudafrica.
Mi ricordo che ho campeggiato in questo campo, poi ha lasciato la bicicletta e sono andando a mangiarmi una pizza.

Partendo da Assisi sono arrivato alla costa a Viareggio, poi ho proseguito seguendo la Costa. Poi sono entrato in Francia, ho fatto Monaco, Nizza e qua sono entrato all’interno del Massiccio dell’Etetel. Anche qui una location è fantastica, tra le montagne con la vista sul mare e il tramonto, è stato da brivido.
Poi sono arrivato in Costa Azzurra, dei paesaggi mozzafiato. I paesaggi nella Francia sono bellissimi, è un paese fantastico, ho avuto qualche qualche problema con i francesi perché hanno fatto dei problemi per campeggiare la notte però il paese è veramente fantastico.

Ho proseguito la strada attraverso la Camargue, intorno è tutta zona industriale non molto bella, ma la Camargue stessa è veramente fantastica.
C’erano tantissimi uccelli, c’era anche un vento terribile però è stato fantastico.
Sono partito il 6 ottobre 2017 e sono entrato in Francia il 17 ottobre.
Ho incontrato uno dei pochi ragazzi cicloviaggiatori, un austriaco e lui faceva il giro della Spagna e del Portogallo. Ci siamo incontrati casualmente, era quasi sera ed è stato divertentissimo perché dovevamo andare a prendere da mangiare, abbiamo trovato un Lidl e non sapevo dove lasciare la bicicletta così siamo entrati dentro con la bici e poi abbiamo iniziato a pedalare tra le corsie.

Ho proseguito la rotta lungo il Canal-du-midi che è un sito dell’Unesco. C’è il fiume e hanno fatto dei sistemi di sopraelevazione per il trasporto dei battelli, questo perchè ci sono delle rapide.
Poi è tutto un percorso di sentieri all’interno del bosco, poi ci sono tutti i vigneti veramente molto bello.

Poi sono arrivato a Carcassone, anche questo patrimonio dell’UNESCO, anche questo è un posto fantastico, è una fiaba.

Ho proseguito in Spagna, ad un certo punto mi ero un po’ stancato di seguire la costa e sono andato nell’interno, da Gandia, appena sotto da sotto Valencia, e ho fatto tutte le montagne che sono veramente fantastiche e sono veramente toste.
Poi sono risceso ad Alicante e ho ripreso la costa.
Dopo sono arrivato a Marbella e poi sono andato verso l’interno dove c’è una montagna bellissima, che la chiamano la montagna dell’indios perché sembra il profilo di un indios che dorme.
Ho avuto l’occasione incredibile di conoscere una famiglia a cui mi sono molto legato, la mattina siamo andati a cavallo.
Perchè il viaggio si fa in bicicletta ma è un’esperienza totale nella quale bisogna immergersi. Io credo che sarebbe limitativo stare solo a pedalare a testa bassa oppure passare i posti, quando uno sente il bisogno di fermarsi perché sente qualcosa dall’interno di se deve seguire l’istinto e fermarsi.
Il viaggio alla fine è conoscenza del posto ma soprattutto conoscenza di noi stessi, di come siamo attraverso le esperienze che facciamo, questa è la parte fondamentale e più bella del viaggio.

Ho proseguito poi fino a Gibilterra e poi fino a Tarifa, il punto più a sud d’Europa, da dove ho preso il battello per andare in Marocco ed entrare in Africa.
è stato molto emozionante, ho percorso circa 2800 km da Foligno fino a là e ho fatto 63 tappe e il viaggio è stato è stato realmente incredibile.

Io prima prima del viaggio facevo una vita normalissima, avevo il lavoro che ho lasciato per fare questo questo viaggio e in pratica è stato tutto un succedersi di cose.
Dal momento in cui ho iniziato a viaggiare, dal momento che sono arrivato in Spagna sono cambiato tantissimo, è cambiato il mio modo di vedere le cose, di godermi la giornata, di vivere la vita e le esperienze.
Io prima facevo Triathlon, facevo sport e quindi ero più incentrato sulla prestazione, sul tempo poi mano a mano che sono andato avanti con il viaggio sentivo sempre meno questa competizione.
Mi sono trovato sempre più a riprendere il mio tempo naturale e biologico e ho realizzato realmente che stavo viaggiando quando ero già in in Spagna, verso Almeria, uscendo da quell’area vedendo il mare.
In quel momento ho realizzato che veramente ero in viaggio che lo stavo vivendo e quello è stato uno dei momenti fondamentali anche per me più emozionanti.

Se penso all’esperienza in questa prima parte di viaggio è stato lo scoprire me stesso come uomo, riprendermi il mio tempo, di sentirmi di sentirmi veramente libero al 100% padrone di me stesso.
Questa è stata una delle sensazioni più belle che ho mai sentito su di me.
La vita bisogna omaggiarla ogni giorno, bisogna ricordarsi anche di prendere il tempo per noi stessi, per le persone che amiamo, per gli amici e per la propria vita.
Il tempo fa parte della ricchezza personale.

Domande:

Graziano: Anche io sto organizzando un viaggio identico al tuo, per i permessi hai trovato difficoltà? Possiamo parlarne in privato?

Certo, io sono disponibile e puoi scrivermi.
Per i visti devi organizzarti, ci sono dei paesi nei quali non avrai difficoltà per ottenere i visti o che li otterrai direttamente alla frontiera, ci sono altri paesi per il quale per ottenere il visto devi lavorarci e anche avere fortuna.

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