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9001 Miles – Dall’Italia al SudAfrica – Seconda parte: il Marocco

Oggi ci incontriamo nuovamente e parliamo del continuo del mio viaggio dall’Italia attraverso la Francia e la Spagna fino all’Africa.
Oggi siamo nella seconda tappa in cui parliamo del Marocco, che poi tra l’altro è uno dei miei paesi in assoluto preferiti.
Il Marocco è una terra bellissima, una destinazione da favola che si presta per il cicloviaggio e per qualsiasi tipologia di viaggio.
Con 2/3 ore di aereo ti trovi catapultato in un altro mondo.

A livello di sicurezza?

Il Marocco per come lo conosco io è uno dei posti in cui mi sono sempre sentito più al sicuro, tranquillo e rilassato.
Le persone sono gentilissime e ospitalissime, per avere problemi devi fare tu veramente qualcosa di sbagliato e andare molto contro alla loro cultura, sono delle persone che si mettono molto nei panni dell’altro, sono molto amichevoli quindi tenderanno sempre un po’ a coprire i tuoi errori e a far sì che la tua esperienza con loro sia incredibile, sia bella, che tu ritorni a trovarli.

Dalla Spagna, da Tarifa ho preso il battello e sono arrivato a Tangeri. Da Tangeri sono andato a Ceuta e ho viaggiato in maniera indipendente. Ho avuto l’occasione e la fortuna di poter ritornare di nuovo a visitare l’interno del Marocco che è fantastico, poi sono ritornato di nuovo a Ceuta e ho continuato il viaggio.
Nella barca, al porto di Tarifa ho incontrato un altro ragazzo con la bicicletta e abbiamo iniziato a parlare. Anche lui faceva un giro del Marocco così ci siamo immediatamente uniti e poi abbiamo fatto i primi giorni insieme.
Appena al di fuori di Tangeri ci sono le spiagge, dopo la Medina la città si perde e iniziano delle spiagge. Ho continuato il mio viaggio dirigendomi verso Ceuta, la strada che va da Tangeri a Ceuta è veramente una strada incredibile, passa lungo il mare e delle montagne.

Ceuta è una delle frontiere tra Marocco e Spagna una delle frontiere più piccole e più caotiche mai viste, fuori ci sono marocchini che cercano di entrare in Spagna e ci sono i militari spagnoli.

Abbiamo fatto una deviazione, siamo passati per un posto che si chiama Guercif che è verso l’Algeria. La sera per dormire c’era un ragazzo che vendeva lungo la strada, ci ha portato prima in un posto che però era al completo e poi alla fine ci ho portato a casa sua, con tutta la famiglia.
Ci hanno preparato il letto, la colazione, la cena una cosa bellissima.

Sulla strada c’erano dei Canyon veramente fantastici, la strada vuota chilometri e chilometri credo forse 180 Km libera, nessuna città. Un’altra delle cose più incredibili da vedere in Marocco sono alle Gole del Todra.

Proseguendo verso l’oceano ci sono delle montagne e questo ragazzo vendeva i piatti in terracotta per fare il tajine, il piatto tipico marocchino. Un letto di verdure, patate, cipolle, peperoni e carote e sopra viene messa la carne, poi viene coperto da un cono che in cima ha una fuoriuscita e viene messo a cuocere.

Il viaggio continua, prosegue. Poi ho trovato una laguna sempre sull’Atlantico, un villaggio tipico di pescatori.

Ho percorso la strada vicino alla costa. La prima parte da Tangeri andando giù fino a che non lasci Casablanca non è molto bella perché tanto costruita.
Poi ho avuto un’infiammazione al tendine d’Achille e sono stato fermo oltre 20 giorni cambiando posti, prima mi aveva ospitato una ragazza italiana, poi due ragazze hanno rischiato perché se sei una donna non sposata e hai un uomo dentro casa ti arrestano.

Poi, guarito dall’infiammazione al tendine, ho ripreso a pedalare molto molto cautamente perché veramente avevo paura di dover interrompere il viaggio.

Ad un certo punto sotto Casablanca si incontra la città di El Jadida, percorrendo la strada costiera da El Jadida verso sud per la maggior parte sono tutte strade secondarie che seguono la costa con villaggi di pescatori, è veramente uno spettacolo.

La valle è fertilissima a un certo punto era tutta coltivata.
C’era il sole con il vento a favore e io viaggiavo, ero contento, sentivo i tendini che mi stavano sempre meglio.

Proseguendo c’è una strada che è anche una delle più fantastiche che ho fatto in Marocco. Sotto Essaouira a un certo punto la strada rientra, è una strada minuscola tra oceano e montagne.
Inizia poi il deserto e quindi a mano a mano che io scendevo trovavo delle zone più aride e semidesertiche che poi ritornavano ad essere più verdi e più coltivate.

Domande:

Alessandro: Nel mio piccolo nell’estate 2019 ho fatto il giro della Corsica in solitaria e mi sono davvero divertito e appassionato al Bikepacking in solitaria 🙂 Sei Forte. Una domanda, quali sono le cose tecniche della bicicletta che ti hanno dato più problemi durante tutto il viaggio? e quale è il momento più memorabile del tuo viaggio in Marocco?

Non c’è quasi mai all’interno del viaggio un momento, spesso te ne rendi conto dopo perché comunque ogni posto è speciale, sopratutto in un paese come il Marocco che è molto ospitale, è molto bello e praticamente quasi ovunque ti senti sempre ben accolto.
La costa sotto il Jadida è stata veramente una scoperta fantastica.
Problemi tecnici alla bicicletta fino a che sono stato in Marocco non non ne ho avuti, nemmeno una foratura. Ho fatto la prima foratura in Senegal perché io ho sbagliato quindi vabbè lasciamo perdere 🙂

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