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	<title>Cicloturismo | Redazione | Attività</title>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=291131</link>
				<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 13:14:41 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=291131" rel="nofollow ugc">Granfondo Puccini Città di Lucca</a></strong>Granfondo Puccini Città di Lucca 2026:  percorsi, cronoscalate e un’esperienza unica in Toscana  La Granfondo Puccini Città di Lucca 2026 è uno degli eventi di ciclismo in Toscana più affascinanti e distintivi, capace di unire sport, territorio e cultura in un’unica esperienza.  In programma il 19 aprile 2026, questa granfondo rappresenta un appuntamento imperdibile per chi cerca una gara ciclistica in Italia immersa nella bellezza autentica della lucchesia.  Pedalare sulle mura di Lucca, infatti, non è solo l’inizio di una competizione: è un’esperienza unica al mondo.    Granfondo Lucca 2026: un evento tra ciclismo, territorio e cultura  La Granfondo Puccini rende omaggio a Giacomo Puccini, trasformando ogni chilometro in un racconto fatto di emozioni, paesaggi e identità.  Questo evento di ciclismo a Lucca si distingue per la capacità di valorizzare il territorio attraverso un percorso che attraversa borghi storici, colline e strade secondarie poco trafficate.    I percorsi della Granfondo Puccini Città di Lucca  Mediofondo Puccini 2026     	70,53 km   1175 metri di dislivello    Il percorso mediofondo è ideale per chi desidera vivere una granfondo in Toscana accessibile ma completa, con salite regolari e panorami continui.    Granfondo Puccini Città di Lucca 2026     	100,67 km 1716 metri di dislivello    Il percorso lungo rappresenta una vera sfida per gli appassionati di ciclismo su strada in Italia, con un mix perfetto tra resistenza, tecnica e gestione dello sforzo.    Cronoscalate Granfondo Lucca: le salite chiave  Le cronoscalate rappresentano il cuore agonistico della Granfondo Puccini Lucca, ideali per chi vuole misurarsi su segmenti specifici.    Fiano – Loppeglia (Mediofondo e Granfondo)     	al km 17,6  lunghezza 5,1 km 276 m dislivello    Passo Sella (solo Granfondo)     	al Km 25 lunghezza 7,6 km 450 m dislivello    Piegaio – Fiano (Mediofondo e Granfondo)     	Mediofondo: al  Km 36 lunghezza 9 km 348 m dislivello   	Granfondo: al Km 66 lunghezza 9 km 348 m dislivello    Il territorio della lucchesia: un valore aggiunto per il cicloturismo  Uno degli elementi distintivi della Granfondo Lucca è il territorio attraversato.  La gara si sviluppa tra alcune delle località più suggestive della zona: Lucca, Pescaglia, Borgo a Mozzano, Coreglia Antelminelli, Bagni di Lucca  Un contesto ideale per il cicloturismo in Toscana, dove sport e scoperta del territorio si fondono perfettamente.    Perché partecipare alla Granfondo Puccini 2026  Partecipare alla Granfondo Puccini Città di Lucca significa vivere:       	un evento ciclistico unico in Italia   	percorsi tecnici ma accessibili   	paesaggi tra i più belli della Toscana   	un’esperienza immersiva tra cultura, natura e tradizione    È molto più di una gara: è una vera esperienza di ciclismo e territorio.    Iscrizioni Granfondo P<a href="https://www.cicloturismo.it/granfondo-puccini-citta-di-lucca/#more-291131" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
<p><a href="https://youtu.be/gcSJJ7RbLRE" rel="nofollow ugc">https://youtu.be/gcSJJ7RbLRE</a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=290941</link>
				<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 07:03:42 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=290941" rel="nofollow ugc">Mediofondo Puccini 2026: tutto quello che devi sapere</a></strong>Mediofondo Puccini 2026: tutto quello che devi sapere  “Ciao a tutti, in questo video vi spiego tutto quello che c’è da sapere sulla Mediofondo della Granfondo Puccini – Città di Lucca.  Partiamo subito dal percorso:la Mediofondo è un tracciato pensato per essere accessibile ma allo stesso tempo divertente, con circa 70 km e un dislivello intorno ai 1000 metri.  È una gara particolare perché non conta il tempo totale, ma il tempo che si impiega nei tratti cronometrati.  Sulla Mediofondo ci sono due cronoscalate:la prima è quella di Fiano–Loppeglia, che è una salita importante e fa già una buona selezione.La seconda cronoscalata è quella che spesso decide la classifica finale.  Tra una cronoscalata e l’altra ci sono tratti di trasferimento dove è importante gestire bene le energie.  Il percorso è molto bello, immerso nelle colline lucchesi, con panorami tipici della Toscana.  È una gara adatta sia a chi vuole fare prestazione sia a chi vuole vivere una bella giornata in bici.  Durante il percorso troverete ristori, assistenza e tutto il necessario per affrontare la gara in sicurezza.  Il consiglio è quello di partire con il giusto ritmo e gestire bene le cronoscalate, perché sono quelle che fanno davvero la differenza.  Per tutte le informazioni vi consiglio di visitare il sito ufficiale della Gr<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=290941#more-290941" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Tutto quello che c&#039;è da sapere sulla Mediofondo Puccini città di Lucca" width="1100" height="619" src="https://www.youtube.com/embed/tIi9B5hSQYc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=290877</link>
				<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 19:39:49 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=290877" rel="nofollow ugc">Tuscany Legend: quattro granfondo, una sfida senza scarto e un premio SRM per i protagonisti</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=290877" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-18-at-17.13.44-e1774121960367.jpeg" /></a> Quattro eventi, territori straordinari e una sola regola: esserci sempre.    Il circuito Tuscany Legend rappresenta una delle esperienze più complete del panorama granfondistico italiano, unendo competizione, paesaggio e spirito di partecipazione in un format che premia la continuità prima ancora della singola prestazione.    Le prove in calendario sono:     	&#x1f4c5; Granfondo Puccini Città di Lucca – 19 aprile 2026   	&#x1f4c5; Granfondo della Versilia – 3 maggio 2026   	&#x1f4c5; Granfondo del Vento / Tuscany Extreme – 8 giugno 2026   	&#x1f4c5; Granfondo dei Laghi della Garfagnana – 28 giugno 2026        Quattro appuntamenti che attraversano alcune delle zone più affascinanti della Toscana, tra mare, colline e Appennino.  &#x1f3c6; Una classifica senza scarto: il valore della costanza  Il cuore del progetto Tuscany Legend è una scelta precisa:  &#x1f449; la classifica finale è senza scarto    Questo significa che:     	vengono conteggiati tutti i risultati delle 4 gare   	la classifica è riservata agli atleti che partecipano a tutte le prove    Una formula che cambia completamente l’approccio: non basta una grande prestazione, serve continuità, gestione dello sforzo e presenza lungo tutta la stagione.  &#x1f6b4; I percorsi: Medio, Lungo ed Extreme  Ogni evento propone percorsi pensati per diversi livelli di preparazione, ma con una particolarità importante:     	Puccini, Versilia e Laghi della Garfagnana:  &#x1f449; percorso Medio e Lungo   	Granfondo del Vento / Tuscany Extreme:  &#x1f449; percorso Lungo e Extreme    Un’offerta che permette a ogni atleta di trovare la propria dimensione, mantenendo però un filo conduttore tecnico e sportivo coerente.  &#x1f468;&#x200d;&#x1f6b4;&#x200d;&#x2642;&#xfe0f;&#x1f469;&#x200d;&#x1f6b4;&#x200d;&#x2640;&#xfe0f; I protagonisti della finale  Al termine del circuito verranno premiati:     	i primi 3 uomini di ogni percorso   	le prime 3 donne di ogni percorso    per un totale di:     	12 uomini   	12 donne    Un gruppo ristretto che rappresenta il meglio espresso lungo tutte e quattro le prove.  &#x1f3af; Il “gioco”: il sorteggio finale  A rendere ancora più interessante il format è il meccanismo finale, che introduce una componente di coinvolgimento ulteriore.    Durante la Granfondo dei Laghi della Garfagnana, il 28 giugno 2026, tra i 24 atleti qualificati verranno sorteggiati:     	1 uomo   	1 donna    I due vincitori riceveranno un premio di alto livello tecnologico:    &#x1f449; Pedale SRM X-Power Direct  &#x1f4b0; valore 550€  &#x2699;&#xfe0f; Il premio: tecnologia al servizio della performance  Il pedale SRM X-Power Direct rappresenta una delle soluzioni più evolute per il ciclismo moderno.    Grazie a una struttura progettata per ridurre la distanza tra piede e asse del pedale, offre:     	trasmissione della potenza più diretta   	maggiore stabilità   	migliore efficienza della pedalata    Un premio che non è solo simbolico, ma concretamente utile per chi vive il ciclismo con attenzione alla performance.  &#x1f30d; Un circuito che racconta il territorio  Tuscany Legend non è solo una classifica, ma un progetto che valorizza il territorio attraverso il ciclismo.    Dalle strade lucchesi fino alle salite della Garfagnana, passando per la Versilia e i percorsi più impegnativi del Tuscany Extreme, ogni gara diventa parte di un racconto più ampio.  &#x1f4cd; Appuntamento al gran finale  Il momento conclusivo sarà quindi il 28 giugno 2026, alla Granfondo dei Laghi della Garfagnana, dove verranno celebrati i protagonisti del circuito e assegnato il premio finale.    Una giornata che chiuderà un pe<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=290877#more-290877" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=290108</link>
				<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 22:13:33 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=290108" rel="nofollow ugc">Giro della Questura 2026</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=290108" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2026/02/giro_della_questura.png" /></a> Giro della Questura 2026: 70 km in Toscana, promo 25€ e prima griglia per i primi 100 iscritti  Il Giro della Questura 2026 torna il 29 marzo 2026 con un format chiaro: percorso veloce, numero chiuso e vantaggi concreti per chi si iscrive subito.    La manifestazione si svilupperà su 70 km con 300 metri di dislivello, un tracciato scorrevole e tecnico pensato per aprire la stagione con ritmo e qualità organizzativa.    &#x26a0;&#xfe0f; Massimo 500 partenti. Nessuna eccezione.  &#x1f4cd; Partenza e arrivo ufficiali     	Partenza: Campo Moreno Martini – Campo CONI (Lucca)   	Arrivo: Monte San Quirico, nella classica e consolidata sede di arrivo del Giro della Questura    La partenza dal Campo CONI garantisce logistica efficiente, ampi spazi per la griglia e servizi dedicati agli atleti.    L’arrivo a Monte San Quirico, ormai punto simbolico della manifestazione, rappresenta il momento decisivo: un finale che negli anni ha reso riconoscibile l’evento nel panorama delle mediofondo toscane.  &#x1f6b4; Percorso: 70 km – 300 metri di dislivello  Il tracciato del Giro della Questura 2026 è caratterizzato da:     	70 km totali   	300 m di dislivello   	Profilo ondulato e scorrevole   	Ideale per ritmo sostenuto    Non si tratta di una prova estrema, ma di una mediofondo equilibrata che consente di:     	Testare la condizione di inizio stagione   	Lavorare su velocità e gestione del gruppo   	Vivere una gara competitiva ma accessibile    La limitata altimetria favorisce una dinamica di gara veloce e tecnica, dove strategia e posizione in griglia fanno la differenza.  &#x1f525; Promo lancio: 25€ e prima griglia per i primi 100  C’è un motivo concreto per iscriversi subito:  &#x2705; Le prime 100 iscrizioni partiranno in prima griglia  &#x2705; Quota promozionale attiva a 25€  Partire in prima griglia significa evitare rallentamenti iniziali e impostare subito il proprio ritmo. È un vantaggio competitivo reale.    Raggiunte le prime 100 iscrizioni:     	L’accesso alla prima griglia sarà chiuso   	La quota promozionale potrà subire variazioni    &#x1f3af; Numero chiuso: massimo 500 iscritti  Il Giro della Questura 2026 è a numero chiuso con 500 partenti totali.    Questa scelta garantisce:     	Sicurezza lungo il percorso   	Migliore gestione dei flussi   	Maggiore qualità organizzativa   	Esperienza più fluida per tutti i partecipanti    Una volta raggiunto il tetto massimo, le iscrizioni verranno chiuse.  &#x1f4cc; Come iscriversi  &#x1f449; Iscrizione diretta (promo 25€):   &#x1f449; Sito ufficiale dell’evento:   29 marzo 2026: apri la stagione nel modo giusto  Il Giro della Questura è una mediofondo strategica per chi vuole iniziare l’anno con un evento organizzato, veloce e riconoscibile nel panorama toscano.    70 km – 300 m D+ – 500 posti totali – 25€ per i primi 100.    La prima griglia non<a href="https://www.cicloturismo.it/giro-della-questura-2026/#more-290108" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=289617</link>
				<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 18:42:06 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=289617" rel="nofollow ugc">Crono Squadre Puccini Versilia</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=289617" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2026/02/Schermata-2026-02-13-alle-19.40.24.jpg" /></a> La Crono Squadre Puccini – Versilia – Viareggio si svolgerà il 11 Aprile a Torre del Lago (Viareggio) ed è valida come Campionato Italiano FCI, aperto a tutti gli enti riconosciuti. Un evento che celebra il ciclismo di squadra in uno dei contesti più suggestivi della Toscana, dove sport, natura e cultura si incontrano.  La gara si svolgerà nella formula della crono a squadre, con formazioni composte da 6 atleti. Il tempo ufficiale di squadra sarà determinato dal passaggio al traguardo dei primi 4 atleti. Per le squadre miste, ai fini della classifica, tra i primi quattro atleti classificati dovrà essere obbligatoriamente presente almeno una donna; in caso contrario, il tempo ufficiale di squadra sarà rilevato sul passaggio al traguardo della prima atleta donna, che farà fede per la classifica.  La manifestazione è aperta a squadre maschili, femminili e miste, oltre alle squadre di fantasia, che potranno essere create direttamente in fase di iscrizione, consentendo anche ad atleti senza una squadra di formare un team per l’occasione.  Il percorso si sviluppa in una location unica, sospesa tra mare e lago, completamente immersa nella natura. Si pedala tra la pineta incontaminata di Torre del Lago, il mare della Versilia e le acque suggestive del Lago di Massaciuccoli, in un ambiente che invita alla concentrazione, al ritmo e al respiro.  È in questi luoghi che ha vissuto e trovato ispirazione Giacomo Puccini, componendo alcune delle sue opere più celebri. Pedalare qui significa attraversare un paesaggio che parla di bellezza, silenzio e armonia, dove il tempo non è solo quello del cronometro.  La Crono Squadre Puccini – Versilia – Viareggio non è soltanto una gara valida per il titolo tricolore, ma un’esperienza che unisce agonismo, spirito di squadra ed emozione, in<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=289617#more-289617" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=289496</link>
				<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 18:21:25 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=289496" rel="nofollow ugc">Alpe Cimbra in Bicicletta Natura, Sport e Turismo Attivo nel Cuore del Trentino</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=289496" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2026/02/1-sum-bike-menador-caldonazzo.jpg" /></a> Alpe Cimbra in Bicicletta: Natura, Sport e Turismo Attivo nel Cuore del Trentino  L’Alpe Cimbra rappresenta una delle aree alpine più interessanti del Trentino per chi sceglie una vacanza in bicicletta, sia essa all’insegna della mountain bike, del cicloturismo o della bici da strada. Un territorio ampio, vario e accessibile, ideale per chi desidera pedalare immerso nella natura senza rinunciare a servizi turistici di qualità.  Tra altipiani, boschi e panorami aperti sulle Dolomiti, l’Alpe Cimbra si presta a essere esplorata lentamente, seguendo strade secondarie, sentieri forestali e percorsi dedicati alle due ruote.    MTB e Outdoor: un Territorio Pensato per i Biker      Chi pratica mountain bike trova sull’Alpe Cimbra un ambiente particolarmente favorevole: i percorsi si sviluppano su un’ampia rete di strade sterrate e trail naturali, con dislivelli modulabili e tracciati adatti sia a chi muove i primi passi sia ai biker più esperti.  I sentieri attraversano ambienti diversi – boschi, pascoli, zone panoramiche – e permettono di costruire itinerari personalizzati, anche su più giorni, combinando sport, relax e scoperta del territorio.    Cicloturismo per Tutti: Famiglie, E-Bike e Viaggi Lenti      L’Alpe Cimbra è una destinazione ideale anche per il cicloturismo e per chi viaggia in e-bike. Le pendenze generalmente regolari, la presenza di percorsi protetti e la possibilità di collegare più località rendono l’area perfetta per un turismo attivo e sostenibile.  Le famiglie possono scegliere itinerari brevi e sicuri, mentre i cicloturisti più allenati possono affrontare tour giornalieri più lunghi, con soste in borghi alpini, malghe e punti di interesse storico e naturalistico.    Bici da Strada: Allenamento e Panorami di Montagna      Per gli appassionati di bici da strada, l’Alpe Cimbra offre salite impegnative ma regolari, ideali per l’allenamento in quota. Le strade, generalmente poco trafficate, si sviluppano tra vallate e altipiani, regalando panorami aperti e un contesto ideale per chi cerca prestazioni e tranquillità.  È una zona apprezzata sia da amatori sia da ciclisti più esperti che desiderano preparare gare o migliorare la propria resistenza in ambiente montano.    Servizi Bike Friendly e Ospitalità      Uno dei punti di forza dell’Alpe Cimbra è l’attenzione ai servizi dedicati ai ciclisti. Strutture ricettive orientate al turismo outdoor, noleggi bici, assistenza tecnica e proposte guidate rendono semplice organizzare una vacanza su misura.  L’offerta turistica è pensata per accogliere il ciclista in tutte le fasi del viaggio: dalla pianificazione dei percorsi al recupero post-uscita, fino alla scoperta dell’enogastronomia locale.    Pedalare per Scoprire il Territorio      La bicicletta diventa sull’Alpe Cimbra uno strumento per conoscere il territorio in modo autentico. Lungo i percorsi si incontrano tracce della storia alpina, architetture rurali, pascoli d’alta quota e testimonianze legate alla cultura locale.  Pedalare qui significa unire sport, natura e identità territoriale, vivendo un’esperi<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=289496#more-289496" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=287236</link>
				<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 18:42:50 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=287236" rel="nofollow ugc">Parkpre KL85</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=287236" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2025/11/Photoroom_20250404_114454.jpg" /></a> Parkpre KL85 – L’essenza della performance prende forma  La Parkpre KL85 nasce per chi pretende il massimo: un telaio monoscocca in carbonio T800, progettato per trasformare ogni watt in pura accelerazione. La struttura compatta e la disposizione ottimizzata delle fibre garantiscono una rigidità torsionale impeccabile, mentre il peso di soli 850 grammi offre quella sensazione di leggerezza che si percepisce già alla prima spinta sui pedali.    Ogni dettaglio della KL85 è pensato per creare un legame diretto tra ciclista e strada: la reattività in rilancio, la precisione nelle traiettorie, la capacità di mantenere velocità elevate senza dispersioni. È un telaio che non solo risponde, anticipa.    Ma la performance è anche personalità. Per questo la KL85 è completamente personalizzabile negli allestimenti e nel colore grazie al nostro configuratore MYPARKPRE, il primo configuratore 3D AR brevettato del settore. Attraverso la realtà aumentata puoi vedere la tua bici prendere forma davanti ai tuoi occhi, scegliere combinazioni cromatiche uniche e creare un’estetica che rispecchi il tuo stile di guida e la tua identità.    La KL85 non è semplicemente un telaio top di gamma: è la sintesi di tecnologia, passion<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=287236#more-287236" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=286826</link>
				<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 23:25:06 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=286826" rel="nofollow ugc">Pedalando sulla Via Vandelli: la scoperta delle mummie di Roccapelago con Paolo Boschini</a></strong>Alla scoperta del Museo delle Mummie e delle Chiesa di Roccapelago  Tra storia, fede e vita di montagna lungo la Via Vandelli  Roccapelago, piccolo borgo montano incastonato tra Emilia e Toscana lungo la storica Via Vandelli, custodisce testimonianze affascinanti che raccontano secoli di vita, spiritualità e cultura. A guidarci in questo viaggio nel tempo è Paolo Boschini, parroco di Roccapelago e di altre cinque comunità della zona, oltre che docente di filosofia all’Università di Bologna.    Paolo Boschini: una guida rara, un uomo di montagna, un ciclista  Raccontare Roccapelago senza raccontare Paolo Boschini sarebbe impossibile.La sua calma profonda, la sua gentilezza e quella saggezza semplice che solo le persone autentiche sanno trasmettere, accompagnano chi lo incontra in un viaggio unico. Paolo non è solo un parroco e un docente universitario: è anche un ciclista, abituato a vivere e attraversare questi luoghi con il ritmo lento della pedalata e del cammino.  Ed è proprio questo che rende speciale pubblicare questa storia su un blog come Cicloturismo: raggiungere Roccapelago a piedi o in bicicletta amplia lo sguardo, libera la mente e permette di entrare in sintonia con il territorio.Incontrare un uomo così — un parroco, un professore, un viaggiatore della montagna — è una fortuna rara che arricchisce l’esperienza e lascia un segno profondo.    La Chiesa dedicata alla Conversione di San Paolo: un luogo dove la storia affiora dal sottosuolo  La chiesa parrocchiale, risalente alla metà del Cinquecento, fu edificata sui resti dell’antico castello di Omolo di Montegarullo. Durante recenti lavori di ristrutturazione è emersa una scoperta eccezionale: circa 400 corpi di abitanti del paese, sepolti sotto il pavimento tra il 1580 e il 1780.  Alcuni di questi corpi, per un raro processo di naturale essiccazione, si sono conservati nel tempo diventando ciò che comunemente — ma impropriamente — si definisce “mummie”. Attraverso approfondite analisi, questi resti hanno raccontato molto:       	abitudini quotidiane,   	usi e costumi della popolazione montana,   	alimentazione e salute,   	condizioni di vita tra Cinquecento e Settecento.   	Un patrimonio inestimabile, oggi custodito e valorizzato nel Museo delle Mummie di Roccapelago.    Il Museo delle Mummie: un viaggio nella vita della montagna tra 1500 e 1800  Il museo è facilmente raggiungibile in auto, ma ancor più suggestivo è arrivarci a piedi o in bicicletta, seguendo i sentieri che attraversano i boschi dell’Appennino. Un percorso che unisce natura, storia e cultura.  Il parroco invita i visitatori a scoprire di persona le rivelazioni più sorprendenti emerse dagli studi sui corpi ritrovati.“Preferisco non anticipare troppo — afferma Boschini — perché vale davv<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=286826#more-286826" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Chiesa Roccapelago  ad Ovest del Cimone" width="1100" height="619" src="https://www.youtube.com/embed/0pDACf4rSto?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=282043</link>
				<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 09:06:09 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=282043" rel="nofollow ugc">ANIMA De Rosa, il titanio che respira con me</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=282043" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_7664-1536x1152.jpg" /></a> Il mio primo contatto con la famiglia De Rosa è stato con Francesco.Oggi, invece, ad accogliermi ho trovato Cristiano: il numero uno, la storia vivente di questa azienda che ha fatto grande il ciclismo italiano.  Cristiano non si è posto come un dirigente distante, ma come un uomo capace di ascoltare.Si è messo a mia disposizione con umiltà e passione: mi ha spiegato le tecniche di saldatura TIG del titanio, mi ha mostrato modelli, ha preso le mie misure confrontandole con quelle del mio biomeccanico.E da questo incontro è nato un progetto.  Perché De Rosa non è solo un marchio: è un’azienda a misura d’uomo, fatta di persone vere, che sanno ascoltare, accogliere, trasformare un’idea in realtà.È stato un onore incontrarli. È stato un onore parlare con loro. È stato un onore scambiare pensieri semplici che, come scintille, hanno acceso la fiamma di qualcosa di unico.  Il suo nome sarà ANIMA.Non una bicicletta qualsiasi, ma il prolungamento del mio corpo.Un legame viscerale, quasi carnale, con il titanio: metallo che vibra, che respira con me, che diventa esperienza pura.Con ANIMA lascerò il carbonio alle spalle e porterò con me un compagno di vita, un’opera unica che mi accompagnerà lontano.  E chissà… forse un giorno potrà nascere una collaborazione.Sarebbe meraviglioso portare queste biciclette, questi esempi di artigianalità e passione, ai miei eventi: far toccare con mano un materiale caldo, vivo, che non ti abbandona e che sa portarti lontano, nel tempo e nello spazio.  ANIMA: la bicicletta che nasce dall’as<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=282043#more-282043" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=271451</link>
				<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 17:26:15 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=271451" rel="nofollow ugc">Fortezza delle Verrucole: pedalare nella storia, scoprire la Garfagnana</a></strong>Fortezza delle Verrucole: pedalare nella storia, scoprire la Garfagnana  C&#8217;è un momento, durante una granfondo, in cui il silenzio della montagna prende il sopravvento sul rumore delle ruote. Un attimo in cui il paesaggio si fa racconto, e il ciclismo diventa un viaggio nel tempo. Succede in Garfagnana, e succede esattamente ai piedi della Fortezza delle Verrucole, una delle tappe più suggestive della Granfondo dei Laghi della Garfagnana, in programma il prossimo 13 luglio.    Una fortezza sospesa nel tempo  Situata nel comune di San Romano in Garfagnana, la Fortezza delle Verrucole domina la valle da oltre mille anni. Restaurata e restituita al pubblico in tutto il suo fascino medievale e rinascimentale, oggi è sede di un Archeopark dove la storia si tocca con mano: camminamenti, torri, laboratori didattici, guide in abiti storici. Ma prima ancora di tutto questo, è un simbolo: una sentinella di pietra che veglia sul paesaggio e incanta chi passa, a piedi o in bicicletta.    Una granfondo tra bellezza e memoria  Durante la Granfondo dei Laghi, questo luogo non è solo uno sfondo da cartolina: è parte integrante dell’esperienza. I partecipanti attraverseranno un tratto immerso nella natura incontaminata, sfiorando i pendii su cui si erge la fortezza. La salita che porta verso queste zone è uno dei momenti più emozionanti del percorso, in un&#8217;alternanza di fatica e stupore che rende il ciclismo<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=271451#more-271451" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Fortezza Verrucole San Romano in Garfagnana" width="1100" height="619" src="https://www.youtube.com/embed/srI8nNEn1VA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=271399</link>
				<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 14:41:02 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=271399" rel="nofollow ugc">Un grazie speciale al Comune di Fabbriche di Vergemoli</a></strong>Un grazie speciale al Comune di Fabbriche di Vergemoli  Per il loro supporto instancabile alla III edizione della Granfondo del Vento e alla V della Tuscany Extreme  Quest’anno, la Granfondo del Vento ha celebrato la sua terza edizione, affiancata dalla quinta edizione della Tuscany Extreme. Due eventi distinti, ma complementari, che si sono uniti in una sola, grande manifestazione ciclistica. Una scelta coraggiosa e lungimirante: unire due anime del ciclismo per portare ancora più persone a pedalare e a scoprire le meraviglie dei nostri territori.  In questo cammino, il Comune di Fabbriche di Vergemoli, con la sua Amministrazione Comunale, il Sindaco Michele Giannini e la sempre disponibile Camilla Baccelli, si è dimostrato – come ogni anno – un partner esemplare. È il terzo anno consecutivo che partecipano attivamente, con entusiasmo e passione, offrendo un ristoro memorabile, diventato ormai uno dei momenti più attesi dai partecipanti.  E lo hanno fatto ogni volta, con qualsiasi condizione atmosferica:       	  Il primo anno, sotto una pioggia battente;     	  Il secondo, tra freddo intenso e persino grandine;     	  E quest’anno, finalmente, sotto un meraviglioso sole.      Questa determinazione e questa visione d’insieme li portano a sostenere l’evento anche davanti alle difficoltà, alle incomprensioni, ai dubbi. Non si scoraggiano nemmeno quando qualcuno telefona per lamentarsi di una chiusura temporanea delle strade. Loro vanno avanti, guardano oltre. Perché sanno che stiamo costruendo qualcosa di prezioso: un progetto che genera valore reale per il territorio, per il turismo sostenibile e per una forma di turismo tematico che può dare nuova linfa ai borghi, alle persone, alle economie locali.  E, come sempre, hanno avuto ragione.  Perché il passaggio tra Vergemoli e Calomini, la vista incantevole sull’Eremo di Calomini, il tratto che conduce alle Grotte del Vento: tutto questo ha regalato ai partecipanti un&#8217;esperienza indimenticabile, unica, profonda. Un percorso che molti continuano a lodare, scrivendoci che non dovrebbe mai essere cambiato. Perché è perfetto così com’è.  Il Sindaco Michele Giannini è una persona speciale. Come tanti altri sindaci che ho incontrato negli anni nei miei eventi, rappresenta un&#8217;Italia che crede ancora nei territori, che non ha paura di mettersi in gioco. La sua umanità, la sua disponibilità, la sua attenzione colpiscono ogni volta. E io, ogni volta, sento il dovere e il piacere di ringraziarlo. Ringraziare tutti loro, uno a uno, perché davvero fanno la differenza.  Sono estremamente orgoglioso di questa collaborazione.E chissà: forse insieme, riusciremo a creare qualcosa di ancora più grande, un nuovo evento “a casa loro”, progettato appositamente per raccontare e valorizzare ogni dettaglio di questo angolo straordinario di Toscana.  Perché sono i piccoli borghi a fare la differenza.Luoghi dove il tessuto sociale è ancora vivo, autentico, fatto di sorrisi sinceri, abbracci veri, strette di mano che contano. Dove ci si incontra, ci si guarda negli occhi, e si parla già del prossimo anno.  Non abbiamo paura delle difficoltà, delle critiche, dei piccoli ostacoli.Abbiamo imparato a guardare avanti, sempre.E crediamo, con convinzione, che il turismo tematico – e in particolare il cicloturismo – possa diventare un motore solido e strategico per il futuro dei piccoli Comuni d<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=271399#more-271399" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="FABBRICHE DI VERGEMOLI: UN PICCOLO COMUNE CHE FA GRANDE IL CICLOTURISMO" width="1100" height="619" src="https://www.youtube.com/embed/NMzD8azHKm8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=251625</link>
				<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 22:50:12 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=251625" rel="nofollow ugc">Il Golfo di Baratti: Storia, Natura e Avventura su Due Ruote</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=251625" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2025/02/Schermata-2025-02-06-alle-23.48.21.jpg" /></a> Un tesoro della costa toscana  Il Golfo di Baratti, situato sulla costa tirrenica della Toscana, è una gemma naturale e storica, incastonata tra le acque cristalline del Mar Ligure e le dolci colline della Val di Cornia. Famoso per la sua sabbia dorata con riflessi ferrosi, eredità della civiltà etrusca che qui lavorava il ferro estratto dall&#8217;Isola d&#8217;Elba, il golfo rappresenta una meta ideale per gli amanti della storia, della natura e del cicloturismo.  Un viaggio nella storia: la necropoli etrusca di Baratti e Populonia  Oltre alla bellezza paesaggistica, il Golfo di Baratti è uno scrigno di storia. Qui si trova la necropoli etrusca di Baratti e Populonia, unica città etrusca costruita direttamente sul mare. Pedalare tra i resti archeologici offre un’esperienza immersiva nel passato, permettendo di attraversare i sentieri che collegano il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, dove è possibile ammirare antiche tombe a tumulo e ipogei scavati nella roccia.  Un paradiso per il cicloturismo  Grazie alla varietà di percorsi, il Golfo di Baratti è un vero paradiso per gli appassionati di gravel e mountain bike. I sentieri si snodano tra macchia mediterranea, pinete e viste mozzafiato sul mare, offrendo itinerari per tutti i livelli di esperienza.     	Percorso Baratti – Buca delle Fate  Un must per chi ama l’avventura. Partendo dalla spiaggia di Baratti, si imbocca un sentiero sterrato che attraversa il bosco fino a raggiungere la suggestiva Buca delle Fate, una scogliera spettacolare con un panorama mozzafiato. Il percorso presenta tratti tecnici ma ripaga con la bellezza selvaggia del paesaggio.   	Sentiero panoramico per Piombino  Per chi cerca un itinerario più lungo, il tragitto che collega Baratti a Piombino è perfetto. Si pedala tra saliscendi con viste sul mare, fino a raggiungere la storica città di Piombino, dove si può visitare il centro medievale e la maestosa Piazza Bovio, una terrazza naturale affacciata sul mare.   	L’anello di Populonia Alta  Un percorso che unisce strade bianche e tratti asfaltati, perfetto per bici gravel. Partendo da Baratti, si sale verso Populonia Alta, borgo medievale che regala viste incredibili sulle isole dell’arcipelago toscano. La discesa offre un mix di sterrati scorrevoli e stradine immerse nella natura.    Relax e sapori locali  Dopo una pedalata tra mare e colline, il Golfo di Baratti offre la possibilità di rilassarsi sulla spiaggia o di concedersi un tuffo nelle acque limpide. Per chi vuole immergersi nei sapori locali, i ristoranti della zona propongono specialità di mare e piatti tipici della tradizione toscana, come la cecina, il cacciucco alla livornese e i vini della Val di Cornia DOC.  Conclusione  Il Golfo di Baratti è una destinazione perfetta per chi vuole combinare cicloturismo, cultura e natura, pedalando tra storia e panorami mozzafiato. Che si tratti di un’escursione sportiva o di un viaggio alla scoperta delle radici etru<a href="https://www.cicloturismo.it/il-golfo-di-baratti-storia-natura-e-avventura-su-due-ruote/#more-251625" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=249792</link>
				<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 15:25:41 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=249792" rel="nofollow ugc">Giro della Questura un sogno che diventa realtà</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=249792" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2025/01/giro_della_questura_transparent.png" /></a> Giro della Questura: L’evento che trasforma i sogni in realtà  Giro della Questura: L’evento che trasforma i sogni in realtà  23 Marzo 2025 – Lucca    Ci sono idee che sembrano impossibili. Progetti che tutti hanno immaginato, ma che pochi hanno avuto il coraggio di trasformare in realtà. Il Giro della Questura è questo: un sogno che prende forma, un’idea che diventa esperienza concreta, una sfida che cambierà il modo di vivere il ciclismo.    Il 23 marzo 2025 non sarà solo una data sul calendario, ma un momento unico per essere parte di qualcosa di speciale. Un evento che non si limita a una semplice gara: il Giro della Questura è un percorso interamente competitivo, con chiusura totale del traffico per 15 minuti, che garantisce a ogni partecipante di correre in totale sicurezza, perché è proprio sulla sicurezza che basiamo il nostro lavoro e la nostra passione.  Un tracciato per veri velocisti  Il percorso è stato studiato per essere accessibile a tutti, con pochissimo dislivello e linee scorrevoli che lo rendono perfetto per i velocisti. Qui non contano solo le gambe, ma anche la strategia, la capacità di dare il massimo e l’ambizione di tagliare il traguardo a tutta velocità.  Un sogno condiviso  Partecipare al Giro della Questura significa molto più che competere: significa essere parte di una storia. È un’occasione per pedalare fianco a fianco con ex professionisti e campioni e per vivere emozioni che resteranno con te per sempre. Non si tratta solo di vincere o perdere, ma di esserci, di vivere il sogno. Guardare da casa non sarà mai come dire “Io c’ero”.  Un evento per chi crede nelle idee  Le idee sono il motore del cambiamento, e i sogni sono ciò che ci spinge ad andare oltre. Il Giro della Questura rappresenta tutto questo: un sogno che è diventato realtà grazie al coraggio e alla passione di chi ha deciso di crederci. Ora tocca a te: vuoi essere parte di questa visione?    &#x1f4c5; Non aspettare troppo!  Il 31 gennaio ci sarà il primo cambio quota. I posti sono limitati, e il momento per agire è ora.    &#x1f39f;&#xfe0f; Iscriviti subito e preparati per vivere un’esperienza che non dimenticherai mai. <a href="https://api.endu.net/r/i/95149" rel="nofollow ugc">https://api.endu.net/r/i/95149</a>    &#x1f449; Il 23 marzo ti aspettiamo. Sarai tra coloro che possono dire “Io l’ho vissuto” o tra quelli ch<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=249792#more-249792" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=247016</link>
				<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 22:43:34 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=247016" rel="nofollow ugc">Transfăgărășan avventura Ciclistica</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=247016" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/12/Transfagarasan1-1280x640-1.jpg" /></a> Transfăgărășan: Un’Avventura Ciclistica tra Le Vette dei Carpazi        Ci sono strade che sembrano disegnate da un artista, dove ogni curva racconta una storia e ogni panorama lascia senza fiato. La Transfăgărășan, con i suoi tornanti spettacolari e le maestose vette dei Carpazi, è uno di questi luoghi magici. Immaginatevi in sella alla vostra bicicletta, il cuore che batte forte non solo per lo sforzo, ma per la meraviglia che si svela a ogni pedalata. Qui, nella selvaggia bellezza della Romania, l’avventura ciclistica si trasforma in un’esperienza indimenticabile.    La Transfăgărășan è una delle strade montane più iconiche al mondo. Con i suoi 151 chilometri di asfalto, si snoda tra paesaggi mozzafiato, attraversando valli, laghi glaciali e foreste fitte, fino a raggiungere una quota massima di 2.042 metri. Il percorso, che collega le regioni storiche della Valacchia e della Transilvania, è una sfida completa per gli amanti del ciclismo. Le salite possono raggiungere pendenze del 10%, e il dislivello complessivo supera i 1.500 metri. Non è un’impresa per tutti: richiede allenamento, determinazione e amore per l’avventura.    Affrontare la Transfăgărășan significa immergersi in una natura selvaggia e incontaminata. Si parte dal Lago Vidraru, un capolavoro ingegneristico che riflette i colori delle montagne circostanti, per poi salire verso il Lago Bâlea, un luogo magico incastonato tra le cime. Il percorso include punti iconici come la Cascata Bâlea, che si tuffa per 60 metri tra le rocce, e il Castello di Poenari, carico di leggende legate a Vlad l’Impalatore. Ogni curva offre nuovi scorci, ogni salita è una conquista.    Il momento migliore per affrontare la Transfăgărășan è nei mesi estivi, da luglio a settembre, quando la neve si ritira e la strada è completamente percorribile. Durante questo periodo, il clima è più stabile e le temperature sono ideali per il ciclismo, con massime che oscillano tra i 18 e i 25 gradi nelle zone più alte. È essenziale controllare le previsioni meteo, poiché anche in estate possono verificarsi improvvisi cambiamenti climatici, tipici delle montagne.    Questo viaggio non è solo una prova fisica, ma anche un’esperienza che tocca l’anima. La Transfăgărășan è un richiamo per chi cerca la bellezza, la sfida e la connessione profonda con la natura. Se siete pronti, preparate la vostra bicicletta, pianificate ogni dettaglio e lasciatevi avvolgere dalla<a href="https://www.cicloturismo.it/transfagarasan-unavventura-ciclistica/#more-247016" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=246390</link>
				<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 18:35:23 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=246390" rel="nofollow ugc">La Tirreno Adriatico 2025</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=246390" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/12/TirrenoAdriatico.jpg" /></a> Il 2025 segnerà un traguardo importante nella storia del ciclismo con la 60ª edizione della Tirreno-Adriatico, conosciuta anche come la Corsa dei Due Mari. Dal 10 al 16 marzo, questo evento annuale promette di essere, ancora una volta, un banco di prova per i grandi nomi del ciclismo internazionale, consolidando il suo status di appuntamento cruciale nel calendario delle competizioni.La Tirreno-Adriatico celebra sessant’anni di storia senza interruzioni, un record di continuità che testimonia la sua rilevanza e il suo prestigio. Negli ultimi anni, i vincitori di questa corsa si sono spesso imposti anche nei Grandi Giri, come dimostrano campioni del calibro di Simon Yates, Primož Roglič, Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard. L’edizione del 2025 si preannuncia quindi come un’edizione imperdibile, con un percorso variegato pensato per mettere alla prova tutte le qualità dei corridori.Il tracciato del 2025 si snoda tra Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche, offrendo una varietà di scenari, dalle pianure costiere alle salite appenniniche. La corsa partirà con una cronometro individuale a Lido di Camaiore e si concluderà, come da tradizione, a San Benedetto del Tronto.       Ecco una panoramica delle tappe:                Tappa 1: Lido di Camaiore-Lido di Camaiore (Cronometro Individuale, 9,9 km)         La corsa inizia con una cronometro pianeggiante, un classico ormai consolidato per la Tirreno-Adriatico. Il percorso, semplice ma tecnico, si snoda lungo i lungomare di Camaiore e Viareggio. I corridori dovranno affrontare un “giro di boa” a Viareggio, al chilometro 5,4, dove sarà rilevato il tempo intermedio. La fase finale, con una svolta a S prima dell’arrivo, richiederà precisione e potenza. Ideale per i cronoman, questa prova potrebbe già dare un vantaggio cruciale in classifica generale.                       Tappa 2: Camaiore-Follonica (189 km)         Una tappa mossa che alterna tratti pianeggianti e ondulati, perfetta per attaccanti e velocisti resistenti. Dopo la partenza da Camaiore, il percorso attraversa Montemagno e Pisa, per poi dirigersi verso il Livornese. Lasciata la costa a Cecina, i corridori affronteranno un tratto nell’entroterra, caratterizzato da leggere salite. La sfida si accende nel circuito finale di 20 km a Follonica, da ripetere una volta. Il finale potrebbe riservare sorprese per chi saprà approfittare degli ultimi chilometri mossi.                       Tappa 3: Follonica-Colfiorito (Foligno, 239 km)         La tappa più lunga della corsa si preannuncia una vera maratona. Partendo da Follonica, il gruppo attraverserà la provincia di Grosseto, sfiorando il Monte Amiata, e scalerà il Passo del Lume Spento e la Foce, due salite impegnative. Dopo aver attraversato Montalcino e Chiusi, il percorso si addolcisce fino alla piana del Trasimeno, ma il finale non lascia respiro. La salita verso il Valico di Colfiorito, con i suoi 4 km impegnativi, sarà il primo test serio per i corridori in ottica classifica generale.                            Tappa 4: Norcia-Trasacco (184 km)         Una giornata ricca di salite e valichi appenninici, sebbene il finale sia pianeggiante. Dopo la partenza da Norcia, il gruppo affronterà lunghi valichi come il Forca di Presta e il Passo delle Capannelle, salite non particolarmente ripide ma estenuanti per la loro lunghezza. L’arrivo nella piana del Fucino, a Trasacco, prevede un circuito di 14 km da ripetere due volte, un terreno ideale per i velocisti che riusciranno a superare le difficoltà della giornata.                       Tappa 5: Ascoli Piceno-Pergola (196 km)         Questa tappa ondulata e tecnica metterà alla prova sia gli attaccanti che gli uomini di classifica. Dopo la partenza da Ascoli Piceno, si attraversano località come Amandola, Sarnano e Tolentino, con salite più o meno impegnative, tra cui il Monte San Vicino. Il finale è particolarmente selettivo: i corridori dovranno scalare il Monte Santa Croce e il Monte della Serra, due ascese ripide che richiedono grande energia. La discesa verso Pergola sarà tecnica e veloce, rendendo questa tappa imprevedibile.                       Tappa 6: Cartoceto-Frontignano (166 km)         La regina delle tappe, la più dura e spettacolare. Con un arrivo in salita a Frontignano, questa giornata sarà decisiva per la classifica generale. I corridori affronteranno una sequenza di salite nelle Marche, tra cui il Crispiero e il Valico delle Arette, passando per il suggestivo Santuario di Macereto. L’ultima parte del percorso, che attraversa Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera, conduce alla salita finale: un’ascesa inedita, lunga e ripida, che potrebbe ribaltare completamente le gerarchie.                       Tappa 7: Porto Potenza Picena-San Benedetto del Tronto (147 km)         L’edizione si conclude con una tappa pianeggiante, un appuntamento classico per i velocisti. Dopo una breve salita verso Santa Maria della Fede, il percorso si dirige verso Ripatransone, con una lunga discesa tecnica fino a Grottammare. Gli ultimi 80 km sono completamente piatti, con un circuito cittadino di circa 15 km a San Benedetto del Tronto da ripetere cinque volte. Una passerella finale lungo l’Adriatico, ma con la promessa di un arrivo al cardiopalma per gli sprinter.    Partecipanti:    Anche se le liste ufficiali dei partecipanti non sono ancora state divulgate, è probabile che i principali team del WorldTour schierino i loro leader, considerando l&#8217;importanza della Tirr preparazione per le classiche di primavera e i Grandi Giri.         Curiosità:    La Tirreno-Adriatico è soprannominata &#8220;La Corsa dei Due Mari&#8221; poiché collega il Mar Tirreno con l&#8217;Adriatico, offrendo un percorso variegato che attraversa paesaggi suggestivi e città ricche di storia.         Immagini:    Per visualizzare le mappe dettagliate delle tappe e le altimetrie, è possibile visitare il sito ufficiale della Tirreno-Adriatico.La Tirreno-Adriatico 2025 promette spettacolo e competizione di alto<a href="https://www.cicloturismo.it/la-tirreno-adriatico-2025/#more-246390" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=244399</link>
				<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 18:47:39 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=244399" rel="nofollow ugc">Elba Gravel</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=244399" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_4020-1536x1152.jpg" /></a> Elba Gravel: avventura, panorami e riflessioni sul cicloturismo  L&#8217;Isola d&#8217;Elba, con i suoi paesaggi spettacolari e percorsi variegati, è una destinazione che conosco profondamente. Solitamente, i nostri giri in bicicletta seguono il senso antiorario, mantenendo il mare sulla destra e completando il giro dell’isola.  Tuttavia, per noi del Pedale Pesciatino, questa parte dell’Elba è stata a lungo inesplorata. Oggi, affrontandola per la seconda volta, ho migliorato significativamente il percorso, aggiungendo passaggi unici e straordinari che meritano sicuramente di essere ripetuti.    Dopo una partenza all’alba, abbiamo preso il traghetto delle 8:20 per Rio Marina. Già durante la salita verso Rio nell’Elba, il panorama ci ha regalato momenti spettacolari.    Non poteva mancare una sosta per salutare il nostro amico Agri Rebua prima di dirigerci verso Capoliveri, dove ci attendeva la prima vera salita della giornata. La strada panoramica intorno al Monte Calamite ci ha lasciato senza fiato.    Uno dei momenti più suggestivi è stato il passaggio al Laghetto di Terranera, una gemma nascosta dove il verde della vegetazione incontra il blu del mare. Un mix di single track e tratti a piedi ha reso il percorso ancora più emozionante.        Dopo una breve sosta alla Fonte di Coppi per ricaricare le borracce, ci siamo diretti verso la salita del Volterraio, con pendenze che raggiungono il 15%. Nonostante la fatica, il panorama che si è aperto davanti ai nostri occhi dalla cima ha ripagato ogni sforzo.                       La discesa ci ha condotti fino a località Magazzini, dove ci siamo concessi una pausa con birra, primo e secondo. Una sosta meritata prima di concludere il giro con gli ultimi 6 km. Tuttavia, il costo del traghetto al rientro ha lasciato l’amaro in bocca. All’andata abbiamo pagato 22 € a persona, mentre al ritorno il prezzo è salito a 28 €, semplicemente perché il biglietto è stato acquistato a bordo. Non si tratta di una multa, ma di un sovrapprezzo incomprensibile per una richiesta fatta direttamente prima di salire sul traghetto.    Un tempo, portare una bicicletta all’Elba non aveva alcun costo aggiuntivo: si pagava solo il biglietto passeggero. Oggi, 23 persone con biciclette al seguito spenderebbero meno portando una macchina. Questo è il riflesso di una mentalità miope che penalizza il cicloturismo, una forma di turismo tematico in grado di generare flussi economici e valorizzare l’isola anche fuori stagione. Le amministrazioni locali parlano tanto di sostenibilità, green e mobilità alternativa, ma poi rendono difficile, se non sconveniente, la fruizione dell’Elba in bicicletta. Un mezzo che occupa meno spazio di un ombrellone e che potrebbe attrarre turisti disposti a vivere e condividere la bellezza di questa isola.    Nonostante queste problematiche, l’Elba resta una gemma unica, e il giro &#8220;Elba Grave&#8221; è un’esperienza che consiglio di provare. Tuttavia, mi auguro che le amministrazioni comprendano presto il<a href="https://www.cicloturismo.it/elba-gravel/#more-244399" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=243331</link>
				<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 21:46:37 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=243331" rel="nofollow ugc">Granfondo della Versilia &#8211; 27ª Edizione: Un&#039;Opera d&#039;Arte per i Primi 1000 Giovani e Forti</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=243331" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-04-at-18.38.26.jpeg" /></a> Granfondo della Versilia &#8211; 27ª Edizione: Un&#8217;Opera d&#8217;Arte per i Primi 1000 Giovani e Forti  Quest&#8217;anno, alla 27ª edizione della Granfondo della Versilia, vogliamo celebrare il vero spirito del ciclismo e la forza interiore di ogni partecipante. Grazie alla passione e all&#8217;abilità artistica di Emy e Max, abbiamo trasformato la medaglia di quest&#8217;anno in un&#8217;opera d&#8217;arte che rappresenta non solo un traguardo, ma il trionfo personale di ogni finitore. Questa medaglia racchiude la forza, la determinazione e la vittoria di chiunque riesca a portare a termine un evento così prestigioso, indipendentemente dal tempo impiegato.    L&#8217;immagine scolpita rappresenta una figura mascolina e potente, con una bicicletta sollevata verso il cielo, un gesto che simboleggia la propria vittoria personale, un momento di pura conquista e orgoglio. Questa medaglia, insieme a una maglietta esclusiva progettata per incarnare lo spirito della gara, è più di un semplice ricordo: è un pezzo unico che celebra ogni finitore come un vero vincitore.    Ma l&#8217;esclusività non finisce qui. Solo i primi 1000 partecipanti avranno la possibilità di ottenere questa medaglia e questa maglietta, rendendo ogni pezzo ancora più prezioso. Seguiteci sui nostri canali social per restare aggiornati e non perdere questa opportunità unica di essere tra i 1000 &#8220;giovani e forti&#8221; che porteranno a casa un simbolo del proprio trionfo.    Infine, siamo grati a Enervit , che continuerà a sostenere i nostri atleti fornendo integratori all&#8217;interno del pacco gara, accompagnando ogni ciclista in questa sfida epica.    Non vediamo l&#8217;ora di celebrare con voi la forza, la passione e il coraggio di chi affronta la Granfondo della Versilia. Unisciti a noi e diventa par<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=243331#more-243331" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=240777</link>
				<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 22:15:12 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=240777" rel="nofollow ugc">Eroica di Gaiole in Chianti, Un Inno alla Bellezza, alla Bicicletta e alla Condivisione</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=240777" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/10/brocci.jpeg" /></a> Eroica di Gaiole in Chianti: Un Inno alla Bellezza, alla Bicicletta e alla Condivisione  Ci sono giorni in cui il mondo sembra fermarsi, e tutto si riduce a un&#8217;unica passione, pura e travolgente: il ciclismo. Giorni come quello dell’Eroica di Gaiole in Chianti, un evento che non è solo una corsa, ma una celebrazione della storia, della fatica e della gioia condivisa. È qui che la passione per la bicicletta trova la sua espressione più alta, in un inno al cicloturismo e alla bellezza della Toscana.    Partire alle 6:00 del mattino, nel buio freddo di Gaiole, con la luce tenue delle candele che guida i primi passi, è come entrare in un sogno. Il primo timbro sulla mia credenziale, come un pellegrino di Santiago, segna l’inizio della mia nona Eroica. Con il glorioso Pedale Pesciatino, ci siamo presentati alla partenza, pronti ad affrontare una sfida che ogni anno ci lega sempre più profondamente alla nostra passione.    L&#8217;Eroica, giunta alla sua 27ª edizione, non è solo un viaggio attraverso le colline e le strade bianche del Chianti: è un viaggio nel tempo. Un pellegrinaggio che ci lega, pellegrini moderni, a quelle antiche sensazioni di libertà, sfida e scoperta.             Non posso non pensare al patron di questo evento, Giancarlo Brocci, che con la sua visione trent’anni fa ha dato vita a questo sogno. Una follia, ma d’altronde, le follie fanno gli uomini grandi e le cose uniche. Brocci non si nega mai a un&#8217;intervista, a un saluto, a una stretta di mano e a una fotografia. È un grande uomo, un uomo grande. Oggi l’Eroica è conosciuta in tutto il mondo, un punto di riferimento per le bici storiche, un vero faro per gli appassionati di ciclismo vintage. E ogni anno lui è lì, con noi, a ricordarci l&#8217;importanza di credere nelle proprie visioni.    Quest&#8217;anno, come ogni anno, la mia Eroica è iniziata con il primo timbro sulla mia &#8220;credenziale&#8221;, un gesto che mi riporta ai pellegrinaggi di Santiago. Indossando la gloriosa maglia del Pedale Pesciatino, ho pedalato fianco a fianco con amici e nuovi compagni di viaggio. Il freddo pungente della mattina ha fatto da cornice ai primi chilometri, sotto un cielo carico di nubi, che pareva volerci mettere alla prova sin dall&#8217;inizio.        La prima destinazione è una delle più spettacolari: uno dei momenti più suggestivi dell’Eroica è stato il passaggio al castello di Brolio, dove le piccole luci attaccate alle biciclette e le candele che illuminano la salita hanno creato un’atmosfera quasi mistica. Tra asfalto e sterrato, si sale immersi in questo spettacolo notturno che rende l’Eroica un’esperienza unica.    Dopo una quarantina di chilometri, arriviamo in Piazza del Campo, conosciuta in tutto il mondo per il Palio di Siena e, da 10 anni, anche per le Strade Bianche, altro capolavoro di Giancarlo Brocci. Questo uomo potrebbe essere eletto &#8220;uomo dell&#8217;anno&#8221; per il turismo tematico. Vedere la piazza addobbata per l’occasione è uno spettacolo che ogni volta riesce a stupire, come se fosse la prima.    Come ogni anno, ci siamo addentrati nelle strade sterrate, con la salita verso Murlo a fare da giudice: la prima risposta allo stato delle gambe, ripida, fangosa, implacabile. È qui che la fatica comincia a farsi sentire davvero.    Ma l’Eroica non è solo fatica. È anche condivisione. A Murlo, il ristoro ci accoglie come un abbraccio caloroso. I meccanici eroici di un&#8217;epoca passata, con la loro maestria e pochi mezzi a disposizione, riparano le biciclette che &#8220;urlano fatica, dolore e vecchiaia&#8221;, come vecchie glorie che non vogliono arrendersi. Le storie si intrecciano, le facce conosciute ritornano: amici incontrati in tanti altri eventi ciclistici, compagni di viaggio in questa avventura senza tempo.        Poi, il gruppo si era ormai sfaldato. Il nostro capitano aveva deciso di pedalare da solo, per mettere alla prova le proprie gambe e vivere la sua quarta Eroica in piena libertà. Rimasi con Diego, una giovane promessa, che avevo convinto solo una settimana prima a partecipare. Non ha mai mollato un attimo ed è volato fino al traguardo, conquistando il titolo di &#8220;eroico&#8221;. Un risultato incredibile, per un giovane che un anno fa non avrebbe mai immaginato di poter affrontare una sfida del genere.    Ripartiamo ancora col freddo, alcuni di noi fermi ad aggiustare le loro eroiche biciclette. L&#8217;unico pensiero che mi viene in mente è: le Sante Marie, 11 km di puro dolore. Un dolore che alla fine diventa gioia infinita. Ci fermiamo al ristoro ad Asciano, dove ho imparato che bisogna mangiare poco e le cose giuste, salutando amici che conosciamo da una vita, persone che incontriamo a ogni evento. E poi ci dirigiamo verso la foto che non può mancare, al ceppo di Fabio Cancellara.        Le Sante Marie, la salita delle salite, è lì, pronta a metterci alla prova come sempre. 11 km di puro dolore che, alla fine, si trasformano in gioia. Con i miei 54 anni sulle spalle, la mia soddisfazione più grande è stata quella di non mettere piede a terra, un’impresa che non credevo possibile quest’anno. Eppure, eccola lì, la foto sotto il cartello, un sorriso che racconta più di mille parole.        Ma il viaggio non finisce qui. Ancora fatica, ancora salite, ancora strade bianche, sterrato e asfalto. Mangia e bevi, fino all&#8217;ultimo ristoro, quello di Castelnuovo Berardenga. È l&#8217;ultimo punto di ristoro, dove possiamo concederci qualcosa in più, qualcosa che prima non potevamo mangiare per la fatica che ci aspettava. Ma anche qui, ho dovuto ricordare al mio giovane compagno Diego che non era ancora finita: mancavano ancora 35 km, e con essi altre salite e fatica. Con lui abbiamo sellato di nuovo le biciclette, pronti a pedalare ancora una volta. La catena urlava sotto la sporcizia della strada, ma nonostante tutto, ci ha portato in fondo. E al traguardo, un applauso a mani alte ci ha accolto, un saluto all&#8217;impresa gloriosa che si chiama Eroica.        La mia Eroica di quest&#8217;anno è stata di 135 km con 2384 metri di dislivello. Ogni chilometro è stato un&#8217;emozione, una lotta contro se stessi, contro il tempo e contro la fatica.    Noi toscani siamo abituati alla bellezza che ci circonda, quasi drogati da essa. Non ci rendiamo conto di quanto questa bellezza sia così folgorante per chi viene da fuori. Ogni volta che guardo questi paesaggi, mi viene in mente una frase che utilizzo spesso, ispirata dal film La Casa di Carta, mentre a Firenze si osserva il David di Michelangelo: &#8220;Signori, continuate a coltivare la bellezza&#8221;. Questa frase risuona nel mio cuore ogni volta che pedalo tra queste terre.    L’Eroica non è solo un evento, è un&#8217;esperienza che cambia la vita, come dimostra l&#8217;aneddoto che ho vissuto la sera, dopo una cena tra amici e qualche bicchiere di grappa. Ho incontrato una coppia di australiani, lei di origini italiane, madre napoletana e padre siciliano. Dieci edizioni fa sono venuti a Gaiole senza sapere nulla dell’Eroica, e come dico spesso, questa corsa è come una droga: da quel giorno non hanno più smesso di tornare. Tanto che hanno comprato una casa proprio qui, nel cuore del Chianti. La moglie ha persino creato un&#8217;attività di cicloturismo, portando altri pellegrini moderni a vivere l’Eroica come la punta di diamante del loro viaggio.    La bellezza della fatica, il gusto dell&#8217;impresa: ecco quello che in tre parole racchiude lo spirito dell’Eroica.    L’Eroica non è solo una corsa, è un viaggio nell’anima di chi crede che la bellezza si trovi nei dettagli, nella fatica e nella condivisione. Vieni a scop<a href="https://www.cicloturismo.it/eroica-di-gaiole-in-chianti-un-inno-alla-bellezza-alla-bicicletta-e-alla-condivisione/#more-240777" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=240084</link>
				<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 21:56:41 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=240084" rel="nofollow ugc">da Ajaccio a Bonifacio</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=240084" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/09/Paolo-Pagni.jpeg" /></a> Diario di Bordo &#8211; Giorno 4: Ajaccio → Bonifacio        Il quarto giorno del mio viaggio in bicicletta in Corsica è iniziato con una scelta ponderata: invece di fermarmi a Porto Vecchio, come previsto inizialmente, ho deciso di concludere la tappa odierna a Bonifacio. La decisione è stata dettata anche dalle valutazioni sulle strutture ricettive ei loro costi. Un cambio di programma, ma con la stessa voglia di scoprire.    Alle 9:00 ero già in sella, pronto a partire con una temperatura che si aggirava intorno ai 15°C. Il cielo sembrava promettere una tregua dalla pioggia, ma quella sensazione familiare che il tempo poteva cambiare da un momento all&#8217;altro non mi ha mai abbandonato. Ho imparato a convivere con questo: il meteo imprevedibile è parte del viaggio.    Il tragitto di uscita da Ajaccio ha confermato ciò che ormai è diventato quasi una consuetudine per chi, come me, viaggia in bici: le ciclabili, se esistono, si interrompono e ti ritrovi su superstrade che sfidano ogni logica di sicurezza. Nonostante i controlli sulle tracce e su Google Maps, la via suggerita sembrava voler insistere su quei percorsi pericolosi. Ma passare su una superstrada non è un&#8217;opzione accettabile. Ho dovuto adattarmi, cercando strade secondarie che, sebbene più lunghe, fossero decisamente più sicure.    Dopo una lunga pedalata, è arrivato il momento di affrontare la sesta salita della giornata. Un test per la mia resistenza fisica e mentale. La salita è iniziata all&#8217;80º km, un&#8217;ascesa di circa 5 km, ma l&#8217;ultimo tratto, con una pendenza del 16%, mi ha davvero messo alla prova. Non saprei nemmeno dire esattamente dove mi trovassi, ma il senso di sfida e fatica ha reso ogni metro conquistato un&#8217;impresa. Ho dovuto fermarmi, riprendere fiato, e mi sono concesso una pausa con due banane e due pesche.             Ripartito con energia, non ho potuto evitare un incontro ravvicinato con la pioggia. Giusto dietro una curva, le gocce hanno iniziato a cadere. E naturalmente, come sempre accade, pioggia e discesa si sono combinati per offrirmi un&#8217;altra sfida. Le temperature durante la giornata hanno oscillato tra i 12°C ei 26°C, ma ho accettato con serenità questa alternanza di freddo e umidità, sapendo che fa parte del gioco del viaggiare in bicicletta: ci si bagna, ci si asciuga, e si continua a pedalare.    Proseguendo il percorso, il paesaggio ha iniziato a mutare. Gli ultimi chilometri prima di raggiungere Bonifacio sembravano provenire da un altro pianeta. La strada era solitaria, come se fossi l&#8217;unico viaggiatore in questo angolo sperduto di mondo. Le rocce attorno a me si coloravano di verde e rosso, e il tutto assumeva un aspetto quasi lunare, in netto contrasto con l&#8217;azzurro del mare che intravedevo in lontananza.        Poi, ecco Bonifacio. Uno spettacolo che toglie il fiato. Il castello, arroccato su un promontorio calcareo, sembrava aggrapparsi disperatamente alla roccia, con le unghie e con i denti. C&#8217;è una drammaticità in quella visione, un senso di sfida contro il tempo e gli elementi naturali. Prima o poi, quella roccia cederà, e il castello dovrà arrendersi alla forza della natura. Ma per ora, rimane lì, maestoso e fragile allo stesso tempo.        Durante il percorso ho avuto la fortuna di ammirare anche la Torre di Roccapina, una torre genovese del XVI secolo, <a href="https://maps.app.goo.gl/nidLR9Z9MbHDb4eVA" rel="nofollow ugc">https://maps.app.goo.gl/nidLR9Z9MbHDb4eVA</a> che domina dall&#8217;alto con una vista spettacolare sul mare. È difficile non fermarsi a contemplare la meraviglia della sua posizione, quasi scolpita dalla mano dell&#8217;uomo e della natura insieme. A completare il quadro, la famosa formazione rocciosa del &#8220;Leone di Roccapina&#8221;, un guardiano naturale di questo tratto di costa.             La giornata si è conclusa così, con Bonifacio che mi ha accolto come solo questa antica città può fare: con la sua bellezza aspra e la sua storia incisa nella pietra. Un giorno che non dimenticherò facilmente, dove ogni curva, ogni salita e ogni sfida hanno<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=240084#more-240084" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=239906</link>
				<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 21:12:39 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239906" rel="nofollow ugc">da Porto ad Ajaccio</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239906" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/09/Caffe.jpeg" /></a> Diario di viaggio &#8211; Giorno 3: Porto → Ajaccio           Il terzo giorno inizia con una piccola colazione, quasi simbolica, una tazza di caffè e qualche boccone per accompagnarmi all’alba di una nuova avventura. Il ricordo della fame di ieri mi suggerisce di tenere leggero il pasto, ma la strada mi attende e non voglio perdere tempo. Sono le nove del mattino quando mi metto in sella, con Ajaccio come meta, distante circa 100 chilometri, forse qualcosa in meno. Il cielo è coperto e non promette nulla di buono, ma la voglia di esplorare è più forte di qualsiasi incertezza meteorologica.    I primi chilometri si rivelano una sfida: una salita di 11 chilometri sotto una pioggia battente. La fatica è tanta, ma poi ecco apparire le Calanche di Piana, spettacolari formazioni rocciose rosse che emergono dalla costa come sculture millenarie. Le loro forme quasi surreali catturano il mio sguardo e, per un momento, riescono a cancellare ogni traccia di negatività, quasi facendo dimenticare il freddo che penetra sotto gli abiti bagnati. Perché chiunque vada in bicicletta lo sa: il problema non è tanto la pioggia, quanto il freddo che ti entra dentro, soprattutto in discesa.    Ma non sono solo in questo viaggio. Incontro altri ciclisti lungo il percorso, tutti spinti dallo stesso desiderio di continuare, di scoprire, di andare avanti nonostante il tempo avverso. C’è una sorta di complicità silenziosa tra noi, uno scambio muto che ci unisce in una sfida comune.    La discesa si conclude, e con essa anche la pioggia sembra concederci una tregua. Mi fermo per un caffè caldo, un piccolo ristoro che mi riporta un po’ di calore. Ma la pausa dura poco: quattro curve più avanti e la pioggia riprende, quasi beffarda, come se volesse accompagnarmi per tutto il tragitto. Nonostante questo, il paesaggio che mi circonda è di una bellezza mozzafiato. Pedalando lungo la costa, posso ammirare il mare in tempesta che si infrange contro le scogliere, mentre la vegetazione selvaggia sembra resistere impavida. È uno spettacolo che riempie gli occhi e il cuore, e mi ricorda perché amo così tanto questi viaggi in bicicletta.        Il percorso mi porta sempre più vicino ad Ajaccio, ma prima di concludere la giornata, una riflessione mi attraversa la mente. Amo fotografare i ponti. I ponti sono più che semplici strutture, sono simboli di connessione, unioni tra ciò che è separato. Che si tratti di rive, montagne o generazioni, i ponti rappresentano un passaggio, un andare avanti, un unire ciò che sembrava distante. Non esistono in natura; sono l’uomo che li crea, una delle sue sfide più grandi con la fisica e se stesso, e una delle poche cose che riesce a fare senza danneggiare troppo il pianeta.        Alla fine, dopo una lunga giornata di pioggia e fatica, arrivo finalmente ad Ajaccio, e il sole mi accoglie come un premio inaspettato. Come se non bastasse, riesco persino a trovare il tempo per un tuffo rinfrescante in piscina. Un finale perfetto per una giornata intensa, fatta d<a href="https://www.cicloturismo.it/da-porto-ad-ajaccio/#more-239906" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=239456</link>
				<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 21:43:32 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239456" rel="nofollow ugc">ile-Rousse Porto via Calvi</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239456" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-24-at-21.57.12-1.jpeg" /></a> Diario di bordo &#8211; Giorno 2: Isola Rossa → Porto (via Calvi)        Il mattino mi accoglie con un cielo incerto, mentre le prime luci sfiorano timidamente Isola Rossa ile-Rousse.  Alle nove in punto, decido di partire, anche se la temperatura, con i suoi 20 gradi, sembra sfidarmi. Sono troppo vestito, forse, ma meglio così, per affrontare una giornata che promette di essere intensa.  Nonostante il cielo velato, l&#8217;energia è quella giusta, il cuore batte al ritmo di quella miscela inebriante di salite, discese e il profumo della macchia mediterranea.    La strada è un invito costante, un’onda di asfalto che si snoda tra colline verdi e tratti che sembrano tuffarsi nel blu profondo del mare. Ogni curva è una sorpresa, uno scorcio di Corsica che mi sussurra all’orecchio, facendomi sentire piccolo di fronte alla grandezza di questa natura primordiale. Il mare, a volte nascosto, a volte così vicino da sentire il profumo della salsedine, è un compagno silenzioso, mentre le montagne imponenti mi osservano dall&#8217;alto, come antichi guardiani.    Quando arrivo a Calvi, sento il richiamo della cittadella che veglia sul mare, un luogo dove il tempo sembra rallentare. Mi fermo, e il silenzio del mare che lambisce la costa è interrotto solo dal mio respiro. Mi concedo un attimo per assaporare la bellezza di questo luogo. Il cicloturismo non è solo pedalare, ma anche fermarsi, respirare, sentirsi parte di ciò che ci circonda.        Riprendo la strada verso Porto, e ogni chilometro che percorro mi immerge ancora di più in questa terra selvaggia. L’asfalto, a tratti perfetto, in altri punti un po&#8217; ruvido, non è un ostacolo ma parte del viaggio. È un richiamo a tornare, un invito a rifare questo percorso, a rivivere queste emozioni. Qui, in mezzo alla natura, alle rocce rosse che si ergono come sculture e al mare azzurro che lambisce la costa, sento di essere esattamente dove dovrei essere.    La luce del giorno inizia a sfumare, e mentre mi avvicino a Porto, il tramonto dipinge il cielo di colori caldi. Questa giornata, seppur non sempre baciata dal sole, mi ha dato una sensazione profonda, quella del vero cicloturismo, del vero cicloviaggiatore.  Ogni salita affrontata, ogni discesa conquistata, ogni chilometro percorso in questo paesaggio aspro e meraviglioso, ha risvegliato in me uno spirito di avventura, una connessione con la strada e con me stesso.    Arrivato a Porto, trovo rifugio tra le rocce, mentre il mare continua a cantare la sua melodia. La stanchezza si dissolve nel piacere di aver vissuto una giornata perfetta, in cui la natura mi<a href="https://www.cicloturismo.it/ile-rousse-porto-via-calvi/#more-239456" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=239372</link>
				<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 15:07:01 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239372" rel="nofollow ugc">L&#039;inizio di un&#039;avventura in Corsica Île-Rousse</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239372" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3183.jpg" /></a> Diario di bordo &#8211; Giorno 1 – L&#8217;inizio di un&#8217;avventura in Corsica Île-Rousse          Il giorno è appena nato quando la sveglia suona, segnando l’inizio di una nuova avventura. Alle quattro del mattino, il cielo è ancora avvolto nell’oscurità, ma c’è qualcosa di magico nel prepararsi a partire prima dell’alba. Il traghetto ci attende a Livorno, pronto a portarci verso le coste selvagge della Corsica. L&#8217;aria del porto è intrisa di salsedine e aspettativa, mentre le prime luci si riflettono pigramente sulle acque tranquille.    Il traghetto della Moby, seppur lontano dall’essere confortevole o pulito, è l’unica via per raggiungere l&#8217;isola. Attraverso il mare, le onde ci cullano in un lento abbraccio, mentre lo sguardo si perde all’orizzonte. La traversata, che avrebbe dovuto essere rapida, si allunga con un’ora e mezza di ritardo. Sei ore in mare, ma ogni minuto avvicina un sogno: la Corsica.    Finalmente, dopo tanta attesa, le coste di Bastia si rivelano all’orizzonte, rocciose e maestose. Il vento porta con sé il profumo dell’isola, un misto di mare e vegetazione selvaggia. Da Bastia mi dirigo verso Isola Rossa, una cittadina affacciata su acque cristalline, dove il tempo sembra rallentare. Le sue strade strette, i colori caldi delle case e il ritmo pacato della vita locale mi accolgono come un vecchio amico.    Senza il pranzo alle spalle, ma con la voglia di assaporare ogni istante, mi concedo un aperitivo, osservando il sole che si tuffa nel mare. È solo il primo giorno, ma già sento che la Corsica ha tanto da svelare. Domani, la strada mi porterà verso nuovi orizzonti, c<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239372#more-239372" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=239375</link>
				<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 14:54:37 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239375" rel="nofollow ugc">bike hotel Olmuccio Corsica</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239375" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3324.jpg" /></a> Scoprire l&#8217;Hotel Hôtel Résidence *** Olmuccio : il luogo perfetto per una pausa cicloturistica tra Bastia e Bonifacio      Situato in una posizione strategica sulla costa orientale della Corsica, l’Hotel Residence Olmuccio è la soluzione ideale per chi pratica cicloturismo e cerca un punto di appoggio comodo e accogliente, sia prima che dopo l&#8217;imbarco da Bastia o Bonifacio. Questo angolo di paradiso combina il comfort con la vicinanza a magnifiche spiagge e un&#8217;accoglienza che fa sentire ogni ospite come a casa.      1. Ubicazione perfetta  L’Hotel Olmuccio si trova a breve distanza da Bonifacio e Bastia, due principali porti di imbarco per la Corsica, il che lo rende una tappa obbligata per chi desidera esplorare l&#8217;isola in bicicletta. La sua posizione consente di evitare il traffico delle città e di immergersi subito nella tranquillità naturale che solo la Corsica può offrire. Che tu stia arrivando o partendo dall&#8217;isola, questa è una fermata che ti permetterà di ricaricare le energie.      2. Servizi di qualità  Oltre alla sua posizione strategica, l’Hotel Olmuccio offre una serie di servizi pensati per rendere il soggiorno dei cicloturisti il più rilassante e piacevole possibile. Dalla piscina immersa nel verde, perfetta per rilassarsi dopo una giornata di pedalate, alla vicinanza al mare, che offre la possibilità di rigenerarsi con un tuffo nelle limpide acque del Mediterraneo, ogni dettaglio è curato con attenzione. Gli ampi spazi verdi invitano a godersi momenti di pace e relax, mentre le stanze e gli appartamenti sono pensati per garantire comfort anche dopo le fatiche della giornata.      3. Accoglienza e disponibilità  Uno dei punti di forza dell’Hotel Olmuccio è senza dubbio la gentilezza e la disponibilità del personale. Sin dal primo contatto, si percepisce un’autentica volontà di venire incontro alle esigenze degli ospiti, sia per fornire informazioni sui percorsi cicloturistici, sia per soddisfare richieste particolari legate alle necessità dei viaggiatori su due ruote. La qualità dell&#8217;accoglienza è ciò che rende questa struttura unica e amata da chi la sceglie.      4. Relax e comfort  La struttura mette a disposizione camere confortevoli e appartamenti spaziosi, ideali per gruppi o famiglie che viaggiano insieme. Oltre alla piscina, gli ospiti possono godere di ampi spazi verdi e aree relax, perfette per recuperare energie prima di ripartire alla scoperta della Corsica. La vicinanza alle spiagge incontaminate offre l’opportunità di godere di giornate al mare in totale tranquillità. Non c&#8217;è niente di meglio, dopo una lunga pedalata, che rinfrescarsi in piscina o godersi il panorama circostante.            5. Un rifugio tra mare e montagna  Circondato dalla natura, l’Hotel Olmuccio è la base perfetta per esplorare la Corsica in bicicletta, con percorsi che si snodano tra mare e montagna, offrendo panorami mozzafiato. Le strade secondarie poco trafficate rendono la zona ideale per il cicloturismo, permettendo agli appassionati di pedalare in tutta sicurezza. La varietà di paesaggi, tra costa e montagna, rappresenta una cornice ideale per chi vuole godersi ogni chilometro in bicicletta.      Un&#8217;esperienza che ci ha conquistato      Torneremo sicuramente in Corsica con un gruppo di ciclisti, e l’Hotel Olmuccio sarà una delle nostre mete sicure. La nostra visita è stata organizzata in modo anonimo, un dettaglio che ci ha permesso di valutare realmente il valore di questa struttura, dalla qualità dei servizi all&#8217;autenticità dell&#8217;accoglienza. Ci vediamo presto presto!      Contatti  Per ulteriori informazioni o per prenotare il tuo soggiorno:  Sito web <a href="http://www.olmuccio.com" rel="nofollow ugc">http://www.olmuccio.com</a>  E<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=239375#more-239375" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=238786</link>
				<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 20:13:07 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=238786" rel="nofollow ugc">Frane e Indifferenza Piccolo Mortirolo da Mutigliano Lucca</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=238786" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/09/Schermata-2024-09-15-alle-20.18.14-1536x1151.jpg" /></a> Frane e Indifferenza: La Strada del Piccolo Mortirolo Mutigliano Lucca, Simbolo Dimenticato della Lucchesia      La salita del Piccolo Mortirolo, un tempo percorso prediletto da ciclisti e amanti dell’outdoor, oggi giace abbandonata, dimenticata dalle istituzioni.    Questa strada, scelta per il percorso lungo della Granfondo della Versilia oltre dieci anni fa e considerata perfetta per un futuro passaggio della Granfondo Puccini Città di Lucca, offriva tracciati spettacolari e paesaggi mozzafiato.    Ma ora, impraticabile a causa di frane che hanno diviso la collina in due, sembra essere stata inghiottita dall’oblio. Da una parte il Piccolo Mortirolo, dall’altra Vecoli: un tempo unite da questa meravigliosa strada, ora separate, mentre i residenti sulla cima del crinale si trovano a vivere un disagio crescente.        L’isolamento si è accentuato con la chiusura della discesa delle Vipore, anch&#8217;essa bloccata da una frana dallo scorso anno. Queste magnifiche zone, un tempo battute da ciclisti, camminatori e pellegrini, oggi vedono gli abitanti completamente isolati e costretti a percorrere lunghissimi tragitti per raggiungere Lucca o la Freddana, aumentando i disagi quotidiani.  È incomprensibile come, in un comune come Lucca, si possa ignorare il problema. La strada di Vecoli, interrotta per un tratto di appena 50 metri, è un esempio lampante di come la soluzione sia a portata di mano, eppure rimane irraggiungibile. Le frane, cinque in tutto, sono lasciate al loro destino, e la risposta delle autorità è stata superficiale: due new jersey e tre transenne, come se chiudere gli occhi al problema lo risolvesse. Ma così non si risolve nulla, si ignora solo una questione che continua a pesare sulle vite dei residenti e di chi vorrebbe godere di queste strade. Nessuno se ne occupa seriamente, eppure si parla continuamente di turismo e cicloturismo, di valorizzare il territorio, mentre si abbandonano al degrado infrastrutture vitali per chi vive in questi luoghi e per chi li visita.        È un controsenso. Ci si riempie la bocca di parole sulla bellezza del cicloturismo, e poi ci si trova di fronte a strade chiuse da anni, che restano inaccessibili. Il turismo su due ruote, risorsa preziosa, rischia di diventare solo una promessa vuota, senza un’infrastruttura adeguata e la cura del territorio. Questa situazione solleva una domanda cruciale: perché il Comune di Lucca non ha ancora ripristinato un collegamento così importante? La collina, non solo per i residenti ma anche per la sua importanza storica negli eventi ciclistici e turistici, merita attenzione.  Camminatori, ciclisti e fedeli, che vorrebbero raggiungere i propri cari o la chiesa, trovano solo strade chiuse. I residenti chiedono che le istituzioni intervengano per riportare vitalità e accessibilità a una strada che era simbolo di bellezza e di sport.  Ripristinare la salita del Piccolo Mortirolo significherebbe non solo facilitare la vita quotidiana di chi abita in queste zone, ma anche ridare valore a quei percorsi ciclistici storici che hanno contribuito a rendere grande il territorio.  Lucca, ormai una città modello, non può permettersi di ignorare questi disagi. Non si può pensare soltanto a ciò che accade all&#8217;interno delle mura e trascurare tutto il resto. La collina lucchese, la Lucchesia, dà da vivere a decine di famiglie, e il disagio non può essere ignorato.  È ora di svegliarsi, di rimboccarsi le maniche e ridare vita a questo territorio che si trova a soli 10 km da Lucca, dove possiamo vivere la natura e le bellezze che<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=238786#more-238786" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=238161</link>
				<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 22:14:40 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=238161" rel="nofollow ugc">Ciclismo e Cultura: La Granfondo Puccini Città di Lucca Ti Aspetta</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=238161" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/08/Piramedia-17.jpg" /></a> Granfondo Puccini 2025: Un Viaggio Epico tra Le Colline di Lucca        Dopo il successo della prima edizione, siamo entusiasti di annunciare la seconda edizione della Granfondo Puccini Città di Lucca, che si terrà domenica 25 maggio 2025. Questo evento ciclistico, dedicato al grande compositore Giacomo Puccini, si conferma come un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del ciclismo, offrendo l’opportunità di pedalare attraverso i meravigliosi paesaggi della Lucchesia.    I territori attraversati dalla Granfondo comprendono una vasta e suggestiva area della Toscana. Il percorso tocca i seguenti comuni: Lucca, Capannori, Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Coreglia Antelminelli, Barga, Gallicano, Fabbriche di Vergemoli, e Pescaglia. Ogni tratto offre scorci paesaggistici unici, passando attraverso borghi storici e colline mozzafiato, rendendo l’esperienza non solo una sfida sportiva, ma anche un viaggio alla scoperta di uno dei territori più affascinanti d’Italia.    Un Mix di Esperienze Uniche    Quest’anno, come organizzatori, ci proponiamo di offrire un’esperienza ciclistica completa, capace di soddisfare ogni tipo di atleta. Abbiamo progettato un mix di gare agonistiche, competizioni con tratti cronometrati e percorsi lunghi, in cui le discese saranno neutralizzate, creando un’opportunità unica per vivere il ciclismo sotto diverse sfaccettature.    La Granfondo Puccini Città di Lucca rappresenta perfettamente questa filosofia. Attualmente siamo in fase di sviluppo, lavorando alla fattibilità dell’evento e alle autorizzazioni necessarie per realizzare un’idea che, per ora, è ancora embrionale.    Stiamo inoltre valutando la possibilità di aggiungere un emozionante giro delle mura: il giro completo della cinta muraria che racchiude la città medievale di Lucca (4,4 km). Tuttavia, questa opzione dipenderà dalle autorizzazioni comunali, provinciali e della Soprintendenza della Regione Toscana.             I Percorsi    Abbiamo creato due percorsi distinti, entrambi caratterizzati da tratti cronometrati. Il primo percorso sarà trattato come una gara competitiva, dalla partenza fino al termine della salita di Tereglio, con una chiusura temporanea del traffico di 15 minuti. Questa sospensione sarà applicata esclusivamente nel tratto compreso tra il veicolo ufficiale “INIZIO GARA CICLISTICA” e quello di “FINE GARA CICLISTICA”. I partecipanti che si trovano al di fuori di questa zona regolamentata saranno considerati “fuori gara” e dovranno rispettare scrupolosamente il Codice della Strada.    Il tratto competitivo si concluderà a Tereglio, seguito da una discesa neutralizzata fino all’inizio della seconda sezione cronometrata, che va da Fabbriche di Vallico a Pescaglia. Questa seconda cronometrata sarà affrontata anche dal percorso medio, rappresentando l’unico tratto cronometrato per la Mediofondo.    Va sottolineato che, a differenza delle tradizionali cronoscalate, questi tratti cronometrati includono non solo salite, ma anche sezioni pianeggianti. Questo rende il percorso vario e strategico, combinando la sfida della salita con la necessità di mantenere un buon ritmo in pianura. In questo modo, non favoriamo soltanto gli scalatori, ma diamo la possibilità a tutti i ciclisti di migliorare la propria performance, indipendentemente dal loro punto di forza.    Con le discese e i tratti trafficati neutralizzati, siamo in grado di garantire un altissimo livello di sicurezza, grazie al supporto degli ASA (Addetti alla Segnalazione Aggiuntiva) che gestiscono il traffico, e delle motostaffette, sempre più numerose. La Scorta Tecnica Moto Guzzi Prato fornirà un contributo fondamentale per assicurare la sicurezza lungo tutto il percorso.    Il percorso medio, che partirà insieme al lungo, vedrà i primi 30 km neutralizzati, permettendo ai partecipanti di godersi il paesaggio e fare foto, ad esempio, al Ponte del Diavolo. Dopo questi 30 km, il percorso si collegherà alla sezione cronometrata da Fabbriche di Vallico a Pescaglia, un tratto di circa 17 km che, anch’esso, include sezioni pianeggianti oltre alle salite.    Per maggiori dettagli sui percorsi e le sezioni cronometrate, visita la pagina dedicata:   Iscrizioni    Le iscrizioni online per la Granfondo Puccini Città di Lucca apriranno ufficialmente il 1° gennaio 2025. Tuttavia, per gli appassionati che desiderano partecipare a più eventi, sarà possibile iscriversi in maniera cumulativa a tutti gli eventi organizzati dalla Tuscany Legend, precedentemente nota come Pedale Pesciatino, già a partire dal mese di dicembre 2024. Questa opzione è ideale per chi vuole vivere un’esperienza ciclistica completa nella regione, approfittando anche di un prezzo agevolato per l’iscrizione multipla.    Per iscriversi, visita il seguente link:   Per la Granfondo Puccini Città di Lucca non è prevista una suddivisione organizzata delle griglie di partenza. Tutti i partecipanti partiranno insieme, creando un’atmosfera di condivisione e pari opportunità per tutti i ciclisti, indipendentemente dal livello di esperienza. Questa scelta organizzativa favorisce un’esperienza di gara più fluida e inclusiva.    Sicurezza e Assistenza Sanitaria    L’evento garantirà un alto livello di sicurezza sanitaria per tutti i partecipanti. Saranno impiegate tre ambulanze, ciascuna dotata di un medico e personale paramedico qualificato, distribuite strategicamente lungo il percorso in base al numero di partecipanti. Inoltre, sarà allestito un punto di assistenza permanente situato nella zona di arrivo, per intervenire prontamente in caso di necessità.    Il piano sanitario sarà redatto con la massima cura e successivamente sottoposto all’approvazione della Centrale Operativa 118 Alta Toscana, assicurando così la conformità agli standard di sicurezza previsti per eventi di questa portata.    Premiazione Generale     	Mediofondo: Saranno premiati i primi 3 uomini e le prime 3 donne, sulla base della somma dei tempi registrati nei tratti cronometrati.   	Granfondo: Saranno premiati i primi 3 uomini e le prime 3 donne, anche in questo caso sulla base della somma dei tempi dei tratti cronometrati.   	Categoria Speciale: EX-PRO ed ELITE DONNE: Questa categoria è riservata a ciclisti con esperienza professionale o avanzata, senza distinzione di età. Le donne appartenenti alla categoria ELITE, se non hanno superato i due anni dalla loro esperienza professionistica, non potranno partecipare alla classifica generale degli assoluti, ma saranno premiate separatamente in questa categoria speciale.    Per maggiori informazioni sulle premiazioni, visita:            Biciclette Assistite    Le biciclette assistite non saranno dotate di chip e, pertanto, non concorreranno né alla classifica né all’assegnazione di premi. Questa scelta è stata fatta per garantire equità tra i partecipanti e mantenere la competizione su un piano uniforme.<a href="https://www.cicloturismo.it/ciclismo-e-cultura-la-granfondo-puccini-citta-di-lucca-ti-aspetta/#more-238161" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=238033</link>
				<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 11:36:53 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=238033" rel="nofollow ugc">Granfondo della Versilia 2025</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=238033" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/08/30f0f482-bf49-4f4d-af63-23ffdcc876e9.jpg" /></a> Granfondo della Versilia 2025  Mediofondo (Interamente Competitiva)  Granfondo (Mista, percorso Competitivo con tratti Neutralizzati)  27ª Granfondo della Versilia: Due Gare, Due Sfide Uniche tra Competizione e Tradizione  il 4 maggio 2025, si svolgerà la 27ª edizione della Granfondo della Versilia porta con sé una grande novità: torniamo alle origini con due gare in una! Avremo una Mediofondo di 72 km con un dislivello complessivo di 1.291 metri, completamente competitiva (Gara), e una Granfondo di 103,1 km con un dislivello complessivo di 1.824 metri, caratterizzata da quattro cronoscalate.    Le partenze saranno distinte: la Mediofondo, completamente competitiva e denominata “GARA”, partirà per prima, seguita, dopo pochi minuti, dalla Granfondo, come indicato nel regolamento. La Granfondo della Versilia sarà una gara competitiva con tratti neutralizzati e quattro cronoscalate per un totale di 20 km.    La partenza e il quartier generale dell’evento saranno sempre alla Cittadella del Carnevale.  1. Mediofondo (Interamente Competitiva)  Il percorso della Mediofondo, di circa 72 km e 1.291 m di dislivello, è una gara completamente agonistica. La strada sarà chiusa, come da regolamento, per 15 minuti, essendo un evento completamente competitivo. Questa sospensione temporanea del traffico sarà applicata solo nel tratto compreso tra la macchina di “INIZIO GARA CICLISTICA” e la macchina di “FINE GARA CICLISTICA”. I partecipanti che si trovano al di fuori di questo tratto regolamentato saranno considerati “fuori gara” e equiparati a partecipanti di una manifestazione cicloturistica. In tali condizioni, dovranno attenersi scrupolosamente al Codice della Strada, rispettando corsie di transito, precedenze, stop e segnaletica stradale.    Le griglie di partenza per la Mediofondo sono suddivise come segue:     	Griglia ROSSA: Riservata ai primi 50 partenti denominati BIG ospiti.   	Griglia BLU: Riservata alle squadre con almeno 15 iscritti.   	Griglia VERDE: Assegnata in ordine cronologico di iscrizione.    Il percorso inizierà lungo il lungomare di Viareggio, Lido di Camaiore, e Marina di Pietrasanta, attraversando poi il viale Apua che conduce a Pietrasanta. Da qui si affronterà la prima salita di Capriglia, seguita dalla discesa verso Capezzano Monte, e la seconda salita impegnativa di Monteggiori. Successivamente, si scenderà verso Montebello, per poi raggiungere il passo di Montemagno. La gara proseguirà con una discesa verso Stiava, la salita verso Bargecchia e Pedona, e infine la discesa verso Camaiore, prima di concludersi presso la Cittadella del Carnevale.    Premiazione Generale:     	Mediofondo: Verranno premiati i primi 3 uomini e le prime 3 donne in base all’ordine di arrivo.    Per tutti i nostri eventi, abbiamo aggiunto una categoria maschile e una femminile, senza distinzione di età, ma basata esclusivamente sul curriculum:     	Categoria Speciale: EX-PRO ed ELITE DONNE (le donne ELITE non potranno partecipare alla classifica degli assoluti).   2. Granfondo (Mista, percorso Competitivo con tratti Neutralizzati)  Il percorso della Granfondo della Versilia si sviluppa su 103,1 km con un dislivello complessivo di 1.824 metri, progettato per i ciclisti più esperti e allenati.  Questa gara si distingue per le sue quattro cronoscalate, che coprono un totale di 20 km e rappresentano il cuore della competizione.    Dopo un breve trasferimento, ci immetteremo sul lungomare della Versilia, per poi arrivare a Pietrasanta dopo circa 13 km. Qui inizierà la prima sfida: la prima cronoscalata, la salita di Capriglia, lunga circa 5,7 km, con un dislivello di circa 395 m e una pendenza media del 6,9%.  Salita di Capriglia  Dopo una discesa impegnativa ma neutralizzata verso Capezzano Monte, proseguiremo sulla strada provinciale fino a raggiungere la seconda cronoscalata al 28º chilometro. Questa salita, di circa 2 km, con una pendenza media del 9,1%, ci porterà a Monteggiori, un pittoresco borgo che dà il nome alla cronoscalata.  Salita di Monteggiori  Dopo la discesa verso Montebello Camaiore, affronteremo la terza cronoscalata, una salita di circa 3 km con una pendenza media del 4,5% e un dislivello di circa 134 m, che ci condurrà a Gombitelli. Qui passeremo anche vicino al Salumificio Artigianale Gombitelli di Trigliai, che parteciperà con i suoi magnifici prodotti alle premiazioni.  Salita di Gombitelli  Dopo una discesa verso Orbicciano, proseguiremo verso Fibbialla, percorrendo tratti che lo scorso anno avevamo affrontato in salita, per offrirvi nuovi percorsi e panorami.  Raggiungeremo quindi la salita di Piazzano, che in questa edizione non sarà cronometrata. Questa salita è lunga circa 700 m, con un dislivello medio del 10,7% e un’ascesa totale di 73 m.    Infine, ci dirigeremo verso la quarta e ultima cronoscalata, Bargecchia-Pedona, lunga 6,00 km con una pendenza media del 5,1% e un’ascesa totale di 338 m, affrontata quest’anno in senso inverso rispetto allo scorso anno. Dopo la discesa di Pedona, ci dirigeremo verso Camaiore, per poi procedere verso l’arrivo alla Cittadella del Carnevale, completando così un percorso che combina competizione, paesaggi mozzafiato e la tradizione della Granfondo della Versilia.  Salita di Bargecchia  Premiazione Generale:     	Granfondo: Verranno premiati i primi 3 uomini e le prime 3 donne sulla base della somma dei tempi dei tratti cronometrati.<a href="https://connect.garmin.com/modern/course/embed/302854665" rel="nofollow ugc">https://connect.garmin.com/modern/course/embed/302854665</a>    Informazioni Importanti e Iscrizioni     	Iscrizioni Online: Le iscrizioni online per la 27ª Granfondo della Versilia saranno aperte dal 1° gennaio 2025.   	Offerta Cumulativa di Dicembre: Sarà possibile iscriversi già a dicembre 2024 attraverso un’offerta cumulativa che prevede l’iscrizione a tutti gli eventi organizzati dalla Tuscany Legend SSD, precedentemente conosciuta come Pedale Pesciatino.   	Percorsi Ufficiali: I percorsi ufficiali della Granfondo della Versilia saranno pubblicati esclusivamente sul sito ufficiale: <a href="https://www.granfondoversilia.it/granfondo-della-versilia/percorsi/" rel="nofollow ugc">https://www.granfondoversilia.it/granfondo-della-versilia/percorsi/</a>. È importante notare che i percorsi potrebbero subire modifiche in base alle autorizzazioni degli enti competenti. Solo il percorso pubblicato sul sito ufficiale sarà considerato valido.   	Biciclette Assistite: Le biciclette assistite non saranno dotate di chip e, pertanto, non concorreranno né alla classifica né all’assegnazione di premi.   	Certificato Medico: È obbligatorio presentare un certificato medico valido per ciclismo agonistico.   	Tessera: È necessaria una tessera, sia annuale che giornaliera, per partecipare all’evento.    Per ulteriori dettagli e per leggere attentamente il regolamento completo, visitare la pagina dedicata: htt<a href="https://www.cicloturismo.it/granfondo-della-versilia-2025/#more-238033" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=237840</link>
				<pubDate>Fri, 23 Aug 2024 09:57:22 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=237840" rel="nofollow ugc">Pedale Pesciatino</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=237840" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/08/ea61a4b3-b79c-4c1e-895c-a69143262aa7.jpeg" /></a> Il Pedale Pesciatino è una storica società sportiva dilettantistica con sede a Pescia, in Toscana. Fondata originariamente nel 1953, la società ha svolto un ruolo cruciale nella promozione del ciclismo fino a quando non ha cessato le sue attività per un periodo. Nel 2023, la società è stata rifondata da Paolo Pagni, che è l&#8217;attuale presidente.    Questa rinascita ha coinciso con l&#8217;Eroica di Gaiole in Chianti, un evento ciclistico che celebra le tradizioni del ciclismo d&#8217;epoca.  Durante questa occasione, un gruppo di amici ha rievocato i colori e le maglie in lana originali del Pedale Pesciatino, portando nuova vita alla storica associazione.    Un dettaglio significativo è che la nuova Pedale Pesciatino ASD ha preso il posto di una precedente associazione sportiva già attiva sul territorio, chiamata Pinocchio Extreme ASD.  Questo passaggio ha permesso di preservare la tradizione ciclistica locale, continuando a promuovere il ciclismo a livello locale e regionale, con particolare attenzione ai giovani ciclisti e alla diffusione della cultura ciclistica.  nel 2024 il Pedale Pesciatino ha organizzato svariati eventi in Toscana.        Eventi organizzati dal Pedale Pesciatino:     	Granfondo della Versilia   	Granfondo Puccini Città di Lucca   	Tuscany Extreme   	Randonnée di Pinocchio   	Granfondo del Vento   	Granfondo dei Laghi della Garfagnana    Questi eventi riflettono l&#8217;impegno del Pedale Pesciatino nel creare opportunità per ciclisti di tutti i livelli, dai principianti agli atleti esperti, promuovendo al contempo il territorio toscano  Vuoi tesserarti con noi? Hai bisogno di u<a href="https://www.cicloturismo.it/pedale-pesciatino-asd/#more-237840" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=237699</link>
				<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 07:23:59 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=237699" rel="nofollow ugc">Giro della Questura 70 Km di Storia tra Lucca e Versilia</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=237699" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-21-at-22.18.16.jpeg" /></a> La Leggenda del &#8220;Giro della Questura&#8221; 70 Km di Storia tra Lucca e Versilia      Un appuntamento imperdibile per ciclisti professionisti e amatori    Dal cuore degli anni Settanta, il &#8220;Giro della Questura&#8221; è diventato un evento cult per ciclisti di ogni livello. Ogni domenica e mercoledì pomeriggio, appassionati si ritrovano a Lucca, nei pressi del distaccamento della polizia in piazzale della Libertà, per affrontare un percorso di circa 70 chilometri che li porta fino alla Versilia, con conclusione a Ponte della Freddana.    Origini e Tradizione    L&#8217;idea di questo allenamento, oggi leggendario, nasce dalla passione per il ciclismo radicata nella Lucchesia. Due fratelli, Alessandro e Endro Ragghianti, furono i pionieri di questa iniziativa. Negli anni Sessanta, il ciclismo amatoriale stava vivendo un boom grazie alla crescente popolarità del cicloturismo e all&#8217;austerity degli anni &#8217;70. Fu in questo contesto che i Ragghianti diedero vita alla “corsa della questura”, un allenamento collettivo che presto divenne il punto di riferimento per molti ciclisti, inclusi ex professionisti come Mario e Cesare Cipollini, Michele Bartoli e Gianni Bugno.    Il Percorso e l&#8217;Atmosfera    Il percorso originale prevedeva la partenza da Sant&#8217;Anna, toccando diverse località fino a Viareggio, Camaiore e Monte Magno, per poi ritornare a Lucca. A ogni appuntamento, ciclisti di varie età e abilità si sfidavano lungo il tragitto, formando gruppetti che seguivano il proprio ritmo. Questo creava un clima di sana competizione, dove l&#8217;unico obiettivo era il piacere di pedalare insieme, senza scommesse o rivalità pericolose.    L&#8217;Impatto sulla Comunità Ciclistica    Negli anni Ottanta, anche i corridori professionisti iniziarono a partecipare al &#8220;Giro della Questura&#8221;, approfittando dell&#8217;opportunità per allenarsi in un contesto che riproduceva le condizioni di gara. Per molti cicloamatori, poter pedalare accanto a campioni del ciclismo era un sogno che si avverava, e le sfide tra amatori e professionisti divennero il racconto di mille aneddoti tra amici e nei bar locali.    Il Record e il Mito    Nonostante tutto, il &#8220;Giro della Questura&#8221; continua a vivere nella memoria collettiva. Il record di velocità appartiene a Arnaldo Paladini e Mansueto Ramacciotti, che nei primi anni Novanta completarono i 70 chilometri in appena 1 ora, 47 minu<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=237699#more-237699" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=236433</link>
				<pubDate>Sun, 21 Jul 2024 21:18:32 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=236433" rel="nofollow ugc">Il Grande Giorno: La Prima Granfondo dei Laghi della Garfagnana</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=236433" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-21-at-22.18.16.jpeg" /></a> Il Grande Giorno: La Prima Granfondo dei Laghi della Garfagnana    Oltre 400 ciclisti hanno partecipato alla prima edizione della Granfondo dei Laghi della Garfagnana, un numero che ha superato ogni aspettativa, considerando il calendario e il fatto che fosse la prima edizione.  Guidati dal campione del mondo Mario Cipollini, gli atleti sono partiti alle 8:00 dallo Stadio Alessio Nardini di Castelnuovo di Garfagnana e si sono diretti verso la prima salita non cronometrata di Bosco di Villa, dando così il via alla sfida della giornata.    Pochi chilometri più avanti, hanno affrontato la prima cronoscalata, quella dell&#8217;Orecchiella, dove hanno pedalato su un asfalto impeccabile appena steso. Dopo lo sforzo, un magnifico ristoro a base di crostate e banane li aspettava. Il passaggio presso il Lago Sillano è stato mozzafiato, un’occasione per uno scatto fotografico indimenticabile. Due gallerie ben custodite dagli uomini della sicurezza hanno condotto i ciclisti attraverso i borghi tipici toscani fino a Piazza al Serchio, dove la pedalata è diventata un po&#8217; più dolce, dirigendosi verso Gramolazzo. Tra curve e salite, e qualche &#8220;mangia e bevi&#8221;, si è cominciata a sentire l&#8217;aria fresca del Lago di Gramolazzo, che i ciclisti hanno costeggiato per 5 km. Qui, molti si sono fermati ad ammirare quei paesaggi senza tempo, scattando qualche foto prima di ripartire verso la seconda cronoscalata, denominata Gramolazzo-Campocatino. Questo tratto di 3 km, che mette a dura prova gambe e braccia, è stato affrontato in piedi alla maniera di Pantani.    Terminata la cronoscalata, i ciclisti hanno avuto l&#8217;opportunità di visitare Campocatino, un paese unico al mondo. Chi non voleva perdere il ritmo si è lanciato giù verso Vagli, affrontando una discesa lunga e un po&#8217; impegnativa, prestando attenzione ai dossi. Anche qui, la bellezza del paesaggio ha suscitato meraviglia, con il lago che nasconde sotto i suoi silenzi una bellezza straordinaria. Raggiunto il 55° km, i ciclisti hanno affrontato la deviazione: Careggine a destra per il percorso lungo, Castelnuovo a dritto per il percorso medio. La salita verso Careggine, di 11 km con 1000 metri di dislivello, di cui 6 cronometrati, ha una pendenza media del 5% ma non concede tregua. Finita la crono, il passaggio all&#8217;interno del borgo medioevale ha portato i ciclisti fino alla fine della salita. Da qui, hanno potuto godere di paesaggi meravigliosi e di tanta discesa. Il passaggio al Passo Scala ha tolto il fiato come la bellezza incontaminata di Isola Santa. Da qui, solo discesa veloce fino a Castelnuovo, dove li attendevano docce, un pasta party organizzato dagli Autieri e le premiazioni.    Grazie a tutti i partecipanti, è stata una<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=236433#more-236433" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=236212</link>
				<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 22:01:24 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=236212" rel="nofollow ugc">Mario Cipollini Ospite d&#039;Onore alla Granfondo dei Laghi della Garfagnana</a></strong>Mario Cipollini Ospite d&#8217;Onore alla Granfondo dei Laghi della Garfagnana: Un&#8217;Occasione Straordinaria per Tutti gli Appassionati di Ciclismo  È davvero fantastico avere un campione del calibro di Mario Cipollini come ospite d&#8217;onore della Granfondo dei Laghi della Garfagnana. Cipollini, noto campione del mondo di ciclismo su strada e conosciuto anche come &#8220;Il Re Leone&#8221;, ha una carriera impressionante alle spalle con numerose vittorie, tra cui il campionato del mondo su strada nel 2002. La sua presenza a questo evento aggiunge sicuramente un grande prestigio e una carica emozionale per tutti i partecipanti e gli appassionati di ciclismo.    Non è semplice avere un campione di questo calibro, e per la gente sarà un&#8217;opportunità rara e straordinaria poter partecipare e provare a pedalare con lui, il numero uno d&#8217;Italia, che ha portato il tricolore in alto in tutto il mondo. Cipollini non è solo un atleta eccezionale, ma anche un&#8217;icona del ciclismo che ha ispirato generazioni con le sue vittorie e la sua determinazione. Un enorme &#8220;wow&#8221; è decisamente appropriato per onorare un atleta di tale calibro che continua a ispirare e a sostenere il mondo del ciclismo con la sua partecipazione a eventi come questo. Grazie, Mario, per continuare a condividere la tua passi<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=236212#more-236212" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Mario Cipollini Ospite d&#039;Onore alla Granfondo dei Laghi della Garfagnana" width="1100" height="619" src="https://www.youtube.com/embed/kAg8mydYBVc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=236096</link>
				<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 23:09:07 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=236096" rel="nofollow ugc">Lago di Pontecosi</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=236096" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/07/Schermata-2024-07-12-alle-01.02.49.jpg" /></a> Lago di Pontecosi Granfondo dei Laghi della Garfagnana.  Nel progetto iniziale della Granfondo dei Laghi della Garfagnana, il Lago di Pontecosi era il primo lago da attraversare. Tuttavia, per quest&#8217;anno, abbiamo dovuto soprassedere a causa della sua inagibilità. Pertanto, abbiamo deciso di deviare il percorso.    Il Lago di Pontecosi è un bacino artificiale creato dallo sbarramento del fiume Serchio, situato nei pressi del piccolo paese di Pontecosi. Questo lago, immerso nella verdeggiante valle della Garfagnana, è circondato da pittoreschi paesaggi montani ed è un luogo di grande fascino e tranquillità.    Il paese di Pontecosi, con le sue origini antiche, conserva ancora oggi il fascino dei borghi toscani, con le sue strette viuzze, le case in pietra e la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista, risalente al XVIII secolo. La storia del paese è strettamente legata al lago, che nel corso del tempo è diventato un punto di riferimento per la comunità locale e un&#8217;attrazione per i visitatori.    Confidiamo che l&#8217;anno prossimo il Lago di Pontecosi sarà nuovamente agibile e percorribile, e potremo finalmente includerlo nel tracciato della Granfondo, rendendo l&#8217;esperienza ancora più speciale per tutti i partecipanti. Sarà un’occasione unica per scoprire un angolo incantevole<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=236096#more-236096" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=235877</link>
				<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 06:25:43 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235877" rel="nofollow ugc">Campocatino gioiello nascosto</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235877" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-08-at-08.18.09.jpeg" /></a> Campocatino è davvero un gioiello nascosto, un villaggio medievale che sembra sospeso nel tempo.  Situato a pochi chilometri dalla fine della seconda cronoscalata Gramolazzo Campocatino, rappresenta una deviazione affascinante e meritevole per chi desidera cinque minuti di pace e bellezza.  Questo borgo, che funziona come un albergo diffuso, offre un&#8217;esperienza unica e autentica. Nonostante la mancanza di servizi moderni, si può trovare un piccolo ristorante bar che serve i turisti, permettendo di assaporare un po&#8217; della cucina locale in un&#8217;atmosfera suggestiva.      La bellezza di Campocatino non è passata inosservata nemmeno a celebrità internazionali come David Bowie, il Duca Bianco, che rimase affascinato dal luogo tanto da girarvi il film &#8220;Il Mio West&#8221; con Leonardo Pieraccioni.  Prendersi cinque minuti per esplorare questo villaggio può essere un arricchimento non solo per il corpo ma anche per l&#8217;anima, offrendo una pausa ristoratrice e un&#8217;opportunità di immergersi nella storia e nella cultura locali.    Quindi, per chiunque percorra la cronoscalata, soprattutto coloro che stanno facendo il percorso medio e che hanno un po&#8217; più di tempo da gestire, una breve sosta a Campocatino è altamente consigliata. Non solo per riposarsi e rifocillarsi, ma anche per scoprire un pezzo di Toscana autentica e affascinante, lontana dai circuiti turistici più battuti.    L&#8217;organizzazione non cerca solo strade da percorrere in cerca di vittorie, ma mira a far scoprire luoghi che devono restare nel cuore di coloro che partecipano all&#8217;evento cicloturistico.  Non è importante arrivare, ma scoprire cosa ti separa dall&#8217;arrivo. Ogni percorso è studiato per creare emozioni, per far scoprire luoghi e territori unici.    L&#8217;importante non è quello che trovi alla fine di una corsa&#8230; L&#8217;importante è quello che provi mentre corri. (Giorgio Faletti)  Il nostro unico motto è: Signori, continuate a coltivare la<a href="#more-" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=235839</link>
				<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 14:20:35 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235839" rel="nofollow ugc">Granfondo dei Laghi della Garfagnana, Pedala tra Sport e Meraviglie Nascoste</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235839" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/07/GF-Laghi-Promo-94-copia.jpg" /></a> Granfondo dei Laghi della Garfagnana, Pedala tra Sport e Meraviglie Nascoste  Il 21 luglio, in occasione della gara ciclistica che attraversa la splendida regione della Garfagnana, avrete l&#8217;opportunità di vivere un&#8217;esperienza indimenticabile che combina la passione per lo sport e la scoperta di paesaggi mozzafiato.  Al km 55 di entrambi i percorsi, scendendo la discesa di Campo Catino dopo aver affrontato la seconda cronoscalata, vi troverete immersi nella bellezza senza tempo del lago di Vagli. Questo lago nasconde da settant&#8217;anni il paese sommerso di Fabbriche di Careggine, un mistero all&#8217;interno di uno specchio d&#8217;acqua che ne conserva i segreti e le sue assolute bellezze.                  Il lago di Vagli è uno dei gioielli nascosti della Garfagnana. Qui, il tempo sembra fermarsi e l&#8217;anima trova pace, circondata da uno specchio d&#8217;acqua che riflette l&#8217;eterna bellezza della natura. È un luogo dove il paesaggio riempie il cuore e l&#8217;anima, offrendo un&#8217;emozione unica e irripetibile. Questa è la Garfagnana, una terra che sa sorprendere e incantare chiunque abbia la fortuna di attraversarla.             La gara ciclistica non è solo un&#8217;occasione per mettersi alla prova, ma anche un modo per scoprire la bellezza del territorio. Le cronoscalate rappresentano una sfida avvincente per gli appassionati di ciclismo, mentre le discese panoramiche permettono di godere appieno del paesaggio. L&#8217;adrenalina della competizione si fonde con la serenità della natura, creando un&#8217;esperienza completa e appagante.             Partecipare a questa gara significa immergersi in un&#8217;atmosfera di competizione sana e leale, dove ogni pedalata è un passo verso la scoperta di una regione ricca di storia e bellezza. Che siate atleti esperti o ciclisti amatoriali, la Garfagnana saprà offrirvi momenti di pura magia. Non perdete l&#8217;occasione di vivere un&#8217;avventura che vi lascerà ricordi indimenticabili e vi farà innamorare di questa terra straordinaria.             Se siete ancora indecisi se partecipare o meno, lasciatevi convincere dalla bellezza della Garfagnana e dalla promessa di un&#8217;emozione unica. Questa gara è molto più di una semplice competizione: è un viaggio alla scoperta di paesaggi incantevoli, un&#8217;opportunità per sfidare voi stessi e per trovare una connessione profonda con la natura. La Garfagnana vi aspetta, pronta a regalarvi un&#8217;esperienza che cambierà il vostro modo di vedere il mondo.             Non aspettate oltre, iscrivetevi e preparatevi a vivere una giornata di sport, bellezza e avventura nel cuore della Garfagnana. Vi aspettiamo il 21 luglio, pronti a scoprire insieme la magia di questa terra straordinaria.  &#x1f5d3; Do<a href="#more-" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=235666</link>
				<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 21:47:54 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235666" rel="nofollow ugc">Lago di Vagli una Tappa Incredibile della Granfondo dei Laghi della Garfagnana</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235666" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/07/GF-Laghi-Promo-25.jpg" /></a> Lago di Vagli una Tappa Incredibile della Granfondo dei Laghi della Garfagnana  Il Lago di Vagli, situato nel cuore della Garfagnana tra le montagne delle Alpi Apuane, è un gioiello nascosto della Toscana. Creato negli anni &#8217;40 come bacino idroelettrico, il lago è noto soprattutto per il borgo sommerso di Fabbriche di Careggine, un antico villaggio medievale che riemerge solo durante i rari svuotamenti del lago per manutenzione. Questo luogo magico e misterioso è una delle tappe più affascinanti della Granfondo dei Laghi della Garfagnana, un evento ciclistico che attraversa alcuni dei paesaggi più spettacolari della regione.                                                                                                                 Partecipare alla Granfondo dei Laghi della Garfagnana è un&#8217;esperienza indimenticabile per ogni cicloturista. Il percorso, che include il passaggio attorno al Lago di Vagli, offre una sfida entusiasmante tra strade sinuose e dislivelli impegnativi, immersi in una natura incontaminata. Pedalando lungo le rive del lago, si può ammirare il riflesso delle montagne sull&#8217;acqua e percepire l&#8217;eco della storia che risuona tra le valli. Al km 55 del percorso, i ciclisti arriveranno finalmente al Lago di Vagli e potranno costeggiarlo per circa tre chilometri, godendo del suo magnifico incanto.                            Prima di arrivare al Lago di Vagli, i partecipanti dovranno affrontare la seconda cronoscalata denominata Gramolazzo-Campocatino, un&#8217;ascesa di circa tre chilometri che rappresenta una sfida significativa. Per chi desidera fare una pausa, i cancelli orari permettono di visitare il paese storico di Campocatino. Questo borgo, con il suo fascino rustico e la sua posizione pittoresca, è stato la location perfetta per film western. Nel 1998, Giovanni Veronesi ha girato qui &#8220;Il mio West&#8221;, con Harvey Keitel e David Bowie, oltre a Leonardo Pieraccioni e Alessia Marcuzzi.                  Uno degli aspetti più affascinanti del Lago di Vagli è senza dubbio il borgo sommerso di Fabbriche di Careggine. Fondato nel XIII secolo, questo villaggio fu sommerso con la costruzione della diga. Ogni 10-20 anni, quando il lago viene svuotato, le rovine del borgo riemergono, offrendo uno spettacolo unico che attira visitatori da tutto il mondo. Immaginate pedalare lungo le rive del lago, sapendo che sotto di voi giace un pezzo di storia, nascosto ma non dimenticato.    Oltre alla bellezza del Lago di Vagli, il percorso della Granfondo offre molte altre attrazioni naturali e culturali. I ciclisti possono esplorare sentieri trekking, gustare la cucina locale nei piccoli ristoranti e agriturismi della zona, e godere dell’ospitalità tipica della Garfagnana. Questa regione è un paradiso per gli amanti dell’outdoor, dove ogni curva della strada riserva una nuova scoperta.     <a href="#more-" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=235536</link>
				<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 17:29:11 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235536" rel="nofollow ugc">Passo Scala di Careggine Granfondo dei Laghi della Garfagnana</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235536" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/06/GF-Laghi-Promo-2-1.jpg" /></a> Passo Scala di Careggine Granfondo dei Laghi della Garfagnana   Il 21 luglio, la Granfondo dei Laghi della Garfagnana attraverserà il suggestivo Passo Scala di Careggine, situato al chilometro 80 del percorso lungo. Ecco una breve descrizione di questo splendido tratto.    Attraversando uno dei migliori castagneti della Garfagnana, si arriva al Passo di Scala. Qui, la strada tagliata nella roccia offre una vista mozzafiato del versante nord del Massiccio delle Panie, con i suoi imponenti precipizi che sovrastano la valle della Turrite Secca e il lago di Isola Santa. Da qui, ci si immerge nella vallata che conduce prima al bellissimo scorcio di Isola Santa e poi all&#8217;arrivo a Castelnuovo di Garfagnana.    La dolce discesa vi mostrerà un panorama infinito e mozzafiato, dove ogni curva rivela nuove meraviglie. Vi sentirete in pace con l&#8217;anima, immersi nella bellezza senza tempo di questi luoghi i<a href="#more-" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=235258</link>
				<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 15:39:49 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235258" rel="nofollow ugc">Lago di Isola Santa Granfondo dei laghi della Garfagnana</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=235258" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/06/GF-Laghi-Promo-2-1.jpg" /></a> Il Lago di Isola Santa è uno specchio d&#8217;acqua che riflette la bellezza eterna della natura, dove il tempo sembra fermarsi e l&#8217;anima trova pace.  La Granfondo della Garfagnana, che si terrà il 21 luglio, è un evento tanto atteso da atleti, ciclisti e cicloturisti, pronti ad affrontare una sfida avvincente tra le meraviglie naturali della Toscana. Questo evento non è solo una gara, ma un viaggio attraverso panorami mozzafiato e paesaggi incontaminati che esaltano la bellezza della regione e della Garfagnana.    Coloro che sceglieranno il percorso lungo si troveranno ad affrontare la salita di Careggine, una delle tappe più impegnative e spettacolari del percorso. Dopo aver superato questa terza cronoscalata, gli atleti potranno godere di un momento di tregua, immergendosi nella quiete e nella bellezza del territorio.    Giunti al 79° chilometro, il percorso li condurrà attraverso il Passo Scala, un passaggio suggestivo all&#8217;interno di un canyon roccioso. Qui, le pareti di roccia si ergono imponenti ai lati della strada, creando un&#8217;atmosfera di maestosità e avventura. È un luogo dove la natura si mostra in tutta la sua magnificenza, con panorami che lasciano senza fiato e un senso di meraviglia che accompagna ogni pedalata.      Proseguendo, gli atleti costeggeranno, all&#8217;85° chilometro, il suggestivo Lago di Isola Santa. Questo specchio d&#8217;acqua, incastonato tra le montagne, rappresenta una vera e propria oasi di pace e bellezza. La sua superficie calma riflette i colori del cielo e delle foreste circostanti, creando un quadro di serenità e armonia. Il Lago di Isola Santa è l&#8217;ultimo lago che gli atleti incontreranno, non per importanza o bellezza, ma come ultimo passaggio del percorso.    Il passaggio lungo le rive del Lago di Isola Santa non è solo un tratto del percorso, ma un&#8217;esperienza che rinvigorisce lo spirito e dona nuova energia agli atleti, pronti a completare la loro impresa con rinnovata determinazione. La quiete del lago, l&#8217;aria pura e il suono leggero dell&#8217;acqua creano un momento di pura magia, un ricordo che resterà impresso nella mente di ogni partecipante.    La Granfondo della Garfagnana è dunque molto più di una competizione: è un viaggio attraverso luoghi incantevoli, un omaggio alla bellezza della natura e una sfida che celebra la forza e la passione degli atleti.    &#x1f5d3; Domenica 21 Luglio 2024  link di iscrizione <a href="https://api.endu.ne" rel="nofollow ugc">https://api.endu.ne</a><a href="#more-" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=234904</link>
				<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 09:13:04 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=234904" rel="nofollow ugc">Borgo Medievale di Careggine</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=234904" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/06/GF-Laghi-Promo-68.jpg" /></a> Scopri il Borgo Medievale di Careggine nella Granfondo dei Laghi della Garfagnana: Un&#8217;Esperienza Unica tra Storia e Natura       &#8220;Nella Granfondo dei Laghi della Garfagnana, solo chi affronta il percorso lungo avrà il privilegio di attraversare il fantastico borgo medievale di Careggine (LU). Questo incantevole paese, risalente al XII secolo, conserva tutto il suo fascino storico, con antiche strade lastricate, edifici in pietra e panorami mozzafiato. Fondata dai Longobardi, Careggine è stata un importante centro durante il Medioevo e offre ai ciclisti una rara opportunità di pedalare attraverso secoli di storia e bellezza autentica. Careggine è un paese ospitale, perfetto come destinazione ciclistica, dove i ciclisti possono trovare accoglienza e servizi dedicati.    Il percorso lungo della Granfondo della Garfagnana arriverà a Careggine al 71° km, dove, dopo l&#8217;ultima impegnativa cronoscalata di 6,82 km e 401 m di dislivello, i partecipanti potranno fermarsi a rifocillarsi al ristoro organizzato per il loro passaggio.    Dopo aver attraversato il borgo, una breve passeggiata di 500 metri vi condurrà a una panchina gigante, dove potrete sedervi e lasciarvi avvolgere dalla magia del panorama. Da questo punto privilegiato, l&#8217;intera vallata si apre davanti ai vostri occhi, rivelando la sua maestosità. Il Lago di Vagli, incastonato tra le montagne, si stende placido sotto di voi, offrendo uno spettacolo di serenità e meraviglia che riempie l&#8217;anima di pace. Ogni pedalata diventa un viaggio nel tempo, dove la bellezza del paesaggio e l&#8217;armonia della natura si fondono in un&#8217;esperienza indimenticabile.&#8221;    &#x1f5d3; Domenica 21 Luglio 20<a href="https://www.cicloturismo.it/careggine-borgo-medievale/#more-234904" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=234963</link>
				<pubDate>Sun, 16 Jun 2024 12:46:37 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=234963" rel="nofollow ugc">Granfondo Edita Pučinskaitė un successo</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=234963" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-16-at-12.25.29.jpeg" /></a> Oggi, il Pedale Pesciatino ha partecipato alla Granfondo Edita Pučinskaitė con 10 dei suoi atleti, affrontando il percorso medio noto come Fondo Spignana. Questo percorso, lungo 83 km con un dislivello di 2118 metri, ha offerto una sfida significativa e un&#8217;esperienza memorabile grazie a una perfetta organizzazione.    Complimenti all&#8217;organizzazione, che ha dimostrato una competenza eccezionale curando ogni dettaglio e assicurando un evento di alto livello. I percorsi scelti hanno valorizzato le bellezze paesaggistiche locali, offrendo ai partecipanti viste mozzafiato e un&#8217;esperienza unica. L&#8217;attenzione alla sicurezza è stata impeccabile, permettendo agli atleti di concentrarsi sulla gara senza preoccupazioni.    Tra i percorsi disponibili, il primo, denominato Granfondo Abetone, si estende per 132 km con un dislivello di 3395 metri, includendo due impegnative cronoscalate: la Cronoscalata Casore e la Cronoscalata Spignana. Il secondo, Fondo Spignana, con i suoi 83 km e un dislivello di 2118 metri, presenta anch&#8217;esso le due cronoscalate di Casore e Spignana. Il terzo percorso, Mediofondo Lamporecchio, lungo 81 km con un dislivello di 1313 metri, include una sola cronoscalata, quella di Casore. Infine, il quarto percorso, denominato Cicloturistica Vinci, copre una distanza di 70 km con un dislivello di 867 metri, offrendo una sfida più accessibile.    La scelta di strade poco trafficate ha permesso di godere appieno della corsa senza l&#8217;interferenza del traffico, mentre le salite impegnative hanno offerto una sfida all&#8217;altezza delle aspettative, mettendo alla prova e migliorando le capacità dei ciclisti. Il personale, paziente e sorridente, ha contribuito a creare un&#8217;atmosfera positiva e accogliente per tutti i partecipanti. I ristori lungo il percorso, in particolare quello a Spignana con il tappeto rosso, hanno fornito pause rigeneranti e motivanti. Il magnifico Pasta Party in Località Le Piastre ha offerto un momento di relax e celebrazione, chiudendo l&#8217;evento in bellezza.    Complimenti e ringraziamenti vanno all&#8217;organizzazione per aver orchestrato un evento impeccabile. La cura dei dettagli, la scelta dei percorsi e l&#8217;attenzione alla sicurezza hanno reso la Granfondo Edita Pučinskaitė un&#8217;esperienza straordinaria per tutti i partecipanti. Un grande applauso a tutto il team or<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=234963#more-234963" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=234751</link>
				<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 22:21:05 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=234751" rel="nofollow ugc">Granfondo dei Laghi della Garfagnana</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=234751" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/06/GF-Laghi-Promo-1-200x300.jpg" /></a> Granfondo dei Laghi della Garfagnana: un&#8217;esperienza ciclistica indimenticabile tra laghi e panorami mozzafiato    Amici ciclisti, preparatevi a pedalare tra laghi cristallini e paesaggi mozzafiato nella cornice suggestiva della Garfagnana! Il 21 luglio 2024, a Castelnuovo di Garfagnana, in Toscana, si terrà la Granfondo dei Laghi, un evento imperdibile per gli amanti delle due ruote.    Che siate ciclisti esperti o amatoriali, la Granfondo dei Laghi della Garfagnana offre un percorso adatto a tutti. Potrete scegliere tra il percorso medio di circa 72 km con 1.688 metri di dislivello, ideale per chi desidera godersi il panorama in tranquillità, o il percorso lungo di circa 99 km con 2.293 metri di dislivello, perfetto per chi vuole mettere alla prova le proprie capacità.    Entrambi i percorsi vi porteranno alla scoperta di alcuni dei laghi più belli della Garfagnana, come Villa Collemandina, Vicaglia, Gramolazzo, Vagli e Isola Santa. Tra i punti salienti del tracciato, la suggestiva salita dell&#8217;Orecchiella, una cronoscalata di 5,37 km con 390 metri di dislivello che vi regalerà emozioni indimenticabili.    La Granfondo dei Laghi della Garfagnana non è solo una gara, ma un&#8217;occasione per vivere un&#8217;esperienza unica in un ambiente festoso e accogliente. Lungo il percorso, troverete punti ristoro con prodotti tipici toscani per ricaricare le batterie e godervi la bellezza del paesaggio.        Iscrizioni aperte:    Le iscrizioni alla Granfondo dei Laghi della Garfagnana sono aperte a tutti, sia ai ciclisti tesserati che a quelli non tesserati. Per i non tesserati è richiesto un certificato medico e la possibilità di ottenere in loco la tessera assicurativa giornaliera di federazione con un piccolo supplemento.    Non perdete questa occasione unica di vivere un&#8217;esperienza ciclistica indimenticabile nella splendida cornice della Garfagn<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=234751#more-234751" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=227788</link>
				<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 23:12:04 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=227788" rel="nofollow ugc">Granfondo Puccini Ritiro Pettorale e Iscrizioni al Pinturicchio Lucca</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=227788" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/03/logo-.jpeg" /></a> Granfondo Puccini Ritiro Pettorale e Iscrizioni al Pinturicchio Lucca, in Via Borgo Giannotti 127, Lucca, Italy, Sabato 13 aprile dalle 15:00 alle 19:00        Ritiro Pettorali al Pinturicchio Granfondo Puccini Citta di Lucca Sabato 13 dalle 15:00 alle 19:00 e Domenica 14, direttamente dalla zona di partenza del Baluardo San Frediano dalle Mura di Lucca, dalle 7:00 alle 8:00 possibilità anche di acquistare il pettorale direttamente all&#8217;iscrizione presentandosi con la tessera, o acquistandone una giornaliera, e con il certificato medico agonistico per<a href="https://www.cicloturismo.it/granfondo-puccini-ritiro-pettorale-e-iscrizioni-al-pinturicchio-lucca/#more-227788" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=227151</link>
				<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 09:16:59 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=227151" rel="nofollow ugc">Relive Percorso Lungo Granfondo Puccini Città di Lucca</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=227151" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.09.07-300x151.jpg" /></a> Relive Percorso Lungo Granfondo Puccini Città di Lucca      percorso definitivo, 4 cronoscalate Fiano Loppeglia, Passo Sella, Ghivizzano, Gromignana, Aquilea, Partenza e arrivo dalle Mura di Lucca    &#x1f5d3; Domenica 14 Aprile 2024    Link Iscrizioni <a href="https://join.endu.net/fee/87773" rel="nofollow ugc">https://join.endu.net/fee/87773</a>      sito Ufficiale della Manifestazione htt<a href="https://www.cicloturismo.it/relive-percorso-lungo-granfondo-puccini-citta-di-lucca/#more-227151" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=220443</link>
				<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 06:34:18 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=220443" rel="nofollow ugc">Strada degli Eroi</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=220443" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2023/10/Strada-degli-Eroi-44.jpg" /></a> [vc_row][vc_column][vc_column_text]Qualche tempo fa avevamo visto degli articoli sulla strada delle 52 gallerie , percorso che in questo momento e percorribile ma senza bici, ma circa 1 mese fa dopo aver visto un post pubblicato da Paolo Pagni, dove 2 ragazzi percorrevano la strada degli eroi con le gravel , abbiamo iniziato a prendere in considerazione la possibilità di andare a fare una escursione sulla strada degli eroi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220494&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220493&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220492&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220488&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220459&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220486&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Dopo alcune date rimandate per problemi vari il 7 ottobre siamo partiti per questa avventura  5,30 partenza, orario previsto di arrivo ore 9,30 a pian delle Fugazze 1150 di quota  Alle 10 eravamo in bici , una giornata splendida , sole , niente nuvole con temperatura di 14 gradi e una leggera brezza. Abbiamo iniziato la nostra ascesa con destinazione il rifugio Achille Papa  Le prime rampe sono toste ma il fondo è perfetto, saliamo con tranquillità fermandosi spesso a fare foto e filmati, arriviamo alla galleria generale D’Havet , un foro nella montagna che fa intravedere dall’altra parte un scorcio di cosa ci aspettava , avanzando nella galleria si aveva sempre più la percezione di un panorama da mozzafiato Le foto non possono rendere l’idea di quello che si vede , una strada Bianca scavata lungo la montagna ci avrebbe portato sino al rifugio Achille Papa , oltrepassando gallerie scavate nella roccia dai soldati della prima guerra mondiale Avanziamo lentamente, quella strada va gustata metro dopo metro , le foto e filmati si accavallano alle pedalate portandoci in 1 ora e mezzo poco più al rifugio. Qualche foto ad un cimitero militare ed a una capellina sopra il rifugio poi Panino birra e giù per la strada degli scarubbi ,una strada che ti porta all’imbocco della strada delle 52 gallerie. La discesa è tecnica con fondo smosso da porci attenzione perché di lato c’è uno strapiombo notevole , ma anche qui la vista è attratta dal panorama che ci circonda .  Arriviamo in fondo alla discesa e dopo un tratto di asfalto e uno strappo finale torniamo a pian delle Fugazze.  Percorso ad anello di 32km e 1200mt di dislivello  Abbiamo trovato bici gravel che sulla discesa hanno avuto qualche difficoltà a causa del fondo smosso  Sicuramente torneremo con più calma per scoprire altri percorsi che abbiamo visto[/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220485&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220484&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220483&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220478&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220481&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220480&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220472&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220451&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;220446&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_custom_heading text=&#8221;Sfoglia tutta la photogallery&#8221; font_container=&#8221;tag:h3|text_align:left&#8221;][vc_empty_space][vc_images_carousel images=&#8221;220474,220473,220472,220471,220470,220469,220468,220467,220466,220465,220464,220463,220462,220461,220460,220459,220458,220457,220456,220455,220454,220453,220452,220451,220450,220449,220448,220447,220446,220475,220476,220477,220478,220479,220480,220481,220482,220483,220484,220494,220493,220492,220491,220490,220489,220488,220487,220486,220485&#8243; img_size=&#8221;800&#215;600&#8243; speed=&#8221;2000&#8243; slides_per_view=&#8221;2&#8243; a<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=220443#more-220443" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=220133</link>
				<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 13:39:43 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=220133" rel="nofollow ugc">Tra Bettona e Nove Colli</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=220133" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2023/09/facebook_1695714805127_7112343390005301595.jpg" /></a> Tra Bettona e Nove Colli tanti sorrisi per l&#8217;MTB Spoleto    Nonostante il maltempo abbia un po&#8217; rovinato questa prima domenica di autunno, splende decisamente il sole in casa MTB Spoleto.  Nella Bettona Etruscan Extreme MTB, corsa in condizioni difficili a causa di un fondo reso insidioso dal fango, soprattutto nel primo tratto, i portacolori spoletini portano a casa tre primi posti, grazie a Iacopo Iachettini (nella categoria M1), Riccardo Paloni (juniores) e la solita Ursula Arcangeli nella W1. Prova di assoluto valore per Iachettini, il quale, pur dovendosi confrontare con un parterre di assoluto rilievo, ha anche conseguito il 10° posto assoluto. Hanno chiuso la prova anche Castrica e Settimi.  Più a nord è andata in scena anche la mitica Nove Colli, rinviata la scorsa primavera, a causa l&#8217;emergenza maltempo che aveva colpito drammaticamente la Romagna. Sono stati oltre 9.000 i bikers che si sono confrontati con lo storico percorso, nonostante l&#8217;asfalto scivoloso. E sono stati quattro gli MTB Spoleto a chiudere la gara: Cristian Baroni (con la ormai mitica maglia de Il Sorriso di Teo) e Romano Menechini il percorso lungo; Francesco Vanacore e Carlo Alessi il breve. Al quartetto azzurro-arancio i complimenti di tutta la società per il loro coraggio e la loro dete<a href="#more-" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=220123</link>
				<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 13:13:20 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=220123" rel="nofollow ugc">La Chianina Ciclostorica avvia il percorso verso la decima edizione</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=220123" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2023/09/La-Chianina-Ciclostorica-2023-6.jpg" /></a> La Chianina Ciclostorica avvia il percorso verso la decima edizione.    La Chianina Ciclostorica – La Chianina Ciclostorica avvia il percorso verso la decima edizione.  Il 2024 sarà un anno di festeggiamenti per la manifestazione di ciclismo storico della Valdichiana che raggiungerà un importante anniversario e che rinnoverà il proprio impegno nell’organizzazione di una serie di iniziative volte a proporre occasioni di turismo lento a contatto con le ricchezze della vallata. Il cuore di questa attività sarà rappresentato dalla vera e propria ciclostorica in programma da venerdì 7 a domenica 9 giugno a Marciano della Chiana, ma la prima data segnata sul calendario è domenica 1 ottobre quando verranno aperte le iscrizioni on-line.  La Chianina sarà inoltre presente sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre con un proprio stand a Gaiole in Chianti in occasione de L’Eroica.<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=220123#more-220123" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=219988</link>
				<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 20:28:29 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=219988" rel="nofollow ugc">Sicilia Capo Nord su un velocipede ottocentesco</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=219988" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2023/09/image3.jpeg" /></a> [vc_row][vc_column][vc_column_text]  Sicilia &#8211; Capo Nord su un velocipede ottocentesco       Buongiorno,    sono fiero di presentarvi quella che potrebbe essere l’impresa cicloturistica dell’anno che ha visto il passaggio anche per la splendida Sicilia: il primo biciclo della storia ad arrivare a Capo Nord dopo 6700 km di pedalata, con 47.000 mt di dislivello. Partito dall’ultima spiaggia della Sicilia a Portopalo di Capo Passero (SR) fino a Capo Nord in 78 tappe, distribuite in 3-4 mesi, pieni zeppi di imprevisti. Tutto senza sponsor e in sella a una replica di un biciclo degli anni 1870-1890, passando lungo questo itinerario:    la costa tirrenica della Calabria, Salerno, Napoli, Latina, Roma, Viterbo, Orvieto, Firenze, Prato, Bologna, Ferrara, Padova, Bolzano, Innsbruck, Monaco, Regensburg, Repubblica Ceca, Lipsia, Berlino, Lubecca, penisola dello Jutland in Danimarca, e poi in Svezia da Göteborg a Östersund, ad Arieplog, lungo la selvaggia strada mediana centrale, e infine in Norvegia attraverso le splendide isole Lofoten e Senja e i fiordi dopo Tromso.[/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219990&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219993&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]E’ una notizia non solo bella e piena di motivazione, ma anche leggera e adatta all’intrattenimento, con un potenziale commerciale incredibile, i cui numeri si possono vedere per esempio da questo video ripreso casualmente:   Credo che voi siate tra i pochi Media a comprendere la portata di quello che ho fatto, gli altri purtroppo hanno preferito l’impresa a Capo Nord su una Panda o su una Renault 4 …    Qui sotto segue la traccia-resoconto:    Sono tantissimi i modi in cui ogni anno ognuno intraprende la propria sfida per arrivare fino a Capo Nord, ma il modo in cui l’ha compiuta Massimo Zaffari, classe 1973, padovano residente da 27 anni tra Laives e Bronzolo (BZ), Maresciallo dei Carabinieri di stanza al 7° Reggimento “Trentino Alto Adige”, ha tutti i tratti di una prova d’altri tempi, difficile da inquadrare: un gesto che ha il sapore dell’avventura, a metà strada tra l’impresa e la goliardia. Un viaggio cicloturistico con tenda e sacco a pelo, su una “bici” di 21 kg, senza marce, senza ammortizzazioni, quasi senza freni (tanto che è necessario appiedare per certe discese) e con una resistenza aerodinamica doppia rispetto a una bicicletta normale.    Cordiali saluti    Massimo Zaffari[/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219994&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219995&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Anche se mi sono allenato per 5 anni tra il ghiaccio e le nevi delle Dolomiti e questo è stato il mio 4° tentativo (inverno e primavera con giri massacranti), devo dire che non sono mai partito con l’idea di realizzare un’impresa atletica. Per me lo sport non è vincere gare, ma cavalcare emozioni, inseguire sogni, vivere magie, magari dentro un grande Viaggio. Certo, volevo anche mettere alla prova i miei limiti fisici, ma quello che volevo veramente era riscoprire quel desiderio di restare stupito da me stesso. Per questo, mi sembrava che l’uso di un mezzo bellissimo e originale fosse una buona garanzia; mi sembrava che un mezzo tanto assurdo quanto affascinante fosse degno di una delle mete più belle d’Europa. E così a fine febbraio sono partito col mio velocipede, “La Penny”, per unire i due estremi sud e nord di questo continente, nella mia personale “Europe: coast to coast”. Così non solo ho visto paesaggi e città di una bellezza mozzafiato, ma grazie alle proprietà magnetiche e ipnotiche della mia Penny, ho potuto anche incontrare tante persone e capire se, e come, cambiano le caratteristiche degli europei (peraltro meno di quello che mi aspettavo). Sono proprio le persone che fanno la differenza tra un grande viaggio e il semplice itinerario. Per arrivare a questo, bisognava entrare nelle case delle persone, per una colazione, uno spuntino, o addirittura una notte intera. A tavola si possono capire tante cose di una cultura diversa dalla tua.    Ho fatto di tutto per vivere un viaggio incentrato sull’incontro di nuove persone. E il successo mi è stato servito su un piatto d’argento nel momento in cui, un mese prima della partenza, ho visto volatilizzarsi il mio gruzzoletto di 5000 Euro, accumulato in anni. E così sono partito con 16,47 Euro, una somma talmente ridicola che mi ha obbligato a cercare il contatto umano per ricevere aiuto e ospitalità. La Sicilia e il Sud dell’Italia sono stati una buona palestra per imparare a trattare (ospitalità per amicizia). Gli alloggi della Sicilia per esempio sono merito di Sandro Contarino e di Sante Parisi a Siracusa. Ho dormito a casa di perfetti sconosciuti che mi hanno accolto come uno di famiglia: il primo alloggio da uno sconosciuto l’ho trovato per es. ad Acireale, da Fabrizio Cosenza. Successivamente ci sono state le parrocchie di Rombiolo, Scalea e Montevarchi; le case di sconosciuti incontrati per strada come Pio Perruzzini e Alessandra Croci, Pasquale da Orvieto, o di colleghi amici come Marco Apolloni, Stefano Gabrielli, Fabio Del Tessandoro e Lorenzo Mondo. Mas il caso più incredibile è quello di una famiglia in Norvegia che dopo 30 secondi di conversazione, mi hanno lasciato le chiavi di casa, scusandosi che non potevano stare con me perché erano in partenza per le vacanze. Sono decine le persone che mi hanno aiutato, e tanti di loro hanno poi ricevuto una mia cartolina di ringraziamento. Ma incredibile è il numero di persone, credo una decina che ho incontrato ripetutamente, 2-3 anche 4 volte durante il viaggio, anche a distanza di 1 mese dal primo incontro. C’era chi mi conosceva per sentito dire: ero noto come “Massimo il Siciliano”.    Ho viaggiato con un’attitudine quanto più divertita e ottimista possibile, nonostante la mia totale imperizia davanti alle varie rotture meccaniche: 8 raggi e 4 cuscinetti, la cui sostituzione è stata possibile grazie alle persone incontrate sulla strada (come quella volta miracolosa che con i cuscinetti completamente andati, ho incontrato in una cittadina deserta della Sassonia l’unico costruttore di velocipedi di tutta la Germania!!). Ottimista anche dopo il mio incidente da caduta a Viterbo (che mi ha bloccato per 2 settimane) e che mi ha portato in seguito una strisciante ansia per via degli interminabili acciacchi alla gamba destra, che però mi hanno portato a incontrare un totale di 20 fisioterapisti, 2 olistici, 2 massaggiatori e 1 santone. Quest’ultimo, in un campeggio delle Lofoten, mi ha praticato un massaggio alla schiena, mentre ero steso su un tavolo da picnic proprio quando ha iniziato a piovere. Sono arrivato a improvvisare anche l’agopuntura cinese (mai praticata prima), sulla base di una videochiamata a distanza: dopotutto ero nell’estremo nord della Svezia, in mezzo al nulla, senza nessuno che potesse darmi un’occhiata, e non avrei potuto neanche prendere un treno per ritirarmi. Quindi dovevo rischiare il tutto per tutto. E comunque mi dicevo sempre: io lassù ci arriverò a qualunque costo, anche con le ruote quadrate! Per non parlare del Dumpster Diving, quella pratica usatissima dai cicloturisti in Norvegia, a cui non avrei mai e poi mai pensato di ricorrere in tutta la vita, ma che lassù invece è un’istituzione.[/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219996&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219997&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Ho applicato anche un bel po’ di improvvisazione, come per esempio l’itinerario che, in linea col mio spirito pioneristico, ho cambiato più volte (come quella volta che ho aggiunto 400 km e 6000 mt di dislivello, deviando dalla Svezia verso le magnifiche isole norvegesi  Lofoten e Senja, rischiando però la disfatta visto che lì la settimana prima c’erano venti a 55 km/h); o come il piano di rientro, che non c’è mai stato: infatti ho sempre pensato all’impresa come una specie di Suicide Mission, in cui avrei dovuto abbandonare la Penny sotto il globo di Capo Nord; tutto ciò perché non esisteva un piano di recupero del velocipede, e speravo in un ritorno in autostop su un camper di italiani.    Ma anche un bel po’ di strategia, come quando, obbligato da un piccolo incidente alla schiena, ho dovuto abbandonare i vestiti invernali negli ultimi 1000 km prima di Capo Nord, per alleggerirmi: anche qua ho dovuto scegliere tra la comodità del calduccio e l’impresa. Ma per fortuna, per temprarmi e resistere al freddo, mi ero preparato tanto, anche con immersioni invernali sotto la superficie ghiacciata dei Laghi di Bolzano. Da Viterbo a Berlino (1500 km) quasi tutti in controvento, con tanti giorni di pioggia. Infatti se c’è una cosa che tutti noi ciclisti odiamo è il controvento: e così ero sempre incollato alle previsioni del tempo per decidere orario di partenza. Anche di notte, da solo, perché a mezzogiorno sarebbe arrivato l’immancabile controvento. E allora strategicamente mi sono trasformato da ciclista in navigatore, in modo da sfruttare o evitare i venti, e stancarmi il meno possibile (ripeto che questa bici non ha le marce).    Ho combattuto contro la mia ancestrale paura di animali come lupi, orsi, alci e persino i ghiottoni (ghiotti di cosa?, mi son chiesto per tutti i 1500 km della Svezia). Tra questi, per fortuna, ho incontrato solo 2 imponenti alci; ma anche renne, castori, volpi, aquile e addirittura 2 balene. Come deterrente avevo lo spray al peperoncino, ma anche dei fiocchi d’avena, ma anche tante canzoni da cantare da solo, possibilmente in più tonalità, in modo da sembrare in tanti.    Ma la soddisfazione di aver realizzato un sogno che avevo fin da quando ero un bambino che fissava carte geografiche appese al muro, va di pari passo con il ricordo di tutte quelle persone piene di sentimenti ed emozioni che ancora mi porto nel cuore. Con il racconto della mia avventura, spero tanto di essere riuscito a ispirare qualcuno a osare, a uscire dalla routine, a mettersi in gioco per provare a superare i propri limiti. La cosa più importante è continuare a rimanere stupiti di sé stessi. Credo che la meraviglia sia la migliore arma contro la depressione.    Per approfondimenti, foto e video con numerosi aneddoti di viaggio: Instagram @massimo_zaffari, autore del libro-diario: “Tr<a href="https://www.cicloturismo.it/sicilia-capo-nord-su-un-velocipede-ottocentesco/#more-219988" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=200617</link>
				<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 22:24:24 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=200617" rel="nofollow ugc">Trittico del Serra</a></strong><a href="https://www.cicloturismo.it/?p=200617" rel="nofollow ugc"><img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2023/01/GOPR3019-1536x1152.jpg" /></a> Trittico del Serra salita di Pieve di Compito  Monte Serra salita di Pieve di Compito una delle tre salite, la più impegnativa del Trittico del Serra. oggi abbiamo deciso di farlo con la neve, e visto che era difficoltoso, alziamo l&#8217;asticella, la salita di Pieve di Compito 13 km con un dislivello di 870 metri. gli ultimi due chilometri abbiamo abbandonato la sella, e abbiamo camminato a piedi era letteralmente una lastra di ghiaccio. l&#8217;ultimo chilometro e cinquecento metri quello che conduce alle antenna della RAI l&#8217;abbiamo evitato ancora una lastra di ghiaccio, basta camminare non tanto per la salita ma visto che è una strada chiusa è la discesa che mi avrebbe preoccupato particolarmente, quindi direzione Buti cascine di Buti per poi dirigersi verso casa, oggi bastano 80 km. bel giro bella prova da rifare semmai da un altro versante. ottima location per al<a href="https://www.cicloturismo.it/?p=200617#more-200617" rel="nofollow ugc">    <span>Continua a leggere</span>        </a></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=195943</link>
				<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 14:43:49 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p>check-list Cosa portare in un viaggio in bici</p>
<p>ovviamente questo elenco può variare del periodo del viaggio alla durata alla difficoltà, per un viaggio breve come il cammino portoghese questo è quello che ho pr [&hellip;] <img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2022/08/8D30C2F0-A772-4A49-9B21-22E4AA6DAF0A.jpg" /></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=195515</link>
				<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 07:31:23 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Cicloturismo laghi della Garfagnana: lago di Gramolazzo, lago di Vagli, lago di Isola Santa e lago di Pontecosi,</p>
<p>In una caldissima giornata di estate segnata dal famigerato [&hellip;] <img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2022/07/70BB3482-67D0-4A67-8570-0DA2C5CCA1AB_1_102_a.jpeg" /></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=195345</link>
				<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 09:48:05 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Creare un percorso significa pensarlo, studiarlo su mappa per trasformarlo in uno strumento che possa essere portato su strada e così testarlo per trovare tutti i suoi pregi e [&hellip;] <img loading="lazy" src="https://www.cicloturismo.it/wp-content/uploads/2022/07/AAA-IMG_9997.jpg" /></p>
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				<title>Redazione ha scritto un nuovo articolo</title>
				<link>https://www.cicloturismo.it/?p=195290</link>
				<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 06:42:17 +0200</pubDate>

									<content:encoded><![CDATA[<p>raggiungere l’altopiano delle Pizzorne è sempre una bella sfida da 80 metri di dislivello a quasi 1000 in pochi km farlo da Matraia è un ottimo allenamento. sei km di pura pazzia una buona preparazione per il San [&hellip;]</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Pizzorne da Matraia" width="1100" height="825" src="https://www.youtube.com/embed/rjaolq5exnc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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