Volkswagen si butta sulle e-bike: tecnologie automobilistiche di sicurezza applicate alla pedalata assistita

Quando un colosso dell’automobile sceglie di produrre biciclette, di solito significa che qualcosa, altrove, non sta andando come previsto. Il Gruppo Volkswagen attraversa uno dei momenti più complessi della propria storia recente, tra discussioni su riduzioni del personale, la possibile chiusura di impianti storici in Germania e un mercato dell’auto elettrica che rallenta più del previsto. E proprio mentre taglia da una parte, dall’altra guarda con crescente interesse alla micromobilità a due ruote.

In collaborazione con n+, azienda specializzata in mobilità elettrica leggera, Volkswagen ha presentato una nuova gamma di e-bike prodotte su licenza ufficiale. L’idea di fondo è trasferire alle due ruote le tecnologie di sicurezza attiva maturate per decenni nel settore automobilistico, puntando sulla prevenzione del rischio urbano più che sulle sole prestazioni di motore e batteria, come se una bicicletta potesse finalmente pensare come un’auto in fatto di protezione del guidatore.

L’architettura tecnologica racconta bene questa ambizione. Sul manubrio è integrata una videocamera ad alta definizione che funziona da specchietto retrovisore digitale, in sinergia con un radar posteriore capace di rilevare veicoli in avvicinamento negli angoli ciechi. Nel telaio, una striscia a LED cambia colore in base alle manovre: rossa in frenata, ambra quando si aziona l’indicatore di svolta, un piccolo linguaggio visivo che parla il traffico prima ancora che il ciclista debba spiegarsi a gesti.

A completare il quadro arrivano due accessori pensati per dialogare con la bicicletta. Un casco intelligente, collegato via Bluetooth, integra luci sincronizzate con quelle del telaio e un accelerometro che riconosce le cadute, attivando una chiamata automatica d’emergenza. Occhiali smart con tecnologia Head-Up Display, mutuata da auto di lusso e ambito aeronautico, proiettano direttamente nel campo visivo indicazioni di navigazione e avvisi sul traffico alle spalle. L’ingresso diretto di un gruppo come Volkswagen in questo mondo conferma quanto il confine tra quattro e due ruote si stia assottigliando, anche se la data di lancio commerciale resta ancora un mistero.