Via Francigena, la strada che un arcivescovo raccontò per errore e che oggi porta i ciclisti fino a Roma

Sigerico non voleva lasciare in eredità una mappa a nessuno. Nel 990 dopo Cristo, tornando a casa da Roma dopo aver ricevuto il pallio vescovile, annotò semplicemente dove si era fermato ogni notte. Settantanove righe scritte per memoria personale sono diventate, mille anni dopo, l’itinerario ufficiale di uno dei cammini più pedalati d’Europa.

Chiedere quanto sia lunga davvero la Via Francigena in bicicletta apre una discussione che non trova mai una risposta univoca. Chi parte dal Gran San Bernardo conta circa 1042 chilometri, chi sceglie il valico del Monginevro ne aggiunge un’altra ventina. Le guide più caute preferiscono restare sul vago e parlare di un migliaio di chilometri, lasciando il resto alla variante scelta.

Il primo giorno in sella regala già il paesaggio più spettacolare di tutto il viaggio. Dalla Valle d’Aosta si scende tra castelli e vigneti terrazzati, con le Alpi ancora alle spalle, prima che il Piemonte apra la strada verso la pianura. È un ingresso quasi brusco nella parte più lunga e meno movimentata del cammino.

Per centinaia di chilometri la Francigena si confonde con l’agricoltura italiana. Risaie lombarde, campagne emiliane, argini del Po scorrono uno dopo l’altro sotto le ruote. Il ciclista pedala tra Pavia e Piacenza attraversando un paesaggio che cambia lentamente, quasi impercettibilmente, un campo coltivato dopo l’altro.

Poi arriva il momento in cui tutto cambia in poche ore. Il Passo della Cisa, oltre i mille metri, spezza la monotonia della pianura e spalanca le porte della Lunigiana. Da qui la Toscana si presenta con le sue strade bianche e i suoi filari di cipressi, un paesaggio che sembra costruito apposta per essere vissuto pedalando, non solo raccontato dopo.

Roma arriva alla fine di ventitré o ventiquattro tappe, a seconda di quanto ci si sia concessi soste e deviazioni lungo la strada. Chi ha pedalato almeno gli ultimi duecento chilometri può ritirare il Testimonium, timbro dopo timbro, come Sigerico non ha mai potuto fare. Lui, semplicemente, tornava a casa. Chi pedala oggi la sua strada, invece, sa esattamente cosa sta cercando.