Un mare di buoni motivi

Un mare di buoni motivi

Sì, viaggiare in bici, supero l’Infinito e arrivo a Porto Recanati e ritorno. Le Marche non sono certo una ciclabile, e per chi ama le salite c’è stra

Sì, viaggiare in bici, supero l’Infinito e arrivo a Porto Recanati e ritorno. Le Marche non sono certo una ciclabile, e per chi ama le salite c’è strada da sudare. Per essere liberi, per essere felici in un giorno qualunque. Se un ciclista si spoglia è come se continuasse ad indossare la sua tuta. I segni netti del l’abbronzatura sono difficili da compensare. E si finisce per correre senza guanti, per non sembrare Topolino, gli uomini a dorso nudo e le donne in top. Uno spettacolo e se cadi sei rovinato. Segni su segni, si fa perfino a gara a chi li ha più netti, perché se li hai davvero imbarazzanti vuol dire che sei tu il top biker che corre anche nel fuoco.

Alla fine meglio arrivare al mare, chiedere una frittura di pesce e una media bionda che, in onore ai vecchi bar di provincia, è più rinfrescante se corretta con una Cedrata Tassoni ghiacciata. Complici i ragazzi del #balnearegiovannidachristian che fanno i guardiani a bici, tuta e a quelle quattro cose indispensabili. Il mare è caldo, ed è bello fare un tuffo per poi stendersi a prendere il sole. Poi, con il sale sulla pelle, sulla strada del ritorno, non fa nulla se la sella di cuoio nuova si bagna, tanto la faccia di chi ha fatto la bravata c’è l’hai lo stesso e pensi che tutte le tue giornate le devi vivere così, piene di sfacciata passione per la vita.

Cristina Rauso

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