Un elicottero trasporta la bicicletta oltre un fiume impossibile da attraversare, poi comincia il vero viaggio verso l’oceano

Poche ciclovie al mondo racchiudono l’intero senso del viaggio già nel proprio nome, senza bisogno di ulteriori spiegazioni o slogan pubblicitari. Alps 2 Ocean lo fa senza il minimo sforzo, collegando la base dell’Aoraki, la montagna più alta della Nuova Zelanda, alla costa del Pacifico a Oamaru, sull’isola del Sud. Il sito ufficiale del percorso indica 316 chilometri complessivi, una delle distanze maggiori tra i ventitré grandi itinerari ciclabili del paese.

L’inizio del viaggio resta impossibile da dimenticare per chiunque l’abbia vissuto sulla propria pelle, letteralmente sospeso a mezz’aria. Dal campeggio di White Horse Hill, vicino al villaggio di Mount Cook, pochi chilometri di sterrato portano fino a un piccolo aeroporto locale, da dove un elicottero trasporta ciclisti e biciclette oltre il fiume Tasman, un corso d’acqua intrecciato e instabile, troppo pericoloso da guadare in qualsiasi altro modo conosciuto. Volare sopra la montagna più alta del paese prima ancora di aver davvero pedalato un solo metro resta, per molti, il ricordo più vivido di tutta l’esperienza, qualcosa da raccontare per anni.

Atterrati dall’altra parte, la strada segue le rive del lago Pukaki, con quel colore turchese quasi irreale che ha reso questo luogo celebre ben oltre i confini neozelandesi, sempre sotto lo sguardo silenzioso delle Alpi meridionali che sembrano non staccarsi mai dallo sfondo. Si passa per Twizel, si costeggia il lago Ohau, e si sale fino al punto più alto dell’intero tracciato, da cui si domina l’intero bacino del Mackenzie, un altopiano coperto di erba secca che ondeggia a perdita d’occhio, come un mare biondo e immobile.

Scendendo verso Omarama, il paesaggio comincia lentamente a cambiare pelle, entrando nella valle del fiume Waitaki, riconosciuta geoparco mondiale Unesco per le sue formazioni geologiche uniche al mondo. Vigneti, laghi artificiali legati al sistema idroelettrico locale e campagne in continua trasformazione accompagnano il ciclista sempre più vicino alla costa, chilometro dopo chilometro, quasi senza che ce ne si accorga davvero.

Le tappe finali ripercorrono in parte vecchie linee ferroviarie ormai dismesse, tra formazioni rocciose calcaree e valli che si fanno progressivamente più dolci, fino a raggiungere Oamaru. La città, famosa per gli edifici vittoriani costruiti nella caratteristica pietra color crema, custodisce anche una colonia di pinguini blu, i più piccoli al mondo, osservabili al tramonto proprio vicino al porto dove il viaggio, letteralmente dalle Alpi all’oceano, trova la sua conclusione più naturale e commovente.

Diviso in nove sezioni con difficoltà tra facile e intermedia, il percorso si completa solitamente in cinque o sette giorni, con tappe quotidiane tra i trentacinque e gli ottanta chilometri. Sterrato e strade secondarie a basso traffico lo rendono accessibile anche a chi non ha un allenamento specifico alle spalle, a patto di montare gomme abbastanza larghe da affrontare senza troppe sorprese i tratti meno regolari del tracciato.