Work in progress per un’edizione completamente rinnovata. Nuova partenza, nuovi percorsi e un evento che torna a vivere da solo. Due punti cominciano però a prendere forma: la salita di Sassi e l’immancabile San Pellegrino in Alpe.
È una frase che utilizzo spesso, ma probabilmente è quella che meglio racconta come nascono i nostri eventi.
Prima delle cartine, prima delle tracce GPX, prima dei regolamenti e delle iscrizioni, ci sono una bicicletta, una strada e un’idea.
E in questi giorni siamo proprio lì: stiamo costruendo il Tuscany Extreme 2027.
La prossima edizione segnerà un cambiamento importante. Il Tuscany Extreme tornerà a essere un evento a sé, separato dalla Granfondo del Vento, con una propria identità, una propria giornata e soprattutto con una nuova casa.
Partenza e arrivo saranno nel Comune di Fabbriche di Vergemoli, nel cuore di un territorio straordinario che offre possibilità quasi infinite per immaginare un grande percorso ciclistico.
Le idee sono tantissime.
Sto valutando strade, salite, collegamenti e diverse possibilità per costruire qualcosa che sia davvero all’altezza del nome Tuscany Extreme.
Ma c’è già un primo tassello che considero praticamente certo.
La salita di Sassi
Prima di tornare sul San Pellegrino in Alpe ho voluto provare la salita di Sassi.
Una strada che mi ha convinto e che, salvo cambiamenti legati alla definizione finale del tracciato, sarà parte del Tuscany Extreme 2027.
È esattamente questo il modo in cui voglio continuare a costruire i nostri eventi: andando sulle strade, provandole personalmente, cercando di capire non soltanto cosa racconta una cartina, ma cosa raccontano veramente quando ci sei sopra una bicicletta.
Perché un percorso non è una somma di chilometri e metri di dislivello.
Un percorso deve avere un’anima.
Deve alternare fatica e bellezza, deve sorprendere e, soprattutto, deve lasciare qualcosa a chi lo percorre.
Poi c’è lui: il San Pellegrino in Alpe
Se tutto il resto è ancora work in progress, un punto fermo esiste già: il San Pellegrino in Alpe.
Il mostro sacro.
Ci siamo tornati ieri e, ancora una volta, quella montagna ci ha ricordato perché non può mancare.
Il San Pellegrino non è soltanto una salita da inserire dentro una traccia. Per il Tuscany Extreme è diventato qualcosa di diverso.
È una promessa.
In questi anni molti ciclisti mi hanno raccontato che, probabilmente, da soli non avrebbero mai deciso di affrontarlo. Lo hanno fatto perché c’era il Tuscany Extreme, perché c’era un appuntamento segnato sul calendario e perché qualcuno aveva detto loro: venite, vi portiamo lassù.
Ed è forse questa una delle soddisfazioni più grandi.
Portare una persona ai piedi di una salita che teme e ritrovarla qualche tempo dopo in cima significa averle regalato qualcosa che non si misura con un cronometro.
Una vittoria personale. Una medaglia che non ha bisogno di essere appesa al collo. Una bandiera piantata in un luogo che non dimenticherà.
Ieri, insieme a noi, c’era anche Andrea
La ricognizione sul San Pellegrino ha avuto anche un significato particolare.
Eravamo in quattro del temerario Pedale Pesciatino e con noi c’era Andrea.
Quindici anni, una bicicletta d’altri tempi, rapporti tutt’altro che ideali per affrontare una salita del genere e nessuna lamentela.
Zero scuse.
A un certo punto l’ho visto uscire all’attacco.
Solo cuore.
Quello che lo sport chiede. Quello che la bicicletta, sport di endurance, insegna a chi decide di mettersi in sella.
Ed è anche da episodi come questo che capisco quanto sia importante continuare a lavorare sui giovani e riuscire a trasmettere loro non soltanto la passione per la bicicletta, ma il gusto della fatica, della scoperta e della conquista.
Prima sulle nostre gambe, poi sulle vostre
Questo è il principio con cui continueremo a lavorare nei prossimi mesi.
Ogni ipotesi di percorso sarà verificata. Le strade saranno percorse, le salite provate e le alternative valutate.
Prima sulle nostre gambe.
Poi, quando saremo convinti di aver costruito qualcosa di speciale, lo porteremo a voi.
Perché dietro un evento non dovrebbero esserci soltanto organizzazione, permessi e classifiche.
Ci deve essere amore per la bicicletta e per il territorio.
Le idee migliori spesso nascono proprio mentre si pedala: dietro una curva, davanti a una strada mai percorsa oppure nel momento in cui, arrivati in cima, ci si volta indietro e si pensa immediatamente a quante altre persone vorremmo portare nello stesso posto.
È così che stiamo immaginando il Tuscany Extreme 2027.
Fabbriche di Vergemoli sarà la nuova casa.
La salita di Sassi è uno dei primi tasselli.
Il percorso definitivo è ancora tutto da costruire.
Ma una certezza possiamo già darvela:
al San Pellegrino in Alpe torneremo.
Perché ognuno di noi, almeno una volta, ha bisogno di trovare una montagna sulla quale piantare la propria bandiera.
E noi vogliamo continuare a portarvi lassù.
Tuscany Extreme 2027. Work in progress.
Ma dove vi porto? Nei posti più belli del mondo.











