Trieste ospiterà la Conferenza Europea di EuroVelo e Cicloturismo nel 2027, dopo il successo del progetto CYROS

Dal ventinove settembre al primo ottobre 2027, Trieste diventerà per qualche giorno il centro gravitazionale del cicloturismo europeo. La città è stata scelta per ospitare la Conferenza EuroVelo e Cicloturismo, uno degli appuntamenti più attesi del calendario continentale dedicato alla mobilità dolce. L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, Cristina Amirante, che ha parlato senza mezzi termini di una vetrina internazionale per anni di lavoro sull’area adriatico-ionica.

Dietro questo risultato c’è il progetto CYROS, nato nel marzo 2024 per costruire un percorso ciclabile sostenibile transfrontaliero, con scadenza fissata a fine dicembre 2026 e un budget di due milioni e mezzo di euro. Tre le direttrici seguite fin dall’inizio: cucire meglio insieme treni, autobus e traghetti per chi viaggia in sella, portare la tecnologia dentro infrastrutture spesso ancora analogiche, e convincere i turisti a spalmare le proprie vacanze anche fuori dai mesi più caldi dell’estate, quando le strade sono meno affollate e i paesaggi restano gli stessi.

Il risultato più tangibile ha già un nome e un binario reale, Bike and Bus, il servizio pilota che collega Trieste a Poreč lungo la storica Parenzana. Attivo nei weekend da giugno a novembre 2025, ripartito da aprile a inizio novembre 2026 con la sola eccezione di agosto, ha già messo insieme ottantatré viaggi di andata e ritorno e milleottocentoventiquattro passeggeri trasportati: numeri ancora piccoli, ma che raccontano un servizio già vivo, non solo annunciato sulla carta.

A questo si aggiunge una mappa digitale dell’intero corridoio adriatico-ionico, racchiusa in una piattaforma WebGIS e in un’app pensata per costruire viaggi multimodali senza intoppi lungo il confine tra i due paesi. Sedici workshop sparsi sul territorio, corsi di formazione bilingue, e l’Assemblea Generale della Mobilità Ciclistica ospitata a Udine completano un mosaico che, secondo Amirante, dimostra quanto la regione creda in percorsi ciclabili capaci di ignorare del tutto i confini nazionali.