Sono le tre di notte e vi svegliate di colpo. Fuori la tenda è coperta di rugiada, dentro il respiro fa una piccola nuvola. Vi stringete nel sacco a pelo, ma un brivido vi risale dalla schiena. Il sacco vi sembra il colpevole perfetto, e invece la risposta è sotto di voi.
È il terreno a rubarvi il calore, minuto dopo minuto, per tutta la notte. Quando vi sdraiate, l’imbottitura del sacco si schiaccia e smette quasi di isolare. Tra voi e la terra fredda resta solo il materassino. Se è sottile, la notte sarà lunga.
Per scegliere bene c’è un numero da conoscere, il valore R. Indica quanto il materassino vi protegge dal suolo. Dal 2020 i grandi produttori lo misurano tutti con lo stesso test, lo standard ASTM F3340, quindi potete confrontare marche diverse. E la scala è semplice, perché un R4 isola il doppio di un R2.
Quanto vi serve davvero? Nelle notti sopra i 10 gradi basta un valore tra 1 e 2,5. Ma l’autunno porta spesso temperature tra i 10 e i meno 7, e allora conviene salire tra 2,5 e 4,5. Se il termometro scende ancora, puntate tra 4,5 e 6.
Ecco il trucco che molti cicloturisti esperti usano. I valori R si sommano. Mettete un materassino di espanso da R2 sotto uno gonfiabile da R3,5 e otterrete circa R5,5. In più l’espanso protegge quello gonfiabile da spine e sassi, e si lega in un attimo al portapacchi.
Ora guardate l’etichetta del sacco a pelo, ma leggetela bene. Lo standard europeo, oggi ISO 23537, riporta diverse temperature. Quella di comfort è il punto in cui una donna di corporatura media dorme serena. Quella limite è il punto in cui un uomo medio, rannicchiato, smette appena di tremare.
E poi c’è la temperatura estrema, quella che inganna tutti. Sembra una promessa, ma è un avvertimento. Indica la soglia oltre la quale, dopo sei ore, si rischia l’ipotermia. Ignoratela e scegliete sempre guardando il comfort, con qualche grado di margine se siete freddolosi.
Attenzione anche a un dettaglio nascosto. Quelle temperature vengono misurate con un buon materassino, dentro una tenda, con indosso uno strato termico, calze e berretto. Se dormite su un materassino da spiaggia, quei numeri non valgono più. Il cerchio, ancora una volta, si chiude sotto la vostra schiena.
Resta la grande scelta, piuma o sintetico. La piuma è leggera, calda e si comprime fino a sparire in una piccola borsa da bikepacking. Ma quando si bagna perde gran parte del suo potere, anche se molti modelli oggi sono trattati contro l’umidità. Il sintetico pesa e ingombra di più, ma costa meno e vi scalda anche quando è umido.
In autunno ascoltate il meteo prima del cuore. Se vi aspettano notti secche e fredde, la piuma vi farà sentire in un nido. Se pioverà spesso e la tenda gronderà di condensa, il sintetico vi darà più tranquillità. E in ogni caso, il sacco viaggia sempre chiuso in una sacca impermeabile.
Infine, i piccoli gesti che fanno la differenza. Togliete i vestiti sudati della giornata ed entrate nel sacco asciutti. Mangiate qualcosa prima di dormire, perché il corpo ha bisogno di energia per scaldarsi. Infilate un berretto e un paio di calze pulite, chiudete gli occhi e lasciate che il freddo resti fuori dalla tenda.











