Sulle tracce del Ćiro, 157 chilometri in bici dove un tempo correva un trenino

Chiudete gli occhi e ascoltate. Un fischio lontano, lo sferragliare delle ruote, un filo di fumo tra le rocce dell’Erzegovina. Per settant’anni questo era il suono del Ćiro, il trenino a scartamento ridotto che portava fino al mare. Oggi resta solo il silenzio, e una strada perfetta per le biciclette.

La storia comincia con l’Impero austro-ungarico. Nel 1885 i binari uniscono Metković a Mostar, nel 1901 raggiungono Dubrovnik. Poi, nel 1976, l’ultimo viaggio. La ferrovia viene abbandonata, ma il suo tracciato aspetta paziente una seconda vita.

Quella vita è arrivata con la Ćiro Trail. Sono circa 157 chilometri tra Mostar e Dubrovnik, un po’ su asfalto e un po’ su ghiaia. Le salite sono morbide, perché nessun treno a vapore amava arrampicarsi. Voi, invece, amerete ogni curva.

Il primo colpo al cuore arriva subito. A Mostar il Ponte Vecchio disegna un arco perfetto sopra le acque smeraldo della Neretva. Patrimonio UNESCO, simbolo di un intero Paese. Guardatelo bene, perché da qui inizia il viaggio.

Scendendo verso sud, la terra lascia spazio all’acqua. Vicino a Čapljina affiorano i resti di una villa romana, poi si entra nel regno di Hutovo Blato. Paludi, canneti, lagune dove si posano aironi e uccelli migratori. Il rumore più forte, qui, è quello di un battito d’ali.

Poi arriva il bivio. Potete seguire le strade asfaltate tra i villaggi o restare fedeli alla ferrovia. La seconda scelta vi porta dentro una decina di gallerie sterrate. Accendete la luce, respirate l’aria fresca della roccia e lasciatevi sorprendere.

Una di queste gallerie supera i trecento metri e ha abitanti speciali. Sono pipistrelli, che vivono lì da quando il treno se n’è andato. Poco lontano, a Zavala, si apre la grotta di Vjetrenica, la più grande della Bosnia ed Erzegovina. A Ravno, invece, vi accoglie una chiesa medievale dedicata a San Mitro.

L’ultimo tratto è pura emozione. Si passa il confine croato vicino a Ivanica e la strada comincia a scendere. Tra le rocce appare una striscia blu, poi un’altra, poi tutto il mare. Laggiù, dorate nel sole, vi aspettano le mura di Dubrovnik.

Per questo viaggio serve una bici solida, meglio una gravel o una trekking con gomme robuste. Alcuni sterrati sono poco curati, le distanze tra i paesi sono lunghe. Portate acqua e una buona luce. E scegliete la primavera o l’autunno, quando il sole scalda senza bruciare.