Sul Conero anche l’Adriatico impara a fare le curve, tra falesie a picco e un promontorio che sembra fuori posto

L’Adriatico, si sa, ama le linee dritte. Spiagge piatte, coste basse, orizzonti senza sorprese per centinaia di chilometri. Poi, all’improvviso, arriva il Conero, e tutto quello schema salta in aria. Il promontorio si alza fino a 572 metri direttamente sul mare, portando con sé un intero sistema di strade e sentieri che negli anni si è trasformato in uno dei territori più sorprendenti delle Marche per chi ama pedalare.

Ad Ancona comincia il tratto più accessibile, la Ciclopedonale del Conero, circa dieci chilometri che attraversano i quartieri di Varano, Montacuto e Pietralacroce prima di scendere verso la baia di Portonovo. Campi coltivati, vigneti, case coloniche sparse qua e là, e poi, quasi senza preavviso negli ultimi chilometri, il mare che si apre come una ricompensa meritata dopo la salita affrontata poco prima.

Questo tracciato è solo il primo tassello di un progetto ben più ambizioso. L’obiettivo dichiarato è collegare 14 comuni dell’entroterra anconetano lungo 37 chilometri complessivi di ciclabile, inserita nella più ampia Ciclovia Adriatica ma con un’identità profondamente diversa, fatta di campagna e collina più che di lungomare affollato.

Chi vuole davvero mettere alla prova le gambe trova nell’anello panoramico del Monte Conero, quasi 52 chilometri da Ancona, la sfida giusta. Vigneti e uliveti accompagnano la salita fino all’Abbazia di San Pietro al Conero, aggrappata a uno sperone roccioso come se sfidasse apertamente la gravità, e poco più avanti si apre il punto panoramico sulla spiaggia delle Due Sorelle, forse l’immagine più condivisa di tutta la costa marchigiana.

Sirolo e Numana chiudono la parte più turistica del giro, tra locali sul mare e calette raggiungibili solo via terra o in barca. Chi preferisce invece l’entroterra punta verso Osimo, con la Cattedrale di San Leopardo a dominare la città dall’alto, e le Grotte del Cantinone scavate nell’arenaria proprio sotto il centro storico, un mondo sotterraneo che pochi si aspettano di trovare in una gita in bicicletta.

Ancora più lontano attendono Loreto, con la Basilica della Santa Casa meta di pellegrinaggi da secoli, e Castelfidardo, città natale della fisarmonica italiana. Un’ultima curiosità che racconta forse meglio di ogni altra cosa lo spirito del Conero, un promontorio che sembra fuori posto sull’Adriatico e che proprio per questo, chilometro dopo chilometro, continua a regalare sorprese a chi decide di scoprirlo in sella invece che dall’ombrellone.