Chi viaggia in bicicletta scende dalla sella molto più spesso di quanto immagini, e questo cambia tutto quando si tratta di scegliere le scarpe. Visite ai centri storici, soste per una fotografia, passeggiate serali nei borghi attraversati durante il giorno: la scarpa da cicloturismo non può ridursi a una semplice scarpa da corsa o da bici da strada, deve rispondere a due esigenze che vanno in direzioni opposte, pedalare con efficienza e camminare senza soffrire.
La prima decisione riguarda il tipo di attacco al pedale. Le scarpe SPD, compatibili con i pedali a doppio innesto tipici di mountain bike e gravel, restano la scelta più diffusa tra chi ha già macinato qualche viaggio. La tacchetta incassata nella suola, meno sporgente rispetto ai sistemi da strada, permette di camminare senza quel fastidioso ticchettio metallico e senza il rischio di scivolare sulle superfici lisce, un dettaglio che si apprezza davvero solo quando si visita una città a piedi dopo ore già passate in sella.
La rigidità della suola merita un ragionamento tutto suo, diverso da quello delle scarpe agonistiche. Una suola troppo rigida, perfetta per trasferire ogni watt in gara, diventa scomoda e innaturale non appena si comincia a camminare, mentre una troppo morbida disperde energia a ogni pedalata, restituendo meno di quanto le gambe stiano spingendo. La soluzione più equilibrata per il cicloturismo assomiglia più a un modello da mountain bike all mountain, con una suola sufficientemente morbida e tassellata da garantire aderenza sui sentieri sterrati, senza però sacrificare troppo l’efficienza sui lunghi tratti asfaltati.
Il contesto del viaggio pesa quanto la scarpa stessa. Chi affronta un tour tra grandi città europee, magari passeggiando a lungo lungo i canali di Amsterdam o le vie di Berlino, dovrebbe privilegiare il comfort della camminata rispetto alla performance in sella. Chi invece percorre sterrati e sentieri di montagna troverà più utile una scarpa vicina al trekking leggero, capace di proteggere il piede da pietre e radici lungo il cammino. In ogni caso, provarle con i calzini che si useranno davvero in viaggio, magari camminandoci per qualche minuto in negozio, resta il modo più onesto per capire se quel modello reggerà settimane di pedalate e passeggiate una dietro l’altra.











