C’è una regione spagnola che per anni è stata soprattutto un luogo di passaggio, la terra che si attraversa in fretta per arrivare a Madrid o raggiungere la costa. Ora la Castiglia-La Mancia prova a ribaltare questa immagine con un colpo solo: è nato il Rural Bike Conecta CLM, duemilacentottanta chilometri di ciclabili che attraversano centosessantotto comuni, offrendo finalmente un motivo per fermarsi, non solo per passare oltre.
Dietro il progetto ci sono 2,4 milioni di euro, arrivati dai fondi europei Next Generation e pensati proprio per interventi capaci di rimettere in moto le economie rurali attraverso infrastrutture sostenibili. Sul terreno, questo si è tradotto in oltre tremiladuecento cartelli segnaletici piantati lungo l’intero tracciato, un numero che da solo racconta la complessità di coordinare un’opera così estesa su un territorio tanto vasto e frammentato.
La scelta più interessante riguarda però cosa collega questa rete, non solo quanto è lunga. Il percorso non si accontenta dei grandi centri urbani della regione: attraversa allo stesso modo capoluoghi di provincia e minuscoli borghi rurali, quelli che di solito restano fuori da ogni circuito turistico organizzato. Dietro questa scelta c’è un obiettivo preciso, usare il cicloturismo come leva per riportare visibilità, e magari un po’ di economia, in comunità che negli ultimi decenni hanno visto svuotarsi lentamente le proprie strade.
Il momento non è casuale. In tutta Europa diverse regioni stanno investendo su progetti simili, intercettando una domanda di turismo lento che continua a crescere anno dopo anno. Per la Castiglia-La Mancia, così a lungo relegata al ruolo di corridoio tra due destinazioni più famose, il Rural Bike Conecta è l’occasione per diventare finalmente una meta a sé, non solo una tappa obbligata lungo la strada verso qualcos’altro.











