Riccione scommette sull’entroterra, cultura, benessere e bicicletta per allungare la stagione oltre l’ombrellone

Riccione ha deciso di raccontarsi anche in sella. Dietro l’immagine da cartolina fatta di ombrelloni e lungomare, la località romagnola sta costruendo una rete di percorsi cicloturistici pensata per collegare la costa alle colline dell’entroterra riminese, aprendo ai visitatori una Romagna rimasta a lungo ai margini delle proposte più battute, nascosta a pochi chilometri dal litorale.

I tracciati inseguono un obiettivo preciso, unire il mare ai borghi Malatestiani, Gradara, Verucchio e Santarcangelo di Romagna, permettendo di lasciarsi la spiaggia alle spalle senza dover mai salire in auto. Pedalata dopo pedalata si scopre l’eredità della famiglia Malatesta, tra rocche che dominano la valle, centri medievali rimasti quasi intatti e paesaggi collinari che rallentano il ritmo rispetto al brulicare del lungomare estivo.

L’idea di fondo, semplice da spiegare, si muove su un calendario preciso. Spostare parte dell’attenzione turistica dai mesi centrali dell’estate verso primavera e autunno, quando arrampicarsi tra le colline diventa un piacere e non una sfida contro il caldo di agosto. La bicicletta diventa così lo strumento principale per allungare la stagione, un motivo concreto per fermarsi a Riccione anche fuori dalle settimane più calde, ed esplorare un territorio che il turismo balneare classico ha sempre relegato sullo sfondo.

Riccione non pedala da sola su questa strada. Diverse località costiere della Romagna stanno investendo in parallelo su reti cicloturistiche simili, convinte che collegare mare ed entroterra su due ruote sia uno dei modi più efficaci per distribuire i flussi turistici lontano dai soli mesi di punta. Un cambiamento che procede piano, ma punta a consolidarsi negli anni, trasformando la Perla Verde in una destinazione capace di parlare anche a chi cerca vacanze attive, non solo il classico relax da spiaggia.