Rapporti agili per il viaggio in bici carica, il segreto per sorridere anche in salita

Siete al terzo giorno di viaggio. La strada si impenna al dieci per cento, le borse vi tirano all’indietro e la mano cerca un rapporto che non c’è più. Le gambe bruciano, la bici rallenta, il pedale si pianta. Pochi metri dopo siete a piedi, a spingere.

Vi suona familiare? Non è colpa del vostro allenamento. Quasi sempre è colpa di due numeri scelti male, i denti della corona e quelli del pignone. Con venti chili in più, la trasmissione che andava benissimo nei giri della domenica diventa una trappola.

La regola d’oro è intuitiva. Quando la corona davanti è più piccola del pignone dietro, ogni pedalata fa girare la ruota meno di un giro. La bici avanza piano, ma voi continuate a pedalare. È la differenza tra salire e arrendersi.

Per misurare tutto, i cicloturisti usano un’unità curiosa, il pollice di sviluppo. Viene dai tempi dei bicicli con la ruota gigante. Si moltiplica il diametro della ruota per i denti della corona, poi si divide per quelli del pignone. Più il numero è basso, più la salita si addolcisce.

Ora, quanto in basso? Gli esperti di viaggi in bici indicano una scala chiara. Senza bagagli bastano circa 33 pollici, con dieci chili meglio 25. Oltre i venti chili si scende a 20, e per il fuoristrada carico addirittura a 18.

Mettiamo alla prova due trasmissioni gravel moderne. Una monocorona da 40 con un pignone da 51 vale circa 22 pollici su ruota da 700. Una doppia con la piccola da 31 e un pignone da 36 si ferma a circa 24. Ottime per le colline, un po’ giuste per un passo alpino con la tenda sul manubrio.

Poi c’è la grande domanda, una, due o tre corone? La monocorona è semplice, robusta, quasi impossibile da sbagliare, ma lascia salti ampi tra un rapporto e l’altro. La doppia rende i cambi più fluidi. La vecchia tripla da viaggio, magari una 44, 32 e 22, resta la regina della gamma.

E in discesa? Un rapporto troppo corto vi farà girare le gambe a vuoto, è vero. Ma con le borse si viaggia raramente a velocità da corsa. Meglio perdere qualche chilometro orario in pianura che perdere il sorriso in salita.

Prima di partire, fate una prova semplice. Caricate la bici come se foste in viaggio e attaccate la salita più cattiva della vostra zona. Se arrivate in cima con il rapporto più agile già inserito e il fiato corto, avete la risposta. Un pignone più grande costa poco, una vacanza a spingere costa molto di più.