Terzo giorno di viaggio. Il cielo si chiude, cominciano le prime gocce e in dieci minuti la strada diventa un fiume. La ruota dietro solleva una fontana di fango che vi colpisce la schiena, la borsa, il collo. In quel momento, ve lo garantiamo, vorreste solo un paio di parafanghi.
Eppure molti partono senza. Li trovano brutti, pesanti, rumorosi. La verità è che, scelti e montati bene, sono silenziosi e leggeri. E vi salvano non solo dal fango, ma anche dalla sabbia che consuma catena e freni, e dalle occhiatacce di chi pedala dietro di voi.
La prima scelta è tra due mondi. Da una parte i parafanghi completi, che avvolgono gran parte della ruota e si fissano al telaio con asticelle. Dall’altra quelli a sgancio rapido, che si montano in pochi secondi anche su una bici da corsa. I primi proteggono molto di più, ma pretendono gli attacchi giusti sul telaio.
Poi c’è la prova dello spazio, quella che decide tutto. Tra gomma e parafango servono circa due centimetri sopra e mezzo centimetro ai lati. Troppo poco e un sassolino può bloccare la ruota di colpo. Prima di comprare, prendete un metro e controllate sotto la forcella e dietro il movimento centrale.
La larghezza segue una regola facile da ricordare. Il parafango deve superare la gomma di circa un centimetro. Con coperture da 40 millimetri servono parafanghi da 50. E se potete sceglierli lunghi, soprattutto davanti, i vostri piedi vi ringrazieranno.
Plastica o metallo? La plastica, spesso rinforzata con un’anima metallica, pesa circa mezzo chilo e si monta in mezz’ora. Si piega senza rompersi, ideale se caricate la bici su treni e aerei. Il metallo è più rigido ed elegante, ma chiede un montaggio preciso e un pizzico di pazienza.
Due trucchi possono fare la differenza. Scegliete modelli con attacchi di sicurezza, che si staccano da soli se un ramo o un sasso si infila tra ruota e parafango. E se avete i freni a disco, preparatevi a far passare le asticelle attorno alla pinza, magari con un distanziale. Niente di impossibile, basta non farlo la sera prima della partenza.
Montateli qualche giorno prima e fate un giro di prova, meglio se su una strada bianca. Ascoltate la bici. Se non vibra e non struscia, siete pronti. E la prossima volta che il cielo si chiude, sorriderete sotto la pioggia.











