C’è qualcosa di quasi ribelle nel presentare, nel pieno del 2026, una mappa stampata su carta per orientarsi in bicicletta. Eppure è proprio quello che ha fatto nelle scorse settimane la European Cyclists’ Federation, pubblicando l’edizione aggiornata della mappa panoramica EuroVelo, in scala 1 a 5 milioni, capace di condensare in un solo foglio l’intera rete ciclabile europea, novantamila chilometri spalmati su diciassette percorsi ufficiali che attraversano l’intero continente.
Il primo cambiamento salta subito all’occhio, la legenda. Fino a poco tempo fa capitava che lo stesso tratto di percorso risultasse classificato diversamente a seconda che si consultasse la mappa cartacea o il pianificatore online, un piccolo cortocircuito burocratico capace di rovinare la pianificazione di un viaggio lungo. Ora le due fonti finalmente coincidono, e in fase di organizzazione questo dettaglio può fare la differenza tra una tappa pianificata bene e una giornata piena di sorprese poco piacevoli.
Il vero valore di questa edizione, però, sta negli aggiornamenti concreti sul territorio. L’EuroVelo 1, la grande rotta atlantica, guadagna 537 nuovi chilometri fino alla Galizia spagnola, chiudendo finalmente il collegamento con l’EuroVelo 3, la storica via dei pellegrini verso Santiago de Compostela. Due mondi del cicloturismo che sognavano di toccarsi da anni, quello costiero e quello spirituale, oggi finalmente uniti sulla mappa e non solo nelle intenzioni degli organizzatori.
Non è l’unica novità degna di nota. L’EuroVelo 15, che segue il corso del Reno, si allunga di 62 chilometri fino al Vorarlberg austriaco e al Liechtenstein, mentre in Italia meridionale l’EuroVelo 7 cambia rotta per attraversare la nuova Ciclovia dei Parchi calabresi, portando dentro la grande rete continentale un progetto fino a ieri solo regionale. Si aggiungono poi la certificazione ufficiale della sezione francese dell’EuroVelo 1 come percorso di alta qualità, e la ricertificazione di un ampio tratto renano dopo lavori di ammodernamento.
Chi sfoglierà la nuova mappa troverà anche codici QR pensati per collegare ogni sezione a informazioni aggiornate in tempo reale, oltre ai contatti verificati dei centri nazionali di coordinamento in ciascun paese attraversato. Per chi organizza un viaggio autonomo di più settimane, sapere subito a chi rivolgersi in caso di problemi lungo la strada vale spesso più di qualunque descrizione paesaggistica, per quanto suggestiva.
La mappa arriva a chi sostiene con una donazione le attività dell’organizzazione, motore da anni dello sviluppo della rete ciclabile più estesa al mondo. Un oggetto di carta, quasi anacronistico in un’epoca in cui quasi tutti pianificano i propri viaggi da uno schermo, che continua comunque a trovare posto nelle borse di chi preferisce ancora aprire una mappa sul tavolo la sera prima di partire, magari con un bicchiere di vino accanto.











