Nei Balcani sta per rinascere qualcosa che fino a poco tempo fa esisteva solo come traccia sbiadita di una vecchia ferrovia dismessa. La European Cyclists’ Federation ha annunciato la futura EuroVelo 21, un percorso di 1061 chilometri destinato a collegare, entro il 2031, il bacino del Danubio con la costa adriatica, attraversando Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Albania in un unico grande tracciato che unisce quattro capitali diverse.
Dietro il progetto c’è una collaborazione transfrontaliera piuttosto rara per intensità in questa regione, che mette insieme ministeri, enti turistici e organizzazioni non governative dei quattro paesi coinvolti. Buona parte del tracciato seguirà il sedime di un’antica ferrovia a scartamento ridotto, una scelta che promette pendenze relativamente dolci anche nei tratti più montuosi dei Balcani occidentali, dove le strade moderne raramente concedono simili favori a chi pedala.
Il viaggio comincerà a Belgrado, proprio nel punto in cui Sava e Danubio si incontrano, un crocevia destinato a diventare anche il punto d’incontro tra tre diverse ciclovie europee. Da lì il percorso attraverserà il Parco Naturale di Mokra Gora, dove corre ancora oggi lo Šargan Eight, l’unico treno a vapore rimasto in funzione nella regione, prima di entrare in Bosnia Erzegovina passando sopra lo storico ponte Mehmed Paša Sokolović, testimone silenzioso di secoli di storia balcanica.
Proseguendo verso sud si arriva a Sarajevo, e poco dopo a Mostar, dove il celebre Ponte Vecchio, patrimonio Unesco, resta probabilmente l’immagine più riconoscibile dell’intera regione. Da qui i ciclisti avranno una scelta da fare, deviare verso Dubrovnik per collegarsi all’EuroVelo 8 sul Mediterraneo, oppure proseguire verso il Montenegro seguendo ancora il tracciato dell’antica ferrovia, passando accanto alla grotta di Vjetrenica, altro sito Unesco noto per una biodiversità sotterranea che pochi altri luoghi al mondo possono vantare.
L’ultimo tratto attraverserà il Montenegro tra il Lago Salato e alcune delle vette più alte dei Balcani, fino a raggiungere il lago di Shkodër, proprio al confine con l’Albania. La città di Shkodër segnerà il punto d’arrivo ufficiale del percorso, con un collegamento diretto all’EuroVelo 8 e quindi all’intera rete mediterranea già esistente e ormai consolidata da anni di sviluppo.
Per la Bosnia Erzegovina, rimasta finora ai margini della grande rete ciclabile continentale, il progetto rappresenta un passo importante verso l’integrazione europea del cicloturismo, oltre che un’occasione concreta di sviluppo per comunità rurali spesso dimenticate dal turismo tradizionale. Prima però di diventare ufficialmente il ventesimo percorso della rete EuroVelo, il tracciato dovrà superare i rigidi criteri dello standard di certificazione europeo, un processo che secondo l’organizzazione richiederà ancora diversi anni di lavoro concreto sul territorio prima del riconoscimento definitivo.











