L’Italia fa lo scatto in testa al gruppo, la rete EuroVelo è pronta al 60 per cento

Pensate all’Europa come a un enorme puzzle di strade per biciclette. I pezzi sono lunghi più di 92.500 chilometri, e uniscono il Mare del Nord al Mediterraneo, l’Atlantico al Mar Nero. Per anni nessuno ha saputo dire con precisione quanti pezzi fossero davvero al loro posto. Da questo settembre la risposta c’è, e parla anche italiano.

Il nuovo rapporto della Federazione europea dei ciclisti ha rimesso in fila tutta la rete EuroVelo. Il verdetto è netto. Oltre 55.300 chilometri sono completi o certificati, il 60 per cento del totale. Aggiungendo i tratti già pedalabili ma ancora da rifinire, si arriva all’82 per cento.

La vera notizia, però, è un’altra. Tra tutti i Paesi, l’Italia è quello che ha fatto il salto più lungo, con un miglioramento del 17 per cento. A spingerla sono i lavori su due grandi itinerari, la Via Romea Francigena e la ciclovia del Mediterraneo. Per un Paese spesso accusato di pedalare in ritardo, è una rivincita da gustare.

Sul podio salgono anche l’Albania, che guadagna il 12 per cento lungo la sua costa, e la Polonia, cresciuta del 3 per cento. Due Paesi diversissimi, uniti dalla stessa voglia di aprirsi al turismo in bici. Il Mediterraneo, intanto, si conferma la frontiera più viva della rete. Chi sogna di costeggiarlo in sella ha buoni motivi per sorridere.

Come si fa a misurare una rete così vasta? Fino a ieri ogni nazione usava criteri propri, e i confronti zoppicavano. Ora conta la stessa bilancia per tutti, fatta di continuità del percorso, convivenza con il traffico e qualità del fondo. Il 2026 diventa l’anno zero, la linea di partenza da cui misurare ogni metro futuro.

Intanto la rete si fa vedere sempre di più. I cartelli ufficiali EuroVelo coprono oltre 42.800 chilometri in 26 Paesi, e nell’ultimo anno se ne sono aggiunti più di 4.300. C’è di più. Circa 166 milioni di europei vivono a meno di cinque chilometri da uno di questi itinerari, spesso senza saperlo.

Resta un 18 per cento di strada da costruire o da scoprire. La meta è il 2030, quando tutta la rete dovrà essere pedalabile senza interruzioni. Servirà un ritmo di circa 4.200 chilometri all’anno. Il puzzle non è finito, ma adesso si vede chiaramente l’immagine.