C’è una montagna in Sicilia che i locali chiamano semplicemente a muntagna, oppure idda, con un rispetto quasi religioso riservato a un vulcano che dal 2013 porta il titolo di patrimonio Unesco. L’Etna, tremilatrecentocinquantasette metri che dominano l’intera costa orientale dell’isola, offre ai cicloturisti un mosaico di itinerari capace di accontentare chiunque, dal giro rilassato fino alla salita più estrema verso i crateri sommitali.
Il percorso più iconico è il giro completo del vulcano, un anello che si sviluppa tra i centocinquanta e i centottanta chilometri a seconda delle varianti scelte. Il tracciato attraversa borghi storici come Adrano e Bronte, quest’ultima famosa in tutto il mondo per il proprio pistacchio, tra distese di fichi d’India e campi di lava che raccontano ere di eruzioni sovrapposte l’una all’altra. Superata la salita di Fontanamurata, la strada scende verso Randazzo, cittadina medievale incastonata tra tre parchi naturali, quello dell’Etna, dei Nebrodi e del fiume Alcantara.
Proseguendo verso est si entra nel cuore vinicolo del vulcano, attraverso Passopisciaro e Solicchiata, dove filari e panorami accompagnano la pedalata tra oltre venti cantine che punteggiano il versante orientale come piccole stazioni di ristoro. Linguaglossa, che negli ultimi trent’anni ha trasformato le proprie vie in una galleria a cielo aperto grazie ai murales, apre la strada verso Milo e infine Zafferana Etnea, la città del miele, dove una sosta tra degustazioni e pizza siciliana diventa quasi un rito prima di richiudere l’anello verso sud.
Chi cerca l’esperienza più estrema può affrontare la pista Altomontana, strada forestale che collega il versante nordest al Rifugio Sapienza a sud, muovendosi tra i millequattrocento e i duemila metri su lapilli e sabbie vulcaniche, tra rifugi in pietra lavica sempre aperti ma senza gestore. Con un buon allenamento, o l’aiuto di una e-bike, si può salire fino a duemilaottocentocinquanta metri, vicino all’osservatorio vulcanologico, da dove i crateri sommitali restano visibili in tutta la loro forza silenziosa, un finale che trasforma una semplice pedalata in un incontro ravvicinato con uno dei vulcani più attivi del pianeta.











