Le Winelands sudafricane in bicicletta, da Città del Capo a Franschhoek tra vigneti e passi di montagna

C’è una regione del Sudafrica dove la Table Mountain veglia in silenzio su filari di vite che producono alcuni tra i vini più raffinati dell’emisfero australe. Sono le Cape Winelands, e pedalarle significa affrontare un itinerario di più giorni fatto di salite serie, cantine storiche e una biodiversità così ricca che sulla sola Table Mountain crescono più specie vegetali di quante ne esistano in tutto il Regno Unito.

Il viaggio parte quasi sempre da Città del Capo, con una prima tappa verso Stellenbosch, sede della più antica strada del vino del Capo: centodue chilometri, settecento metri di dislivello, e l’attraversamento del sobborgo di Constantia, la zona vinicola più antica del Sudafrica. Fu qui che il governatore olandese Simon van der Stel diede il via alla produzione di vino già nel diciassettesimo secolo, tra tenute come Groot Constantia e Buitenverwachting che ancora oggi aprono le proprie cantine a chi arriva in sella.

Il momento che mette davvero alla prova le gambe arriva con il Franschhoek Pass, costruito nel 1833 dal Royal African Corps: settanta chilometri di salita con una pendenza del sei virgola tre per cento, fino a raggiungere Hermanus, celebre in novembre e dicembre per l’osservazione delle balene dalla costa. Franschhoek stessa, fondata dagli ugonotti francesi rifugiatisi qui nel Seicento, custodisce cantine come La Motte e Le Petite Ferme, accanto a una scena crescente di birrifici artigianali che oggi affianca la tradizione del vino.

Le Winelands non chiedono per forza gambe da atleta. Esistono percorsi più accessibili, come i dieci chilometri pensati per i principianti nella tenuta di Franschhoek, fino ai quaranta chilometri più duri riservati ai mountain biker esperti nella Jonkershoek Valley, incorniciata da pareti rocciose e cascate spettacolari. Marzo, quando in Sudafrica finisce l’estate, resta uno dei momenti migliori per partire: temperature calde ma non opprimenti, strade tranquille, e quella sensazione rara di pedalare in un posto dove vino, montagna e oceano sembrano essersi messi d’accordo.