Le Foreste Casentinesi, l’ultimo regno dei lupi appenninici che si esplora meglio in sella che a piedi

C’è un posto in Italia dove basta un weekend per sentirsi lontanissimi da tutto, pur restando a un’ora scarsa da Firenze. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a cavallo tra Toscana ed Emilia Romagna dal 1993, protegge oltre 36mila ettari di bosco antico. Faggete che non hanno mai visto una motosega, lupi che tornano a farsi sentire quando cala il buio, e ottanta sentieri diversi che aspettano solo qualcuno disposto a pedalarli.

Non è un parco che si racconta con una sola cartina. Centinaia di chilometri complessivi si intrecciano tra loro, adatti tanto al principiante in cerca di una prima uscita quanto al ciclista esperto affamato di dislivello. La difficoltà, semmai, sta nello scegliere da dove cominciare, non nel trovare qualcosa da pedalare.

Per chi preferisce partire con calma esiste una soluzione quasi perfetta, una vecchia ferrovia a scartamento ridotto oggi trasformata in pista forestale. Venti chilometri netti, andata e ritorno, senza salite degne di questo nome. Alcuni la considerano semplicemente la pista forestale più bella d’Italia, e pedalandola è difficile trovare argomenti per smentirli.

Chi invece cerca qualcosa di più impegnativo, capace di unire fatica e spiritualità, trova nel Giro del Casentino la risposta giusta. Quattro giorni su asfalto, percorribili sia con bici da corsa che con mountain bike, che toccano l’Eremo di Camaldoli, fondato nell’undicesimo secolo, e salgono fino al Santuario della Verna. È lì che, secondo la tradizione, San Francesco ricevette le stimmate nel 1224, in un luogo sospeso su uno strapiombo e circondato da abeti che sembrano vegliarlo ancora oggi.

Spostandosi sul lato romagnolo, verso Forlì Cesena, il terreno cambia pelle e diventa territorio ideale per le ruote tassellate. Si attraversano borghi come Premilcuore e Portico di Romagna, dove il tempo sembra essersi fermato tra le case in pietra. Per chi preferisce invece le gomme strette, resta la salita asfaltata verso il passo dei Mandrioli, seguita da una discesa liberatoria fino a Badia Prataglia.

Le e-bike hanno cambiato parecchio le carte in tavola negli ultimi anni, aprendo questi sentieri anche a chi prima avrebbe rinunciato per stanchezza. I punti di noleggio dentro il parco non mancano. Che si scelga la pista più semplice o l’intero giro tra eremi e crinali, le Foreste Casentinesi restano uno di quei luoghi dove pedalare diventa, quasi senza accorgersene, un modo per cercare silenzio.