L’Annapurna Circuit in bicicletta, cinquemilaquattrocentosedici metri di quota sul tetto del mondo

C’è un trekking tra i più celebri del pianeta che negli ultimi anni ha aperto le proprie porte anche a chi preferisce due ruote invece di due gambe. L’Annapurna Circuit, nel Nepal centrale, gira intorno all’intero massiccio dell’Annapurna, la cui vetta principale supera gli ottomila metri, nona montagna più alta del mondo, lungo un tracciato che tocca il passo Thorung La, considerato il valico più elevato del pianeta a cinquemilaquattrocentosedici metri sul livello del mare.

Il percorso corre su una strada sterrata parallela al sentiero escursionistico tradizionale, con una lunghezza totale che oscilla tra i centosessanta e i duecentotrenta chilometri, a seconda di quanto si scelga di appoggiarsi a mezzi motorizzati o di dove si decida di chiudere la traversata. La costruzione della strada, iniziata negli anni ottanta e ancora in fase di completamento in alcuni tratti, ha cambiato per sempre l’aspetto e l’atmosfera dei villaggi lungo il cammino, ma ha anche reso possibile qualcosa che un tempo apparteneva solo agli escursionisti a piedi: pedalare fino al tetto del mondo.

Quasi tutti affrontano il circuito in senso antiorario, partendo da Besisahar nella valle del Marshyangdi, raggiungibile in sei o sette ore da Kathmandu. Questa direzione permette di guadagnare quota più gradualmente, riducendo il rischio di mal di montagna nell’avvicinamento al Thorung La, e regala in cambio lunghi tratti di singletrack scorrevole in discesa verso Muktinath e Tatopani, tremila metri di dislivello affrontabili in due o tre giorni, tra i migliori terreni al mondo per chi ama la discesa tecnica.

Il viaggio cambia pelle giorno dopo giorno: pianure subtropicali, terrazze di riso e foreste tropicali nelle prime tappe, poi pareti rocciose scavate da fiumi impetuosi che scorrono centinaia di metri più in basso, fino agli altopiani aridi che sfiorano il Tibet. Servono permessi specifici per accedere all’area protetta, un kit medico con farmaci per il mal di montagna, e idealmente il supporto di una guida locale, indispensabile non tanto per orientarsi quanto per gestire in sicurezza un’altitudine estrema, che rende questo viaggio una delle esperienze cicloturistiche più ardue, e più belle, dell’intero pianeta.