La pista ciclabile di Fiemme e Fassa, quarantotto chilometri lungo l’Avisio tra le Dolomiti trentine

C’era una ferrovia a scartamento ridotto, in Trentino, che portava persone dove oggi portano solo le ruote. La pista ciclabile che collega Fiemme e Fassa ne ripercorre fedelmente il tracciato, seguendo l’Avisio fin dalla sua nascita ai piedi della Marmolada, sotto uno dei ghiacciai più immensi delle Dolomiti. Quarantotto chilometri, appena seicento metri di dislivello, percorribili in entrambe le direzioni senza mai perdere di vista il torrente.

Si parte da Molina di Fiemme, sugli argini meridionali dell’Avisio, tra Masi di Cavalese, Lago di Tesero e Roda di Ziano. Lungo questo tratto la ferrovia dismessa lascia ancora tracce visibili, ponti in ferro arrugginiti e piccole stazioni abbandonate che sembrano aspettare un treno che non tornerà mai più, mentre il paesaggio si alterna tra campi arati, pascoli e foreste curate come giardini.

Predazzo, ai piedi del Latemar, segna il punto di svolta del viaggio: da qui in poi il tracciato comincia a salire, passando per Forno verso la Val di Fassa. Moena accoglie i ciclisti adagiata in una conca protetta dai gruppi dolomitici del Catinaccio, del Monzoni e del Latemar, e da lì la strada continua a costeggiare il torrente fino a Canazei, dove le Dolomiti smettono di essere uno sfondo e diventano protagoniste assolute.

Chi non vuole sudare può ribaltare tutto e scendere da Canazei verso Molina di Fiemme, lasciando che sia il Fiemme Fassa Bike Express a riportarlo su, un bus attrezzato per cinquanta biciclette con tre corse al giorno da maggio a fine ottobre. Il fondo asfaltato e la pendenza gentile rendono questa pista perfetta anche per famiglie con bambini, ma è anche il punto di partenza ideale per chi sogna quote più alte, verso il Passo Rolle, il Passo Valles o i quattro passi leggendari del Sellaronda.