Il cicloturismo si sta ritagliando un posto sempre più stabile nell’agenda del governo italiano, e lo scorso ventinove luglio lo ha dimostrato un incontro tutt’altro che casuale. Una delegazione della Federazione Ciclistica Italiana, guidata dal presidente Cordiano Dagnoni, si è seduta al tavolo del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi per presentare Bike Life, il progetto dedicato allo sviluppo del cicloturismo promosso da Federciclhub. Accanto a Dagnoni c’erano il presidente di Federciclhub, Antonio Marano, e il segretario generale della Federazione, Marcello Tolu.
Dietro il nome del progetto si nasconde una strategia più ambiziosa di quanto sembri a prima vista. L’idea è trasformare la bicicletta in uno degli strumenti più efficaci per far emergere borghi, aree interne e destinazioni che il turismo tradizionale ha sempre lasciato ai margini. Non un’iniziativa isolata, dunque, ma un tassello pensato per incastrarsi con le politiche di sviluppo territoriale che diverse istituzioni italiane stanno costruendo negli ultimi mesi, quasi senza coordinarsi ma convergendo verso la stessa direzione.
Dietro questo interesse crescente ci sono numeri difficili da liquidare come moda passeggera. Il cicloturismo si è ritagliato uno dei segmenti con le maggiori prospettive di crescita dentro il turismo esperienziale, capace di tenere insieme attività fisica, sostenibilità ambientale, cultura, enogastronomia e valorizzazione del paesaggio in un’unica proposta di viaggio. Un mix che sempre più Province e piccoli Comuni stanno provando a intercettare con investimenti mirati su ciclovie e servizi dedicati, spesso su scala ben più piccola ma non meno significativa.
L’incontro con il Ministero del Turismo racconta un cambiamento di prospettiva che va oltre la singola federazione sportiva. La bicicletta smette di essere considerata solo un attrezzo agonistico o un passatempo del weekend, e viene sempre più letta come motore di sviluppo economico e territoriale, capace di generare ricadute concrete su comunità che, fino a ieri, il turismo aveva quasi dimenticato.











