C’è un paese in America Centrale che nel 1949 ha deciso di abolire il proprio esercito, investendo quella stessa energia nella protezione della natura. Oggi oltre un quarto del territorio costaricano è tutelato da parchi nazionali e riserve, e la Costa Rica si esplora in bicicletta lungo itinerari che partono dalla capitale San José e si spingono verso la Cordillera Guanacaste, la penisola di Nicoya e i vulcani del centro del paese, in percorsi che per chi ha tempo e gambe allenate possono superare i mille chilometri.
Il territorio è dominato da vulcani, molti ancora attivi, con il Cerro Chirripó che svetta a tremilaottocentoventi metri come tetto dell’intero paese. Nei dintorni della capitale si organizzano diversi tour giornalieri intorno ai vulcani Irazú e Poás, oltre alla suggestiva Valle di Orosi, mentre più a nord il Vulcano Arenal regala salite e discese impegnative dentro una foresta pluviale che avvolge il cono ancora fumante come se lo custodisse.
Chi si spinge verso Sarapiquí, nella provincia di Heredia, incontra strade di ghiaia che si perdono tra comunità remote, popolate da scimmie urlatrici, iguane e uccelli di ogni specie che accompagnano il viaggio con i propri richiami. La difficoltà di questi tratti resta intermedia, tra terreno pianeggiante, dune e colline, mentre più a sud il Parco Nazionale Piedras Blancas custodisce l’unica foresta pluviale di pianura del Golfo Dulce rimasta verde tutto l’anno, un rifugio faunistico che si estende fino alla Penisola di Osa.
Le autorità locali raccomandano sempre di viaggiare in gruppo con una guida esperta, capace di monitorare le condizioni fisiche dei partecipanti e di gestire i tratti più impegnativi, specialmente nei mesi più piovosi, quando la prudenza conta più della velocità. Il Cerro de la Muerte, lungo l’Autostrada Interamericana, resta la vetta più alta raggiungibile su strada asfaltata, un passaggio quasi obbligato per chi vuole conoscere davvero l’anima montana di questo piccolo, straordinario paese.











