Il Friuli Venezia Giulia mette altri soldi veri su un progetto che cammina da tempo, un passo alla volta. Con un investimento regionale complessivo di oltre 2,68 milioni di euro prosegue la realizzazione della Ciclovia del Livenza, pensata per unire la pianura pordenonese alla Pedemontana e sviluppare la rete ciclabile lungo l’intera asta del fiume. Ad annunciarlo è l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante.
Dietro l’annuncio c’è un passaggio amministrativo che sembra tecnico ma è tutt’altro che marginale. Il Comune di Sacile ha adottato la variante urbanistica necessaria all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio per il tratto che collegherà Sacile, Polcenigo e Budoia, il tipo di pratica burocratica che, per quanto invisibile, decide se un cantiere può finalmente partire o resta fermo sulla carta ancora per mesi.
Il fiume Livenza scorre proprio nel punto in cui la pianura comincia a incontrare le Prealpi, un territorio di confine che negli ultimi anni ha visto crescere l’interesse per il cicloturismo lento, complice anche la vicinanza a direttrici già affermate come la Ciclovia Alpe Adria. Collegare la pianura pordenonese alla fascia pedemontana apre la porta a itinerari misti, capaci di alternare in una stessa giornata tratti pianeggianti a percorsi più mossi verso le prime colline.
L’investimento sul Livenza non nasce isolato, ma dentro un momento di grande attivismo per le infrastrutture ciclabili del Nord-Est. Il Friuli Venezia Giulia porta avanti in parallelo diversi progetti dedicati alla mobilità dolce, in una regione che scommette sempre più decisamente sul cicloturismo come leva di sviluppo per i territori dell’entroterra, spesso relegati ai margini delle rotte turistiche tradizionali rispetto alla costa più fotografata.











