La centrale elettrica nella ruota, ricaricare telefono e navigatore pedalando

Sera, campeggio libero in mezzo ai boschi. Il navigatore lampeggia, il telefono è quasi spento e la prossima presa di corrente è a cento chilometri. Per molti cicloturisti è un incubo. Per chi ha una dinamo al mozzo, invece, è solo un dettaglio.

La dinamo al mozzo è una piccola centrale elettrica nascosta nella ruota anteriore. Ogni giro di ruota produce corrente, circa 6 volt e 3 watt. Ma è corrente alternata, e il telefono non la accetta. Serve un caricatore che la trasformi nella corrente continua della presa USB.

Qui entra in gioco la velocità, il vero motore del sistema. Tra i 7 e i 10 chilometri orari si ottiene circa un watt. Per superare i due watt, la soglia che molti dispositivi richiedono, serve pedalare tra gli 11 e i 15 chilometri orari. La potenza piena arriva solo tra i 14 e i 25 chilometri orari, secondo il caricatore.

E in salita? La ricarica rallenta, a volte si spegne. Per questo i caricatori migliori hanno una piccola batteria tampone. Accumula energia quando la bici corre e la restituisce con regolarità quando arranca. Se viaggiate spesso sotto i 12 o 13 chilometri orari, è una scelta quasi obbligata.

C’è anche un trucco che molti viaggiatori usano. Di giorno ricaricate un power bank, la sera lo usate per telefono e navigatore in tenda. Si perde un po’ di energia nel passaggio, tra il 15 e il 20 per cento. Ma in cambio avete sempre una riserva pronta.

Naturalmente l’energia ha un costo. Quando la dinamo lavora, la ruota frena un poco. A bassa velocità il rendimento si ferma tra il 50 e il 60 per cento, e per produrre due watt e mezzo servono circa cinque watt in più sui pedali. Tradotto in velocità, si perdono pochi decimi di chilometro all’ora, quasi impercettibili.

Il caricatore va scelto come si sceglie una bici. Se andate piano e amate le montagne, cercate un modello che si attivi presto. Se viaggiate veloci in pianura, puntate su quelli che rendono di più sopra i 20 chilometri orari. E provate tutto prima di partire, non al terzo giorno di viaggio.

Con una dinamo al mozzo il viaggio cambia sapore. Non dovrete più elemosinare una presa in un bar o scegliere il campeggio solo per l’elettricità. Le luci si accendono da sole al tramonto. E il navigatore vi guida fino all’ultimo chilometro, anche nel posto più remoto.