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La bicicletta come risorsa per rilanciare la ripresa del turismo.


L’emergenza legata all’epidemia da Coronavirus e le conseguenti restrizioni imposte agli spostamenti, ha causato danni incalcolabili all’economia in generale e soprattutto al comparto turistico. Nel periodo di maggiore liberta, ossia questa estate, abbiamo però visto come il turismo sostenibile, come ad esempio il Cicloturismo, ha avuto un fortissimo sviluppo con una crescita a doppia cifra. Il Cicloturismo infatti si presenta come una opportunità trasversale adatta a coppie, a giovani, a bambini, anziani e famiglie, capace di superare i classici clichè per adattarsi bene a tutto il territorio nazionale con la possibilità di rilassarsi nella natura incontaminata, avere un turismo slow d’arte e godere lentamente di tutte le bellezze e le opportunità artigianali ed enogastronomiche del nostro paese.

Se in Italia questo tipo di esperienza è ancora in fase di sviluppo, In Europa il comparto del turismo sostenibile sviluppa già un introito di oltre 760 miliardi di euro all’anno.
Come dicevamo, secondo una studio di Legaambiente, in Italia il Cicloturismo sta crescendo del 10-15% all’anno e rappresenta quindi il maggior volano di crescita del settore turistico senza dimenticare l’indotto generato nel radunare inoltre milioni di persone per fiere e gare sportive. Le ricadute inoltre si hanno anche sul piano ambientale con una importante riduzione dell’inquinamento ed un miglioramento della salute di chi lo pratica, generando quindi un plusvalore tangibile negli anni futuri.

Per quanto ancora indietro rispetto ai nostri partner europei, l’Italia potrebbe nel giro di pochi anni diventare il leader europeo del Cicloturismo potendo già da ora vantare oltre 58 mila chilometri di piste ciclabili e ciclovie.

Se guardiamo l’esperienza virtuosa del Trentino Alto Adige, vediamo che con i suoi 3250 chilometri di percorsi attrezzati, ogni anno attira moltissimi turisti con un fatturato di oltre 1 miliardo di euro senza dimenticare che ogni chilometro di percorso cicloturismo comporta un introito di 338 mila euro all’anno a fronte di solo 104 mila euro di spese per costruzione e manutenzione ordinaria.

Se in tutta Italia prendesse l’esempio del Trentino Alto Adige si potrebbe ottenere un guadagno di cinque volte superiore a quello attuale.

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