Una foratura non manda mai un preavviso. Arriva a metà di una discesa, nel punto più isolato della giornata, quando meno te lo aspetti e più ti serve non fermarti. E la differenza tra una sosta di dieci minuti e un pomeriggio andato in fumo, spesso, non dipende dalla fortuna, ma da quello che avevi già messo in borsa prima di partire. Un buon kit di riparazione non deve pesare sulle spalle, deve solo contenere le cose giuste al momento giusto.
Alla base ci sono due leve cacciagomme per staccare il copertone dal cerchio, una camera d’aria di scorta pronta all’uso, una scatoletta di toppe con il relativo mastice a presa rapida, e un pezzetto di carta vetrata per preparare bene la superficie prima di incollare. Serve poi un modo per rimettere aria nella ruota, che sia una pompa manuale o una bomboletta compressa, ciascuna con il proprio compromesso: la pompa non si esaurisce mai, la bomboletta è fulminea ma dura poche ricariche, e chi affronta viaggi lunghi finisce quasi sempre per portarsi dietro entrambe le filosofie insieme.
Chi monta ruote tubeless non può rinunciare a un piccolo kit dedicato a questo sistema, insieme a una camera d’aria di riserva per quando il liquido sigillante alza bandiera bianca davanti a un foro troppo grande da richiudere da solo. Un adattatore per valvola Presta vale più del proprio peso in oro, perché permette di gonfiare la ruota al compressore del primo distributore di benzina incontrato lungo la strada, un dettaglio minuscolo capace di salvare un’intera giornata in zone dove nessuno saprebbe come aiutarti.
Per chi si spinge in viaggi di più giorni, lontano da qualunque centro abitato, conviene aggiungere un multitool con brugole, cacciaviti e chiave torx, pronto per viti allentate e regolazioni dell’ultimo minuto. E poi un forcellino del deragliatore di scorta, pezzo minuscolo ma specifico per ogni telaio e praticamente impossibile da trovare una volta partiti, qualche raggio in più con il proprio tiraraggi per una ruota piegata dal peso del bagaglio, e degli stracci per pulirsi le mani dopo ogni intervento sul campo. Non è una lista che promette di evitare i problemi, che prima o poi arriveranno comunque, in un modo o nell’altro. È pensata perché quei problemi restino solo un piccolo intoppo, e non la fine del viaggio.











