In bici lungo il Brenta, 80 chilometri dal lago di Caldonazzo al ponte di Bassano

Il lago di Caldonazzo al mattino è uno specchio. Le montagne si riflettono nell’acqua, l’aria è fresca e la ciclabile è ancora vuota. Basta un colpo di pedale per partire verso sud. Davanti ci sono circa 80 chilometri di discesa leggera, fino a Bassano del Grappa.

La ciclabile della Valsugana segue il Brenta dal Trentino al Veneto. È quasi tutta asfaltata e non presenta salite impegnative. Per questo piace a famiglie, principianti e viaggiatori con le borse. Nel 2020 ha vinto l’Italian Green Road Award.

I primi chilometri sono un invito a rallentare. Si passa accanto a Levico Terme, con i suoi parchi e le sue acque termali. Poi la valle si apre tra frutteti, prati e campanili. Ogni tanto una fontanella o un bicigrill offrono la scusa per una pausa.

A Borgo Valsugana vale la pena fare una deviazione. Una strada in salita porta ad Arte Sella, dove sculture e installazioni nascono dal bosco stesso. Costa fatica, ma la sorpresa ripaga. Poi si torna giù, lungo il fiume.

Dopo Grigno la valle si stringe all’improvviso. Le pareti di roccia si avvicinano, il Brenta corre più veloce e la luce cambia. È il Canale di Brenta, la gola che per secoli ha diviso e unito montagna e pianura. Qui la ciclabile regala il suo momento più sorprendente.

Alzate lo sguardo tra Primolano e Cismon del Grappa. Incastrata nella parete, sopra la strada, c’è una fortezza dentro una grotta. È il Covolo di Butistone, citato già nell’anno 1004, che per secoli ha controllato chi passava in valle. Le truppe di Napoleone ne distrussero la dogana alla fine del Settecento.

Da qui mancano pochi chilometri alla meta. La valle si apre, il fiume si allarga e arriva Bassano del Grappa. Il viaggio finisce sul ponte di legno progettato da Andrea Palladio nel 1569. Ricostruito dopo la guerra con il contributo degli alpini, tutti lo conoscono come Ponte degli Alpini.

Prima di partire è bene sapere due cose. In Trentino la pista è curata e lontana dalle auto, mentre in Veneto il fondo è meno regolare e ci sono tratti su strade provinciali. Per tornare indietro c’è il treno della Valsugana, che però ha pochi posti per le bici, soprattutto d’estate. Partire presto, in ogni caso, rende tutto più semplice.