Due sigle che fino a ieri viaggiavano su binari paralleli hanno deciso di incontrarsi ufficialmente. Il Global Sustainable Tourism Council e la Federazione Europea dei Ciclisti hanno firmato un Memorandum d’Intesa per costruire un quadro formale di cooperazione, nato da un interesse condiviso su un tema che sta guadagnando peso in tutta Europa: l’allineamento tra turismo, mobilità e sviluppo responsabile, con la bicicletta sempre più al centro della scena.
Il documento non stravolge nulla delle rispettive missioni, ma apre un canale strutturato di scambio di conoscenze e sensibilizzazione reciproca. Entrambe le organizzazioni riconoscono qualcosa che fino a poco tempo fa restava implicito, quanto valga davvero la bicicletta, come mezzo di trasporto e come svago, per costruire un turismo più consapevole delle proprie ricadute ambientali e sociali.
Per battezzare questa nuova alleanza, GSTC ed ECF organizzeranno un webinar pubblico congiunto, intitolato Sustainable Cycling Tourism, la cui data verrà comunicata a breve. Non sarà un comunicato letto ad alta voce e basta: l’incontro racconterà casi concreti di turismo sostenibile basati sugli standard GSTC insieme a storie di successo nel cicloturismo, aprendo un dialogo tra due mondi che finora si erano solo sfiorati senza mai parlarsi davvero.
L’accordo arriva in un anno che sembra scritto apposta per certe notizie. La Commissione Europea presenterà a ottobre la propria prima Strategia Europea per il Turismo Sostenibile, mentre a Utrecht, dal trenta settembre al due ottobre, va in scena la Conferenza EuroVelo e Cicloturismo. Messi in fila, questi tasselli raccontano una direzione precisa, quasi inevitabile: la bicicletta smette lentamente di essere considerata un’attrazione da cartolina per turisti in vacanza, e comincia finalmente a essere trattata per quello che è sempre stata, un’infrastruttura di trasporto a pieno titolo.











