Il mercato europeo della bicicletta trova finalmente stabilità dopo anni di turbolenza post pandemica

Dopo anni di montagne russe, il settore ciclistico europeo può finalmente respirare. European Cycling Industries, la nuova associazione nata dalla fusione tra la Confederazione dell’Industria Europea della Bicicletta e Cycling Industries Europe, ha appena pubblicato il Bicycle Industry and Market Profile 2026, il rapporto di riferimento per l’intero comparto, basato sui numeri raccolti nel 2025. È il primo documento firmato dalla nuova sigla, presentato anche in un webinar il ventinove luglio davanti a operatori ed esperti del settore.

C’è una parola che ricorre più di ogni altra in questo rapporto, ed è stabilità. Dopo l’impennata folle della domanda durante la pandemia, seguita da anni di magazzini bloccati e catene di fornitura in tilt, i dati del 2025 raccontano finalmente un mercato che ha smesso di ondeggiare. Il presidente dell’associazione, Paul Walsh, l’ha messa così: i problemi di inventario ereditati dal Covid possono considerarsi ormai alle spalle.

Ma la fotografia cambia parecchio da un paese all’altro, e vale la pena guardarla da vicino. In Germania il mercato delle e-bike resta fermo a due milioni di unità vendute, una cifra che non si muove più dal 2023, mentre anche le biciclette tradizionali stazionano appena sotto la stessa soglia. Spagna e Regno Unito mostrano invece segnali di ripresa concreti, con il mercato britannico che ha appena chiuso il primo anno di crescita dal 2020. L’Italia, dal canto suo, continua a fare i conti con vendite in calo e una pressione sempre più forte sul commercio specializzato di quartiere.

Tra le tendenze più interessanti spicca la crescita del leasing e del ricondizionamento delle biciclette, strumenti che le associazioni di categoria indicano sempre più spesso come via d’uscita da un mercato dove il prezzo medio di vendita continua, paradossalmente, a scendere. Il report guarda anche ai flussi di importazione ed esportazione, con la Cina che ha riconquistato terreno nel mercato europeo dopo l’introduzione dei dazi antidumping nel 2019, un dettaglio che gli osservatori del settore continueranno a tenere d’occhio nei prossimi mesi, insieme alla crescita delle e-bike, che secondo alcune proiezioni potrebbero arrivare a rappresentare fino all’ottanta per cento dell’intero mercato europeo della bicicletta.