C’è un paese nel sud-est asiatico che sembra disegnato apposta per chi vuole pedalare lontano dalle rotte già consumate da tutti. Il Laos, stretto tra Thailandia, Vietnam e Cina, offre un itinerario classico di circa trecentosettanta chilometri tra la capitale Vientiane e Luang Prabang, l’antica capitale reale patrimonio Unesco, affrontabile in circa undici giorni tra montagne maestose, lagune blu e i misteri archeologici della Piana delle Giare.
Gran parte del viaggio corre sulla strada numero tredici, l’arteria principale che collega le due città e che resta molto frequentata dai cicloturisti, soprattutto nel tratto verso nord. Eppure il traffico rimane limitato e lento, un dettaglio che rende l’esperienza sorprendentemente rilassata, nonostante l’importanza apparente di quella strada sulla carta. Molti preferiscono deviare verso strade secondarie sterrate, in condizioni migliori di quanto ci si aspetterebbe senza asfalto, che regalano il volto più autentico del paese, lontano dall’atmosfera già un po’ turistica di Luang Prabang.
Chi cerca qualcosa di più duro può affrontare il nord del Laos partendo dal confine vietnamita, attraversando montagne abitate da numerose minoranze etniche, tra Muang Khua e Oudomxay, prima di arrivare a Luang Prabang dopo circa quattrocentosettanta chilometri in undici giorni. Anche il sud del paese non delude: con base a Pakse si raggiungono le quattromila isole del Mekong e il tempio di Wat Phou, un percorso più contenuto, duecentodieci chilometri in sei giorni, ma non meno intenso.
Arrivare a Luang Prabang significa entrare in una città sospesa tra due fiumi, il Mekong e il Nam Khan, dove i monaci buddisti attraversano ancora i ponti di legno avvolti nelle loro tuniche color zafferano, tra templi che spuntano a ogni angolo del centro storico. Le cascate di Kuang Si, poco fuori città, diventano una sosta quasi obbligata dopo giorni di pedalata, il premio finale prima di rimettersi in viaggio. Il periodo migliore resta tra gennaio e febbraio, quando le piogge si diradano, mentre l’estate porta i monsoni e strade che possono trasformarsi in fango nel giro di un pomeriggio.











