Il lago più grande d’Italia sogna da anni un anello ciclabile di centosessantacinque chilometri, e quel sogno continua a farsi attendere

Ci sono progetti che invecchiano bene come il vino, e altri che invecchiano semplicemente impolverandosi sulle scrivanie degli uffici tecnici. La Ciclovia del Garda, conosciuta anche come Garda by Bike, sembra oscillare pericolosamente tra le due categorie. L’idea resta seducente quanto il primo giorno in cui fu presentata, un anello ciclabile che stringe l’intero lago in un unico abbraccio d’asfalto, attraversando Lombardia, Veneto e Trentino senza mai staccarsi dall’acqua.

Una volta terminata, la ciclovia misurerà circa 165 chilometri lungo l’intero perimetro del Benaco, secondo quanto riportato dal sito ufficiale del progetto. Il traguardo, però, resta ancora lontano, e chi immagina di salire in sella per pedalare un anello continuo rischia una delusione immediata. Buona parte del tracciato vive ancora solo sulla carta, oppure dentro un cantiere che procede con la pazienza di chi non ha fretta.

Basta però un solo frammento per giustificare da subito il viaggio. A Limone sul Garda, dal 2018, una passerella sospesa si incastra nella roccia a picco sull’acqua per circa due chilometri e mezzo, sfidando in apparenza le leggi della gravità. Molte guide europee la incoronano pista ciclopedonale più spettacolare del continente, e chi l’ha percorsa fatica a smentirle, tra curve che aprono panorami a centottanta gradi e luci notturne che trasformano una semplice passeggiata in qualcosa di quasi cinematografico.

Le altre sponde, purtroppo, vivono in un tempo completamente diverso. A est, tra Peschiera, Bardolino e Garda, la rete ciclabile esiste già ed è ben collegata, rendendo quella zona la più semplice da scoprire in sella fin da subito. A ovest tutto cambia. Tra Sirmione, Desenzano, Salò e Gardone Riviera restano ancora vuoti considerevoli, tanto che in alcuni tratti i ciclisti sono costretti a salire su un traghetto pur di superare le zone dove la strada costiera non lascia spazio a una corsia dedicata.

I cantieri più recenti provano finalmente a colmare queste lacune. Tra Torri del Benaco e Garda i lavori sono partiti sul serio, mentre il collegamento tra Brenzone e Torri del Benaco slitta ancora al 2027, stando alle stime più aggiornate. Difficoltà logistiche, resistenze di alcuni proprietari terrieri e preoccupazioni ambientali hanno frenato il progetto più volte negli anni, costringendo i tecnici a rivedere il tracciato originario più di una volta.

Chi sogna di pedalare il Garda oggi, quindi, deve accettare un piccolo compromesso, godersi ciò che già esiste e immaginare il resto con un po’ di pazienza. La sponda veneta e la zona di Riva del Garda regalano già momenti memorabili, ma l’anello completo, quello capace di connettersi alle grandi reti ciclabili europee, resta per ora una promessa scritta su una mappa ancora incompleta. Il lago, nel frattempo, continua comunque a incantare cicloturisti da tutta Europa, promessa mantenuta solo a metà compresa.