Il lago Issyk-Kul in bicicletta: il mare caldo del Kirghizistan che non si congela mai

C’è un lago in Asia centrale così grande che chi ci vive accanto lo chiama semplicemente “il mare”. È l’Issyk-Kul, il cui nome significa proprio “lago caldo”: uno dei laghi montani più estesi del mondo, che non si congela mai nemmeno nel cuore dell’inverno, alimentato da oltre cinquanta fiumi che scendono dalle catene del Tien Shan a fargli corona tutt’intorno.

Circumnavigarlo in bicicletta è più semplice di quanto sembri, grazie a una strada in buone condizioni e priva di ostacoli seri, che permette anche di pernottare lungo il tragitto ospiti delle famiglie locali, attraverso la rete di turismo comunitario CBT.

Il tratto più bello corre lungo la sponda meridionale, dove la strada resta spesso incollata all’acqua e si trovano le spiagge migliori dell’intero lago: una zona rimasta sorprendentemente indietro dal punto di vista turistico, con pochissimi ristoranti o alberghi a interrompere il paesaggio.

La sponda settentrionale racconta invece un’altra storia: più abitata, con strade migliori, ma spesso lontana dalla riva, quindi con meno scorci diretti sull’acqua. Qui sorge Cholpon-Ata, il cui nome significa “padre delle stelle”, principale città turistica della zona e unica spiaggia davvero sviluppata di tutto il litorale settentrionale.

Tra Kyzyl-Tuu e Bokonbayevo, sulla sponda opposta, si attraversa invece il canyon dei fiumi dimenticati: centinaia di letti fluviali ormai secchi che nei secoli hanno scolpito la roccia in forme che sembrano disegnate apposta.

Lungo la strada capita di fermarsi a Kyzyl-Tuu, dove alcune famiglie custodiscono ancora l’arte tradizionale della costruzione delle yurte, e di incrociare cacciatori con l’aquila, una pratica venatoria antichissima che i kirghisi portano avanti con orgoglio.

Poco distante da Tokmok sorge anche la torre di Burana, minareto del nono secolo patrimonio Unesco, testimonianza di una città che fu tappa strategica sulla Via della Seta. Molti partono da Bishkek, la capitale, per proseguire poi verso Karakol, porta d’accesso ai trekking del Tien Shan centrale, chiudendo un viaggio che intreccia cultura nomade, storia millenaria e uno dei paesaggi lacustri più spettacolari di tutta l’Asia centrale.