Il Confederation Trail, quattrocentoquarantanove chilometri sull’antica ferrovia dell’Isola del Principe Edoardo

C’è un’isola canadese piccola quanto affascinante che, dopo aver abbandonato la propria ferrovia nel 1989, ha avuto un’idea semplice e geniale: trasformarla in uno dei percorsi cicloturistici più rilassanti del Nord America. Il Confederation Trail attraversa l’Isola del Principe Edoardo da un capo all’altro, con un tracciato principale di duecentosettantatré chilometri da Tignish a Elmira, che sale a quattrocentoquarantanove chilometri complessivi contando le diramazioni verso la costa e verso il cuore di Charlottetown.

Il fondo, polvere di pietra compattata sopra il vecchio massicciato ferroviario, garantisce pendenze che non superano mai il due per cento, un dettaglio che rende questo percorso accessibile praticamente a chiunque, senza distinzione di allenamento o età. Non è un caso, ma un’eredità diretta della sua origine: una ferrovia, per costruzione, non può permettersi salite ripide, e oggi quella stessa rigidità ingegneristica si traduce in una delle esperienze cicloturistiche più democratiche che si possano vivere.

Lungo il tragitto si attraversano paludi, boschi di latifoglie, fiumi limpidi e villaggi rurali la cui esistenza stessa, in molti casi, si deve proprio alla vecchia linea ferroviaria che un tempo li collegava al resto dell’isola. Quasi duecentocinquanta pannelli informativi bilingui, disseminati lungo l’intero percorso e le sue diramazioni, trasformano il viaggio in un piccolo museo a cielo aperto, capace di raccontare architettura, natura e geografia dell’isola un pannello alla volta.

Chi lo affronta può scegliere un ritmo comodo, tra i cinquanta e i settantacinque chilometri al giorno, pernottando in bed and breakfast, resort o piccoli alberghi mai troppo distanti dal tracciato. Le fragole selvatiche che punteggiano i bordi del sentiero in piena estate, insieme all’eredità letteraria di Anne dai capelli rossi, la celebre eroina immaginata da Lucy Maud Montgomery proprio su quest’isola, regalano un motivo in più per pedalare senza fretta, lasciandosi distrarre da ogni piccola sosta lungo la strada, come se il tempo, qui, avesse deciso di rallentare apposta per chi arriva in sella.