Il traghetto porta la folla verso le spiagge più fotografate. Le stradine interne, quelle che si arrampicano tra vigneti e campi di lavanda, portano invece a un’altra Dalmazia, quella che quasi nessun turista da crociera si prende il tempo di scoprire. Hvar, Brač e Korčula, isole della Dalmazia centrale, offrono percorsi capaci di accontentare chi cerca asfalto tranquillo e chi preferisce inseguire mulattiere sterrate con la mountain bike, respirando profumi di macchia mediterranea a ogni curva.
Hvar viene chiamata la regina delle isole dalmate, e basta guardarla per capire perché. Rocce calcaree che sovrastano il paesaggio, centri abitati che sembrano cresciuti insieme alla vegetazione invece che sopra di essa, vigneti aggrappati ai pendii e campi di lavanda che tra primavera ed estate rendono l’aria quasi inebriante. La città di Hvar, con la fortezza spagnola che veglia sul mare dall’alto, merita di rubare tempo alla pedalata, prima di rituffarsi nell’entroterra che i più non hanno mai visto.
Da Jelsa un traghetto scivola facilmente fino a Brač, la più grande delle isole dalmate, dove Zlatni Rat, il Corno d’Oro, resta forse la spiaggia più fotografata di tutta la Croazia. Poco distante, da Bol, un percorso off road si arrampica fino a Vidova Gora, il tetto dell’isola, da cui nelle giornate limpide si intravede persino l’Italia, come se le due coste si stessero facendo un cenno reciproco. La segnaletica ciclabile qui resta un po’ avara di indicazioni, ma perdersi significa quasi sempre finire in un borgo contadino dove qualcuno, con un sorriso, ti rimette sulla strada giusta.
Chi vuole chiudere il cerchio raggiunge Korčula in traghetto, pedalando tra sentieri costieri stretti, uliveti e terrazzamenti antichi fino a Blato, con soste caffè che interrompono il ritmo delle pedalate proprio quando serve. Molti scelgono di vivere l’intero arcipelago combinando barca a vela e bicicletta su più giorni, alternando tappe tra i venti e i quarantasette chilometri a notti diverse su ogni isola, un modo di viaggiare che non fa scegliere tra il mare e la terra, ma li unisce in un solo racconto fatto di tramonti che sembrano non voler finire mai.











